Oh dear, it has been a long time since my last post...anyway, come back e quindi torniamo alla lingua natia dove il sì suona!!!
Già, dopo 5 mesi in terre straniere, devo un aggiornamento ai miei 5 (forse 3) lettori e allora via, piccola sintesi di un episodio molto MARS!
Hai deciso di partire per il nuovo mondo e vivi nella vecchia Europa? Hai due vie: la prima è chiedere aiuto a Doc per un esilarante viaggio sulla mitica DeLorean verso il XV secolo così, da moderno Colombo in gonnella, convincere i reali spagnoli a fornirti equipaggio e tre graziose caravelle. La seconda, che mi vede francamente più favorevole, richiede l'ausilio di un aereo o di un qualsiasi moderno mezzo di trasporto come un pratico, lussureggiante, confortevole, non umido transatlantico, in grado di evitare ingombranti iceberg sparsi nell'oceano.
Tutti favorevoli per quest'ultima risposta, ok, allora proseguiamo la preparazione del nostro viaggio controllando di avere passaporto e visto. Allora via alla fase burocratica: siamo cittadini residenti in uno dei paesi aventi diritto al viaggio senza visto o no? Facciamo di sì, quindi procediamo compilando una simpatica intervista online che dovrebbe (e dico dovrebbe perchèsi viene ammoniti che il giudizio è comunque rimesso all'ufficiale di frontiera) darci la chiave del nuovo mondo. Cominciamo: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, ok, ok, tutto facile fin qui, no, aspetta adesso mi chiede il nome del vettore, eh??? L'indirizzo che avrò negli USA? Ma che domanda è, io non conosco nessuno, c'è anche l'opzione Under a bridge??? Ah no, fermi, c'è "in transito", ok! Prossime domande...Wow, solo sì o no, queste sono facili, dunque mi chiede se soffro di ulcera molle, sifilide, tubercolosi, gonnorrea...ma porti sfiga??? Se sono mai stata arrestata o ammonita per reati contro la morale? No, direi di no, ma conta la volta del karaoke per le strade cittadine? No, beh io dico di no...Sono stata coinvolta in attività di spionaggio? Facebook, conta? Cerco lavoro negli USA? Io? Nooooooo, mai! Ok ci siamo, mi sembra di essere pulita, vediamo se dopo il pagamento ho il via per Ellis Island...suspance...oh yes, just print your request!!!
Wow, beh ci siamo, la burocrazia è sistemata, adesso valigie, embarking e Liza Minelli nel cuore!
No, scherzavo la burocrazia non è finita, a bordo, il giorno prima di approdare a Brooklyn, viene recapitato un simpatico cartoncino blu su cui la nostra Cristofora dovrà elencare dati personali, famiglia che si intende trasportare negli USA, beni importati e indirizzo statunitense (ma senti è un invito a stanziarsi a questo punto, poi non mi sembra onesto prendersela con questa povera gente che cerca di sistemarsi!), ma di nuovo utilizziamo la famosa formula "IN TRANSIT".
A questo punto tutti convinti che le scartoffie sono sistemate, non ci resta che convincere l'ufficiale che la felpa H&M un po' abbondante serve per nascondere quell'attimo di pancia da un mese all'ozio totale e non un mitra a telescopio! Certo per fare questo ci serve un'autentica lecture made by a worldwide experienced man che ci metta in guardia sulle tricky questions che il doganiere ci farà: "Ti piacerebbe vivere negli Usa? Ti piacerebbe lavorare a NY? Vorresti fermarti negli USA?" etc...ovviamente la risposta DEVE essere sempre NO, altrimenti l'aria respirata dalla statua della libertà non potrà mai essere respirata da noi poveri mortali europei. Ok, sono pronta ad affrontare uno psichiatra con master in immigrazione psicologica mascherato da doganiere pur di portare i piedi al di là del molo di Brooklyn!
Ore 6.00, colazione con pretty much american Blueberry pancakes with maple syrup, passaporto, cartoncino blu (ok, confesso non ricordo il nome tecnico!) e palettina da accompagnatrice gruppo escursione numero 6!
Welcome to USA! Scritta che trionfa appena percorsa la gangway, voce di donna molto afroamericana "Please, follow the queue! No, no...Miss, no picture area!" Ottimo, devo ancora arrivare al doganiere e già riesco a farmi riprendere, oh dear, America is not waiting for me!
No problem, mesta, mesta rimettiamoci in fila e seguiamo le direttive della seconda donna che ci indica il doganiere a cui sottoporre tutte le scartoffie. Veloce occhiattina complessiva per inquadrare i doganieri: donna massiccia modello cane da guardia ore 2; uomo mezz'età, ancora 7 anni alla pensione ore 10, OMG, mexican-american boy, con un sorriso strepitoso ore 12; fingers cross, fingers cross, fingers cross..."Miss, please...Miss...MIIIISSS"..."Oh Sorry", concentrata nel fingers cross, apro gli occhi è lui il mio doganiere, oh dear, devo parlare in inglese, devo pensare al mio nome...sì, sì me lo ricordo. "Hi welcome to united States!Are you number 6 this morning?""Ehm, pardon me?!""Number 6, your paddle!" Ovvio, ho in mano una paletta di 50 cm con scritto numero 6...SVEEEEGLIAAAA! "From Italy? What do you do in Italy""To be honest I spent last 4 months in England on a working experience!"(oh god, oh god, oh god, una delle domande del foglietto blu richiedeva gli stati visitati prima degli USA e io ho barrato la casella nessuno, oh dear, perchè devo essere honest proprio adesso che non lo sono mai, no, su concentrazione, mio caro morettino, sarai anche carino e uno psichiatra mascherato da immigration boy, ma non mi freghi! CONCENTRAZIONE!!!)"So, how long are you staying in NY?""Just one day, with the ship, tonight I'll be back on board!""Do you work on the ship?""No, I'm a passenger""So, why have you got that paddle, number 6?!"(ok, sei carino, abbiamo capito, ma questa paletta è mia e non te la do, va bene?!, perchè qui mi pare che ce l'hai un attimino con la paddle #6!)...spiego la ragione della mia paletta e la ragione del mio ruolo di escort e anche del mio soggiorno inglese, dopo di che l'immigration boy mi rivolge questa domanda:"But, would you like to stay here in New York?"ok, deglutire, respirare e mentire, non è difficile:"No, no, I want to come back to Italy, find a good job, and so on, you know....", non sono lacrime quelle che mi stanno appannando la vista, sono i neon!!! Are you sure you are happy?"Ok, è Scherzi a parte, sono alla frontiera americana, un ragazzo latino americano bellissimo mi chiede se voglio stare a New York e se sono felice?!? Adesso confesso: gli dico che voglio stare a NY, che non sono felice e che mi sposi all'istante; è pieno di ufficiali, uno ci potrà pure sposare! No, no che dico, ritorno in me, mentre appoggio la mano sinistra sullo scanner delle impronte digitali, just breath:"Yes, I am...Of course I am, I am in NY, right now! But are these tricky questions?!"(bene il premio risposta idiota è mio, seguito da rifiuto di visto per l'ingresso per offesa a immigration boy!)"No, darling, I'm stuck here from this mornign, 5 o'clock, I saw elderly women all day long, you are young and it was so nice talking to you!" OMG,darling, nice?! sto sognando?! Ok adesso gli dico "Marry me!", invece esce: "Oh sorry, it is so nice talking to you too!""So, do you think you'll like New York?""Yes, I will, especially if everybody is like you!""Oh thanks, I can speak just on my behalf, but I really hope you will enjoy!""Me too, thank you!""It was a pleasure to talk with you!Take care and enjoy your day in NY! See you!""My pleasure, bye!"
Io e la mia paddle #6 siamo così giunte al di là della frontiera, ma avremmo voluto stare alla frontiera tutto il giorno, chi lo avrebbe mai detto! Un immigration boy che ha illuminato di immenso la visita alla grande mela, come se il solo essere all'ombra dell'Empire State Building non fosse di per sè immenso. Assicuro che con quello sfarfallio nello stomaco è stato straordinario, MARS stuff, girls you know, don't you ;-)! That's it, 30 minuti, non so come si chiama, chi sia in realtà l'immigration boy, però sono certa che quando penserò alla prima volta negli States l'immigration boy sarà il MIO ricordo! E poi, siamo sinceri la Statua della Libertà e i grattacieli sono over, solo da cartolina!!!
Now, Carràmba che sorpresa, Raffaella Carrà & Sergio Japino, you have a new mission: find my immigration boy!
mercoledì 6 ottobre 2010
venerdì 24 settembre 2010
Beh!
Bello esordire così con questo titolo, soprattutto dopo un silenzio durato ere geologiche, nelle quali peraltro non si può dire che non si siano “fatte cose” (nel termine più generico possibile, vista- per l’appunto- la vastità dello spazio alle nostre spalle). Tutte noi abbiamo fatto un sacco di “cose” negli ultimi mesi, chiaramente.
Ma questa esclamazione è ciò che mi è scaturito dal profondo… e non ci posso fare niente, anche se risulta poco raffinato (d’altra parte è noto che non appartiene a me il primo posto in raffinatezza, qua dentro). Il fatto è che in questo periodo in cui certo le incombenze non mancano e tempus fugit, sento il bisogno di condividere con voi, Voi care amiche, il più profondo dei miei… beh!
Quando mi è successo ciò che mi accingo a raccontare ho cercato di voltare pagina, dicendo tra me la sempreverde frase “sai, la gente è strana”.. che nella mia mente equivale a “non farti domande, che è meglio”.
Ma più i giorni venivano dilapidati in attività cerebrali, più questa cosa continuava a strisciare nella mia mente, pretendendo attenzione. Fino a che non ho deciso: “e va bene, va bene! Adesso ti considero, ti guardo, ok? Anzi, ti dirò di più, ti condivido in quel simposio filosofico che è il nostro adorato blog Mars. Contento?!?” …sì, credo che nella mia mente questa questione abbia acquisito sesso maschile, considerandone le prerogative tipiche: inesauribile richiesta di considerazione, ammirazione, gratificazione.
Innanzitutto c’è di mezzo un uomo. Uno che appartiene alla categoria (su ispirazione dei rinomati Canoni di Ophelia) del “che spreco…”. Ma attenzione, lo spreco del giovane in questione non è dovuto al fatto che “abita dall’altro lato del fiume” come qualcuno ha poeticamente formulato, ma bensì a un forse ancor più triste “non ha ancora lontanamente capito cosa sia una relazione amorosa, e probabilmente mai ci arriverà”.
Ecco la metafora fiabesca con cui potrei rappresentare la nostra relazione (per chi non conoscesse l’antefatto): un’amicizia che cresce a vista d’occhio, come la pianta di fagioli magici di Giacomino. È bello esserci sopra, farsi portare sempre più in alto, sognando quello che ti aspetta nel Paese delle nuvole. E quando sei ben bene arrivata in cima, ultimo piano signori, è il momento di scendere!, è bello prenderlo per mano e guardarlo con trepidazione aspettando di fare il primo passo insieme… e sentirsi dire: ma no, perché mai entrare? Suvvia, si sta così bene qua fuori, sulla pianta in mezzo al verde a guardare il panorama e a giocare a scala quaranta! Ma no, tranquilla, non buttarti giù nella precipitosa discesa in solitaria, che non c’è motivo! Visto che sei arrivata da queste parti, puoi restare qui con me, cara, così potremo ballare e parlare… solo, non andiamo oltre dai, che sulle nuvole si sta scomodi.
E va bene, dico io. Può capitare anche questo nella vita, noi siamo donne forti e si accetta tutto con dignità.
Ed ecco che, dopo qualche tempo, arriva il famoso Beh dell’incipit. Allora tenetevi forti ragazze: parlando da buoni amici di progetti futuri, arrivo a dire che per me è ormai tempo di andare a vivere da sola. E lui, da caro buon amico, si lancia in una profusione di consigli. Siccome mi conosce bene, mi dice subito che non dovrei stare con una coinquilina troppo casalinga: “tu hai bisogno di qualcuno di focoso, che ti dica di uscire, di andare, di fare”. E io da brava femminuccia penso anche “ma guarda che dolce, si preoccupa sempre per la mia felicità”. Fino a che lui, procedendo tranquillamente lungo il labirinto dei suoi pensieri (che a lui appare come un ameno viale alberato) giunge alla sua altrettanto serena soluzione: “dai, facciamo che trovo lavoro in zona e vengo io a vivere con te”.
…
Ma questa esclamazione è ciò che mi è scaturito dal profondo… e non ci posso fare niente, anche se risulta poco raffinato (d’altra parte è noto che non appartiene a me il primo posto in raffinatezza, qua dentro). Il fatto è che in questo periodo in cui certo le incombenze non mancano e tempus fugit, sento il bisogno di condividere con voi, Voi care amiche, il più profondo dei miei… beh!
Quando mi è successo ciò che mi accingo a raccontare ho cercato di voltare pagina, dicendo tra me la sempreverde frase “sai, la gente è strana”.. che nella mia mente equivale a “non farti domande, che è meglio”.
Ma più i giorni venivano dilapidati in attività cerebrali, più questa cosa continuava a strisciare nella mia mente, pretendendo attenzione. Fino a che non ho deciso: “e va bene, va bene! Adesso ti considero, ti guardo, ok? Anzi, ti dirò di più, ti condivido in quel simposio filosofico che è il nostro adorato blog Mars. Contento?!?” …sì, credo che nella mia mente questa questione abbia acquisito sesso maschile, considerandone le prerogative tipiche: inesauribile richiesta di considerazione, ammirazione, gratificazione.
Innanzitutto c’è di mezzo un uomo. Uno che appartiene alla categoria (su ispirazione dei rinomati Canoni di Ophelia) del “che spreco…”. Ma attenzione, lo spreco del giovane in questione non è dovuto al fatto che “abita dall’altro lato del fiume” come qualcuno ha poeticamente formulato, ma bensì a un forse ancor più triste “non ha ancora lontanamente capito cosa sia una relazione amorosa, e probabilmente mai ci arriverà”.
Ecco la metafora fiabesca con cui potrei rappresentare la nostra relazione (per chi non conoscesse l’antefatto): un’amicizia che cresce a vista d’occhio, come la pianta di fagioli magici di Giacomino. È bello esserci sopra, farsi portare sempre più in alto, sognando quello che ti aspetta nel Paese delle nuvole. E quando sei ben bene arrivata in cima, ultimo piano signori, è il momento di scendere!, è bello prenderlo per mano e guardarlo con trepidazione aspettando di fare il primo passo insieme… e sentirsi dire: ma no, perché mai entrare? Suvvia, si sta così bene qua fuori, sulla pianta in mezzo al verde a guardare il panorama e a giocare a scala quaranta! Ma no, tranquilla, non buttarti giù nella precipitosa discesa in solitaria, che non c’è motivo! Visto che sei arrivata da queste parti, puoi restare qui con me, cara, così potremo ballare e parlare… solo, non andiamo oltre dai, che sulle nuvole si sta scomodi.
E va bene, dico io. Può capitare anche questo nella vita, noi siamo donne forti e si accetta tutto con dignità.
Ed ecco che, dopo qualche tempo, arriva il famoso Beh dell’incipit. Allora tenetevi forti ragazze: parlando da buoni amici di progetti futuri, arrivo a dire che per me è ormai tempo di andare a vivere da sola. E lui, da caro buon amico, si lancia in una profusione di consigli. Siccome mi conosce bene, mi dice subito che non dovrei stare con una coinquilina troppo casalinga: “tu hai bisogno di qualcuno di focoso, che ti dica di uscire, di andare, di fare”. E io da brava femminuccia penso anche “ma guarda che dolce, si preoccupa sempre per la mia felicità”. Fino a che lui, procedendo tranquillamente lungo il labirinto dei suoi pensieri (che a lui appare come un ameno viale alberato) giunge alla sua altrettanto serena soluzione: “dai, facciamo che trovo lavoro in zona e vengo io a vivere con te”.
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Che altro aggiungere, ragazze? Meglio non dire niente…? Vi eviterò l’excursus di tutto ciò che ho pensato nei giorni scorsi. Dico solo che una delle frasi che più frequentemente mi si ripresentano ogni volta che ci ripenso è: ma sì, e che facciamo i Will e Grace dei poveri? (Che poi Will aveva un buon motivo, quantomeno, per non andare a letto con Grace!)
Solo come esempio. Ma veramente, le reazioni sono state di tutti i generi e hanno coperto tutta la gamma dei sentimenti femminili, per non parlare delle fantasie più o meno patetiche che sono scaturite! (colpa anche dello stress eh, che si applica sempre come scusante).
Presa in giro? Inconsapevolmente incastrata dal destino dentro una candid camera di durata illimitata? O solamente legata a qualcuno in modo così sinceramente platonico da sfuggire alla mia comprensione? Perché dai, una cosa è certa: non lo capirò mai!
Che altro aggiungere, ragazze? Meglio non dire niente…? Vi eviterò l’excursus di tutto ciò che ho pensato nei giorni scorsi. Dico solo che una delle frasi che più frequentemente mi si ripresentano ogni volta che ci ripenso è: ma sì, e che facciamo i Will e Grace dei poveri? (Che poi Will aveva un buon motivo, quantomeno, per non andare a letto con Grace!)
Solo come esempio. Ma veramente, le reazioni sono state di tutti i generi e hanno coperto tutta la gamma dei sentimenti femminili, per non parlare delle fantasie più o meno patetiche che sono scaturite! (colpa anche dello stress eh, che si applica sempre come scusante).
Presa in giro? Inconsapevolmente incastrata dal destino dentro una candid camera di durata illimitata? O solamente legata a qualcuno in modo così sinceramente platonico da sfuggire alla mia comprensione? Perché dai, una cosa è certa: non lo capirò mai!
venerdì 21 maggio 2010
24... eh??
Di questa sconcertante teoria, se n'è già discusso a voce con alcune, ma la vorrei riprendere qui, visto che punto primo questo blog è fermo da quasi un mese.. e l'è en pecà (è un peccato, per i non malgari.. le caprette, se volete, vi fanno comunque ciao!), punto secondo perchè mi sono imbattuta in un articolo che parla proprio di questo: ogni donna, prima di trovare Mr. Right (come dicono oltre Manica, e dove noi Mars abbiamo attualmente un corrispondente estero), cioè il Signor Giusto, deve passarne in rassegna ben 24! VENTIQUATTRO, sì, non due o quattro.. macchè, suorine dalle gambe strette.. ben ventiquattro uomini sbagliati! E avanti con l'insulto.
L'articolo è in realtà un calderone di richiami a libri sull'argomento generale "trovati un uomo, povera sfigata!" soprattutto di origine americana o inglese, dove pare che la ricerca di Mr. Perfect o Mr. Right assorba quasi tutte le energie mentali e fisiche delle donne sotto i trent'anni (perchè, come dicono nell'articolo, se l'uomo giusto non si trova entro i 30, si può anche buttar via abitini di lustrini e trucchi di abbellimento.. che tanto quello non arriva più.. insomma.. dopo i 30 bisogna accontentarsi in un "così così"... per la serie, viva Dio che non abito a Chicago!).
Ma torniamo al topic principale: il tortuoso percorso fatto da 24 poveri disgraziati che, loro malgrado, sono sbagliati. Ora, non è per far la moralista di turno eh, a Londra sarà una media accettabile, ma da queste parti se si "fa un giro" con 24 uomini diversi prima dei 30 anni, l'aggettivo più utilizzato di norma è uno: donna di facili costumi, meretrice non agonistica, Maria Maddalena pre redenzione.. insomma.. zoccola. Ma io non giudico.
Almeno.. questo è quello che si capisce inizialmente, ma, scorrendo le righe di quest'opera d'alto livello giornalistico (snob, lo so), si apprende che lo studio è stato condotto su donne inglesi alle prese con "primi appuntamenti", cioè cene o incontri, spesso non portati neppure a termine! Aaaaaaah! Bigotte che non siete altro, boni tutti così!
Boni? Chi ha detto Boni? Ma e ora, Alessio Boni, cosa c'entra? Ma se Alessio Boni fosse stato incluso nella lista dei miei 24, fosse stato anche alla terza posizione io personalmente mi sarei già fermata li da un pezzo! Adrianooooooo! Pettoraliiiiiiii!
Boni? Chi ha detto Boni? Ma e ora, Alessio Boni, cosa c'entra? Ma se Alessio Boni fosse stato incluso nella lista dei miei 24, fosse stato anche alla terza posizione io personalmente mi sarei già fermata li da un pezzo! Adrianooooooo! Pettoraliiiiiiii!
Ricomponiamoci! Torniamo a noi!
Dicevo, non si deve "consumare l'atto fisico dell'amore" (cit.) per includere un pretendente nella lista dei 24, no, basta uscirci per un gelato. Il testo dell'articolo recita:
"Lo sanno bene le inglesi, che prima del fatidico incontro con Mr. Right passano in rassegna ben ventiquattro pretendenti. Tutti scartati, e alcuni addirittura abbandonati a metà serata con una scusa qualunque. Al venticinquesimo appuntamento - calcola una ricerca di UKDating.com, portale di incontri - obiettivo centrato. Quasi per tutte, perché il sette per cento delle britanniche, e cioè il gruppetto delle più esigenti o sfortunate, arriva a sfiorare i sessanta.
Con un costo non indifferente. Perché è vero che, almeno alla prima cena, il conto lo paga lui, ma anche lei deve preventivare qualche spesuccia. Circa 100 euro ad appuntamento - è la media - di cui 15 per una messa in piega dal parrucchiere - non in centro, o il prezzo lievita -, 30 per una maglia nuova e almeno 10 un accessorio. Moltiplicato per le 24 chance sfumate fa una bella cifra. Ma per trovare l’uomo giusto, e non dover pagare dopo le conseguenze, ben più salate, di una scelta avventata, in fondo non è molto" (da "Il partner giusto? Le donne devono provarne almeno 24", 03/05/2010, Elisabetta Pagani).
Va beh, a parte de "spesucce pre appuntamento", che per quanto mi riguarda tolto lo smodato uso di deodorante antisudorazione si aggirano attorno allo zero (perchè non serve un uomo per comprare maglie ed accessori e dal parrucchiere gay di turno a farsi la piega ci vanno evidentemente solo le londinesi di un certo livello, che noi qui a Trento, a parte andara al salone "da Franca, mesc e carrè è tutto un perchè" - ove mesc non è un refuso - non possiamo pretendere!), qui i conti potrebbero anche tornare. Dunque, si prendano in considerazione tutti gli spasimanti, anche respinti, amori non corrisposti, compagni di scuola su cui si riempivano pagine di smemoranda, ragazzi con cui si è preso un gelato o un aperitivo, su cui si è fantasticato, con cui si è usciti, con cui si è stati, con cui si sarebbe voluti stare, con cui c'è qualcosa che non è amicizia, avventure estive (il bagnino non conta in quanto clichè).. personalmente, dalle elementari ad oggi arrivo a.. uhm.. 18 o 19 (perchè sono incerta se includere uno che all'asilo mi aveva sputato nel bicchiere in segno di acerbo interesse). Direi che siamo sulla buona strada?
Va bene, facciamo un passo indietro. Concentriamoci solo su quelli con cui si è usciti o stati con intenzioni mature, serie e ragionate di valutare una relazione d'amore duratura. I miei 18 (o 19) crollano miseramente a 6.. che nell'arco dei miei 26 anni è una miseria, almeno secondo i criteri inglesi e/o americani.
Nell'articolo, tuttavia, si dice che "In Italia non è così» rassicura Daniela Brambilla, psicologa e psicanalista «le coppie più durature sono, anzi, quelle che si formano dopo i trent’anni, perché si idealizza meno e si cercano affinità più concrete. Ma anche perché c’è una più profonda condivisione di valori e perché è l’età in cui l’unione, di solito, si rafforza con la nascita di un figlio o la decisione di comprare casa». D’altronde i 30 anni, insieme ai 50, sono l’età delle svolte, professionali e affettive. Quelle in cui ci si chiede dove si vuole andare e con chi".
Bene, corro un attimo in giardino a urlare per l'ansia che mi hanno fatto esplodere queste poche righe (per cui nel giro di 4 anni dovrei decidere il corso dei miei futuri - a Dio piacendo, per citare il cuoco Guerrino - 50 anni.. ottimo). ~~~~~
Eccomi. Dicevo, considerando che la psiche e le dinamiche sociali italiane, come dice bene la pissicologa Brambilla (che secondo me è finta, e rilancio con il sociologo Giovanni Molinari, tiè!), sono diverse da quelle angosassoni, anche il numero dei pori magri che si deve subire prima di aspirare ad un raggio luminoso di speranza deve essere ridimensionato.
Da 24 a 6, ma non per questioni di mero interesse personale. Facciamo 8, così siamo tutti contenti.
Otto: uno in età adolescenziale, il primo amore, un flirt dopo la fine del primo amore, due amori non corrisposti, uno spasimante respinto, il secondo amore, un flirt dopo la fine del secondo amore (categorie suscettibili di variazioni ed adattamenti).
E poi, come dice l'adagio, la terza è quella buona. Arriva Mr. Right, Mr. Future, Mr. L'era Ora!
Ma son solo opinioni.
giovedì 22 aprile 2010
Le profezie di Bruno Lauzi
Parliamo del biondo tartarugo corazzato, per cortesia.
No, meglio non parlarne.
Ma possiamo parlare anche del mare di gelato e del lago di frittata... solo che ho deciso di mettermi a dieta seriamente e se iniziamo ad immaginare un mondo commestibile allora la mia già traballante forza di volontà alza direttamente bandiera bianca ed estrae una cioccolata milka da sei etti dalla borsa!
Bene, torniamo a noi.
Benchè Lauzi l'abbia spacciata per una canzone per bambini, sono fermamente convinta che "La tartaruga" (hit del 1975 sul Corriere dei Piccoli ed esibizione di punta al Pranzo di gala di Babbo Natale, come si legge sulla copertina), rappresenti una splendida metafora della vita comune, della mia in particolare, della vostra se vi pare (ma credo di sì). Serve solo un po' di fantasia nell'interpretazione, una contestualizzazione dei concetti, una traslazione dei significati.
Procediamo dunque, verso per verso, con l'esegesi del testo (e mo' so cazzi, metteteve comode).
la bella tartaruga, che cosa mangera'
chi lo sa, chi lo sa
due foglie di lattuga, poi si riposera'
ah ah ah, ah ah ah
chi lo sa, chi lo sa
due foglie di lattuga, poi si riposera'
ah ah ah, ah ah ah
Questa povera disgraziata di una tartaruga è allo sbando. Si accontenta di due fogliette di lattughina perchè non sa proprio che esiste altro. Bruno Lauzi e i mocciosi del coro dell'Antoniano la pigliano pure per il culo per questo fatto, ma lei, la bella tartaruga, non sa ancora di essere bella, non sa che esistono il gelato, la frittata o gli spaghetti. Lei semplicemente non sa che attorno molto di più di quello che, nella sua posizione, riesce a notare. Povera bestia, lei si è rassegnata alla sua vita fatta d'insalata, senza sapore, verde.
la tartaruga, un tempo fu
un animale che correva a testa in giu'
come un siluro filava via
che ti sembrava un treno sulla ferrovia
un animale che correva a testa in giu'
come un siluro filava via
che ti sembrava un treno sulla ferrovia
Semplicemente, impegnata a muoversi, in una posizione a lei non consona (su due zampe e a testa in giù), cercando freneticamente qualcosa che è convinta di volere, non vede quello che c'è già, che è li, sotto al suo becco di tartaruga e che le sfiora la corazza.
Oh che si fa, bella tartaruga? Ci fermiamo e riflettiamo un attimo? Seguiamo il consiglio di quella baldracca della lebre che voleva mettercela nel culo fin dagli albori delle fiabe (senza mai, per altro, riuscirci) e rallentare un poco? Oppure chiamiamo il telefono amico sperando non risponda quell'imbecille della volpe che saran dodici anni che sta li a saltare su due zampe (lussandosi quattro volte l'anca) cercando di raggiungere una picca d'uva fragolina? O magari sentiamo che suggeriscono quell'anoressica di cicala e quella saccente di formica? (Grazie Esopo, ti stimo per avermi dato l'opportunità di formulare questo bel siparietto di vicinato faunistico antropomorfo!)
ma avvenne un incidente
un muro la fermo'
si ruppe qualche dente
e allora rallento'
un muro la fermo'
si ruppe qualche dente
e allora rallento'
Non c'è da preoccuparsi, perchè, come insegna Lauzi, se non ci si arriva da soli alla soluzione sarà la soluzione stessa a farci sbattere il muso contro, con le buone o con le cattive (e qui "sbattere" non è usato a caso).
la tartaruga da allora in poi
lascia che a correre pensiamo solo noi
perche' quel giorno poco piu' in la'
andando piano lei trovo' la felicita
un bosco di carote, un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese faaaaaa!
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese faaaaaa!
Ok, calma. Avviene così: ci si fissa su un obiettivo astratto, oppure si rinuncia a sperare e ci si accontenta dell'insalatina scondita che siamo riusciti a racimolare quella giornata, senza aspettative. Come si potrebbero avere aspettative quando si cammina in un modo tale da non riuscire a vedere nulla di quello che c'è di buono attorno a noi? Possiamo vivere anni così, ma prima o poi arriva, spesso inaspettatamente, qualcosa, un muro contro cui ci si gioca la dentatura, ci si fa male, ci si abbatte ancora di più, ci si spaventa e ci si chiede perchè deve sempre pioverci addosso. Non ci si rende conto ma si inizia a mutare il modo di porsi verso le cose. Si cammina come avremmo dovuto camminare fin dall'inizio, si rallenta, si nota ciò che c'è attorno... ed eccola.. la felicità.
Un bosco di carote, un mare di gelato... ma soprattutto eccolo lì, il biondo tartarugo corazzato!!!
Mi chiedo sotto quale forma arriverà lo schianto per me... che faccia avrà il muro? Mattoni rossi o mattoni grigi? E se mi fossi già schiantata e mi fossi rialzata ricominciando a correre a testa bassa come prima?
Ma soprattutto, perchè Giacobbo non ha ancora fatto una puntata sui misteri racchiusi nelle canzoni di Bruno Lauzi? E Lauzi non assomiglia a qualche personaggio dei cartoni giapponesi (tipo un amico di papà Marrabbio)? E perchè quando sento "Ritornerai" mi viene sempre in mente il film "Sapore di mare" e dunque Jerry Calà? Ma perchè ho la tendenza a distruggere quella poca poesia che riesco a creare? Sto facendo troppe domande?
Ocio però.
mercoledì 14 aprile 2010
Yes Girl
Negli ultimi tempi mi sto chiedendo: quand'è che ho smesso di essere una "Yes Girl"? Da quando non accetto più con cieco entusiasmo le proposte in cui inciampo più o meno casualmente? Non riesco a individuare il momento preciso, comunque mi sono resa conto che qualcosa è cambiato (E NON voglio sentirmi dire che la causa è la vecchiaia, va bene?!)
Sicuramente avrete capito il senso di questa definizione, visto che siete tutti persone argute e con un abbondante bagaglio culturale. Comunque voglio precisare che io ho iniziato a dire di sì di fronte a tutte le occasioni PRIMA di vedere il film con quel mattacchione di Jim Carrey: Yes Man, per l'appunto.
Ripeto, sapete già tutto, ma a scanso di equivoci faccio un accenno alla trama: il buon Jim è un uomo serio, troppo serio, che non riesce a godersi la vita. Un giorno subisce una specie di fattura magica da parte di un uomo che mi aveva inquietata, ma di cui ora non ricordo minimamente che faccia avesse. Questa "maledizione" lo obbliga a rispondere sempre di sì a qualunque domanda (in effetti mi pare che Mr Carrey abbia un debole per questi ruoli in cui è costretto a fare cose che non vuole...eeh ognuno ha i suoi gusti, caro Jim, non ti giudicheremo!)
Insomma, colpito da potentissimo "blocco del no", il nostro eroe incappa in una (dis)avventura dietro l'altra, in incontri, viaggi, fino a che... beh fino ad arrivare alla fine del film, in cui la morale di tutto si manifesta come abbagliante epifania.
Ecco, tornando a noi. Io ho vissuto per un periodo, più o meno un anno fa, in questa smania di fare, di provare... e il ricordo che riaffiora (seppur sfocato...sono passati mesi, e che diamine!) conserva sensazioni di entusiasmo e divertimento. Diciamocelo, si è trattato di una scelta senza grandi fondamenti filosofici: è solo un gioco via, un trucchetto per scrollarmi di dosso un po' di apatia. Ora, io credo che sia stato l'inverno a farmi tornare la ragazza timida e schiva quale di base sono, facendomi tra l'altro dimenticare in pieno tutto il lavoro di miglioramento svolto precedentemente. Ma ultimamente, con il ritorno della primavera e la voglia di uscire, si sono risvegliati i sensi sopiti. E quando mi è stato proposto di partecipare alle Facoltiadi (manifestazione ludico-sportiva in cui il divertimento è assicurato, assieme alla presenza di frotte di studenti universitari), si è squarciato il velo della memoria (velo... chiamiamola pure trapunta doppio strato!). Ho cercato faticosamente di ricostruire la vicenda e ciò che sto scrivendo è il massimo grado di dettaglio a cui sono approdata. Ma il senso finale di tutta questa eterna premessa è questo: ho deciso che si riapre la stagione di "Yes Girl"! quindi, semplicemente, cercherò di rispondere sempre sì. Ecco una lista di situazioni tipo che ho immaginato nella noia delle mie giornate:
- scusa, mi aiuti a trasportare questi scatoloni?
- mi accompagni alla visita dall'otorino?
- ehi sorella, vieni anche tu all'afroraduno di questo weekend!
- mi presti la bicicletta che devo andare a cercare il mio canarino, che è volato via perchè ho lasciato per sbaglio la gabbietta aperta mentre guardavo Tutti pazzi per amore?
- mi ascolti mentre ti racconto della guerra di secessione per un esame?
- hai mai pensato di aprire un negozio di sottobicchieri?
-scusa, non ho il cellulare, mi potresti prestare il tuo per telefonare a mia madre e dirle che sto bene?
-scusa, ragazza solitaria, ti spiacerebbe scattare una foto a me e al mio fidanzato che ci abbracciamo davanti a questo romantico tramonto? (ebbene sì, ragazze, anche a questo dirò di sì...mettendo magari inavvertitamente il dito medio davanti all'obiettivo...)
E via discorrendo. Insomma, le possibilità sono molteplici e spero che arriveranno numerose, visto che poi una cosa tira l'altra... e alla fine di ognuna di queste situazioni la scena che la mia mente mi propone è quella di me che scambio il numero di telefono con un Excalibur, pensando tra me "stavolta sei mio".
Beh, rimaniamo con i piedi per terra, magari non succederà nulla di tutto ciò, ma almeno ci si diverte un po'! E poi, vuoi vedere che mi sono decisa a partecipare alle Facoltiadi?
Vi terrò senz'altro aggiornati, cari numerosissimi lettori e lettrici.
PS: alcune fondamentali eccezioni alla regola:
- diciamo NO al colesterolo
- diciamo NO al sesso non protetto
- diciamo NO a ciò che va contro la legge
- diciamo NO alle merendine che ci chiamano dagli scaffali dei supermercati
martedì 6 aprile 2010
Shopping che passione!
"I DON'T NEED ANYTHING (BUT YOU)"...vi dice niente questo motto?!? Beh certo, solo le adepte MARS possono conoscerlo! Stampato a caratteri cubitali sull'ultimo, ultimissimo, acquisto di ieri, è diventato il nostro motto e la nostra divisa.
Ieri è stato il lunedì di Pasquetta più fruttuoso della mia vita, anche se il meno economico. Dopo mesi di astinenza dallo shopping, ecco vedermi trascinata nel mondo meraviglioso di un centro commerciale eccezziunale veramente!
Ma facciamo un passo indietro. Da giorni ormai si stava pensando a quando poter effettuare la tanto desiderata gita spendacciona. Vista la nostra solidarietà non potevamo certo lasciare Ophy da sola a spendere il suo buono H&M! Quindi, perchè non sfruttare quel giorno in cui si vorrebbe far qualcosa di diverso perchè è quasi un giorno di festa, che sembra però un giorno lavorativo? Detto-fatto! Il lunedì di Pasquetta 2010 è deciso che si deve passare a fare spese pazze!!! Un momento di titubanza ce l'ha causato il dente (da giustiziare) di Ophy, ma anche lui ha capito presto che doveva collaborare se non voleva passare delle brutte ore. Così all'sms mattutino di conferma la ciurma di Mars è saltata in auto ed è partita per la missione. La compagnia di Silvia ci ha aiutato a districarci nel traffico e dopo un'oretta eccoci parcheggiate davanti all'imponente e maestoso Leone! Ah che soddisfazione...tutto deve ancora avere inizio ma è già una soddisfazione. Pronte, attente, viaaaaa! Partite! Niente e nessuno ci può più fermare. Dentro e fuori dai numerosi negozi, vestiti uno più bello dell'altro e pure economici, su e giù per le scale mobili...stanche, affamate, assetate, con i piedi che gridano aiuto, ma non importa, avanti e ancora avanti, non curanti del nostro stato fisico! Guai a chi si ferma...borse su borse, attaccapanni che cadono ripetutamente dagli scaffali, odori sinistri, foulards che volano e sembrano ribellarsi alle leggi della fisica! Una giornata di sport estremo sarebbe stata meno faticosa, ma decisamente meno allettante. D'altronde è uno sport pure lo shopping e richiederebbe un allenamento specifico, magari con un personal trainer specifico. Comunque ce l'abbiamo fatta: alle ore 20 si è conclusa la nostra mission!
Un piccolo inciso va fatto sull'ultimo acquisto di cui sopra. Durante la giornata ci sentiamo pervadere dall'idea di comperare un indumento che caratterizzi le amiche Mars...dopo varie valutazioni ed ispirate da un mio acquisto di poco precedente, ad un certo punto si decide di tornare in un bellissimo negozio avente come unico difetto l'odore di piedi che ti assale appena varchi la soglia dell'entrata. Ma come ho già detto, nulla può ostacolarci! Inizia dunque la ricerca della maglietta che dovrebbe essere uguale ma diversa, però le 4 magliette potrebbero anche essere uguali a due a due, ma con colori diversi, anzi no, meglio se sono tutte con disegni e colori diversi, oppure si può tornare all'opzione di prima, ma quale? No, no, no....bisogna cercare qualcos'altro! Ebbene, dopo aver sollevato tutta la polvere annidata sullo scaffale da anni, dopo aver confuso le taglie, i colori e le tipologie di disegni delle magliette, dopo uno strappo alla milza e dopo mezz'ora di discussione/risate, si decide di spostarsi dall'altra parte del negozio perchè è lì che si nasconde la "nostra" maglietta! Sta per ripartire la stessa scena, fortunatamente interrotta presto dalla mancanza di forze. Non abbiamo neanche voglia di provarle, andranno senz'altro bene (infatti io potrò usarla in futuro anche come maglia pre-maman). Comunque quello che conta è che l'abbiamo trovata...lei è la divisa delle MARS!!! Guai a chi non la indosserà sabato!
Uh che fatica...chi lo direbbe che a fare shopping e a divertisi ci si stanca così tanto? Ma la stanchezza è prontamente ripagata...
Breve bilancio della giornata:
- armadio arricchito di tante belle cose
- conto in banca ridotto
- una splendida giornata passata con delle splendide amiche.
Mica male :-)
Da rifare!!!
Ieri è stato il lunedì di Pasquetta più fruttuoso della mia vita, anche se il meno economico. Dopo mesi di astinenza dallo shopping, ecco vedermi trascinata nel mondo meraviglioso di un centro commerciale eccezziunale veramente!
Ma facciamo un passo indietro. Da giorni ormai si stava pensando a quando poter effettuare la tanto desiderata gita spendacciona. Vista la nostra solidarietà non potevamo certo lasciare Ophy da sola a spendere il suo buono H&M! Quindi, perchè non sfruttare quel giorno in cui si vorrebbe far qualcosa di diverso perchè è quasi un giorno di festa, che sembra però un giorno lavorativo? Detto-fatto! Il lunedì di Pasquetta 2010 è deciso che si deve passare a fare spese pazze!!! Un momento di titubanza ce l'ha causato il dente (da giustiziare) di Ophy, ma anche lui ha capito presto che doveva collaborare se non voleva passare delle brutte ore. Così all'sms mattutino di conferma la ciurma di Mars è saltata in auto ed è partita per la missione. La compagnia di Silvia ci ha aiutato a districarci nel traffico e dopo un'oretta eccoci parcheggiate davanti all'imponente e maestoso Leone! Ah che soddisfazione...tutto deve ancora avere inizio ma è già una soddisfazione. Pronte, attente, viaaaaa! Partite! Niente e nessuno ci può più fermare. Dentro e fuori dai numerosi negozi, vestiti uno più bello dell'altro e pure economici, su e giù per le scale mobili...stanche, affamate, assetate, con i piedi che gridano aiuto, ma non importa, avanti e ancora avanti, non curanti del nostro stato fisico! Guai a chi si ferma...borse su borse, attaccapanni che cadono ripetutamente dagli scaffali, odori sinistri, foulards che volano e sembrano ribellarsi alle leggi della fisica! Una giornata di sport estremo sarebbe stata meno faticosa, ma decisamente meno allettante. D'altronde è uno sport pure lo shopping e richiederebbe un allenamento specifico, magari con un personal trainer specifico. Comunque ce l'abbiamo fatta: alle ore 20 si è conclusa la nostra mission!
Un piccolo inciso va fatto sull'ultimo acquisto di cui sopra. Durante la giornata ci sentiamo pervadere dall'idea di comperare un indumento che caratterizzi le amiche Mars...dopo varie valutazioni ed ispirate da un mio acquisto di poco precedente, ad un certo punto si decide di tornare in un bellissimo negozio avente come unico difetto l'odore di piedi che ti assale appena varchi la soglia dell'entrata. Ma come ho già detto, nulla può ostacolarci! Inizia dunque la ricerca della maglietta che dovrebbe essere uguale ma diversa, però le 4 magliette potrebbero anche essere uguali a due a due, ma con colori diversi, anzi no, meglio se sono tutte con disegni e colori diversi, oppure si può tornare all'opzione di prima, ma quale? No, no, no....bisogna cercare qualcos'altro! Ebbene, dopo aver sollevato tutta la polvere annidata sullo scaffale da anni, dopo aver confuso le taglie, i colori e le tipologie di disegni delle magliette, dopo uno strappo alla milza e dopo mezz'ora di discussione/risate, si decide di spostarsi dall'altra parte del negozio perchè è lì che si nasconde la "nostra" maglietta! Sta per ripartire la stessa scena, fortunatamente interrotta presto dalla mancanza di forze. Non abbiamo neanche voglia di provarle, andranno senz'altro bene (infatti io potrò usarla in futuro anche come maglia pre-maman). Comunque quello che conta è che l'abbiamo trovata...lei è la divisa delle MARS!!! Guai a chi non la indosserà sabato!
Uh che fatica...chi lo direbbe che a fare shopping e a divertisi ci si stanca così tanto? Ma la stanchezza è prontamente ripagata...
Breve bilancio della giornata:
- armadio arricchito di tante belle cose
- conto in banca ridotto
- una splendida giornata passata con delle splendide amiche.
Mica male :-)
Da rifare!!!
domenica 4 aprile 2010
Crea una nuova cartella: come ti archivio gli excalibur
Dente bastardo.
Scrivo in uno dei pochi momenti di lucida assenza di dolore grazie ad una massiccia somministrazione di antidolorifici... massiccia a tal punto che quella sparata con le pistole ad aria compressa agli elefanti albini in fuga dai bracconieri cattivi mi fanno un baffo. Mettere giudizio: gran bella presa per il maestoso deretano, considerando che probabilmente di giudizio, nel mio caso, non ne avrò nemmeno raggiunta l'età della dentiera, il che tende a creare una sorta di circolo vizioso da cui non uscirò mai.
Pensiamo ad altro.
Durante una conversazione costruttiva con un'adepta Mars, aggiunto alla seguente elaborazione mentre mi trovavo sulla nuvoletta puff puff di Luci a cercare conforto ed appaganti esperienze pre sonno, ho elaborato una teoria.
Che palle, direte voi, le solite teorie sbilenche e senza alcun fondamento logico.
Va bene, rispondo, allora per mettere subito in chiaro l'assente credibilità di tale teoria iniziamo come inizierebbe Safiria Leccese in uno dei servizi di punta di quel grande abisso in cui la cultura si perde per sempre che è Studio Aperto: "secondo uno studio condotto dalla Columbia University è stato scoperto che le donne tendono a classificare in categorie definite gli uomini che incontrano, e che queste categorie non possono superare un certo numero (solitamente abbastanza contenuto)".
Non pretendo mica di paragonarmi alla Columbia University eh, però credo che ognuno abbia diciamo delle macrocategorie mentali all'interno delle quali posiziona le persone che incontra, e questo vale sia per uomini che per donne.
Desktop mentale di Ophelia. Metto subito in chiaro, per chi fosse estremamente curioso, che come immagine di sfondo nel mio cervello c'è un gattino che spara con un mitra sulla folla. Perchè? Ne discutiamo in un altro momento.
Cartelle sul desktop:
- CMP (Centro della memoria permanente) che è praticamente vuota.
- CMT (Centro della memoria temporanea), un po' più ricco ma con dei bugs grossi come pantegane geneticamente modificate che creano delle voragini manco fossero le fosse delle Marianne.
- Una serie di cartelle emozionali come "preoccupazioni", "giornale", "università", "paure inconsce", "paure consce", "piaceri", "hobbistica" (e questa devo dire che ha un numero consistente di sottocartelle, sotto sottocartelle, documenti, immagini, files d'esecuzione... insomma per chi fosse interessato ad una visita la dentro è necessaria una prenotazione con almeno due giorni d'anticipo: gli verrà fornito un tom tom, un cellulare e dei soldi in caso di emergenza, più l'indirizzo di un ricovero per senzatetto dove chiedere assistenza) e svariate altre macro cartelle.
- Cartelle luoghi e senso dell'orientamento (è andato in tilt un bel quindici anni fa a causa di un terribile temporale che si è improvvisamente abbattuto durante il Ballo incanto sotto il mare e che ha fermato la torre dell'orologio del municipio..)
- Cartella informazioni inutili e boiate. Praticamente piena.
- Cartelle persone. Ecco che ci avviciniamo all'argomento principale. Ci sono quelle di genere: "uomini", "donne" e "Sarà ma io qualche dubbio ancora ce l'ho". All'interno di queste ci sono le agognate sottocartelle di categoria.
Per le donne ci sono le sottocartelle facili come "amiche" (in cui si sono i vostri files personali, care amichette Mars), "potenziali amiche" e "non amiche", e poi ci sono le sottocartelle più complesse, come - le prime che mi vengono in mente - "SCPAS" (Stronze che prenderei a sberle), "MSSCPP" (Mi state sul culo per principio), "IMMTFLFCICPHIMM" (Insopportabili ma mi tocca fare la faccia come il culo perchè ho i miei motivi), "FSPVO" (Fisicamente superiori perciò vi odio), "SQANS" (Strane quindi ancora non so), "NCCTPAUU" (Non capisco come tu possa avere un uomo), "PCSCS" (Porete che si credono superiori), "IAC%" (Incompatibili al cento%), "SFLVP" (Se fossi lesbica vi punterei), e via discorrendo.
La cartella "sarà ma io qualche dubbio ancora lo ho" la tralascerei per ovvie ragioni...!
Arriviamo alla cartella "Uomini". Dunque, inziamo col dire che ci sono due grandi sottocategorie e cioè "Valiati" e "Non valiati". Cioè? Di solito quando si incontra un rappresentante di sesso maschile la prima cosa che si fa, in modo totalmente inconscio, è valutare la possibilità di un interesse. he potremmo nutrire nei suoi confronti. Inconsciamente perchè è un processo che avviene naturalmente e sfugge alla nostra volontà. Mi spiego. Se incontro il postino, che pover'uomo ha 50 anni, è parzialmente pelato, ha uno stomaco da tedesco in visita alla fabbrica della Forst, una sudorazione decisamente fuori controllo, i baffi pieni di briciole, le sopracciglia più folte mai viste in natura, si piega per prendere lettere e riviste emettendo un raccapricciante rantolo di fatica e magari è pure sposato, il mio inconscio si disinteresserà totalmente. Porrò dunque l'uomo nella cartella "non valiati", perchè non c'è alcun bisogno che la mia mente si metta a valutare pro e contro in un eventuale contesto di interesse futuro.
A noi interessa la cartella dei "Valiati". I valiati sono divisi a loro volta in diverse e complesse categorie, che ne descrivono lo status rapportato sia al nostro diretto interesse, potenziale interesse, ma anche in base alla probabilità di riuscita della consquista e della possibilità oggettiva di avere un qualche contatto diretto con questa persona. Le cartelle che nella mia mente sono più frequentemente utilizzate di articolano in: "TPB" (Te prego ben) ossia il totale disgusto, "TPBCMFA" (Te prego ben con modesto fastidio aggiunto), cioè un uomo che non solo non suscita interesse ma anzi tende amplificare il fastidio che ci provoca portandoci spesso a veri e propri moti di rigetto, "SIMHQCMR" (Sei interessante ma hai qualcosa che mi repelle) classico caso in cui il bello o brillante di turno distrugge completamente l'interesse assecondando una propria terribile caratteristica (tipo parlare), "SIMCQCNMC" (Sei interessante ma c'è qualcosa che non mi convince) che è l'alternativa meno esasperata della categoria precedente, "ICCNSS" (Il clichè che non si smentisce) perchè non volendo fare di tutta l'erba un fascio (e questo post ne è la prova no?) tendo sempre a voler verificare se il soggetto presenta qualche spiraglio di speranza anche se l'apparenza (uno stereotipo con i fiocchi) non da alcuna speranza, "ECASNPP" (Excalibur che abita sulla nuvoletta puff puff) cioè quell'uomo talmente perfetto da esistere soltanto nella terra del pre sonno, in cui tutto è possibile, "TTDO" (Ti tengo d'occhio) ove il soggetto presenta diversi profili di potenzialità su diversi fronti e dunque va tenuto sott'occhio e, possibilmente, ne va stimolata l'interazione, "SMATICPPDA" (Sarai mio a tutti i costi perchè profumi d'anguria) il classico colpo di fulmine che annebbia la mente e di cui io, purtroppo, non ho mai goduto, avendo difatti la cartella vuota, "CTVMNSMNSCIE" (Come ti vorrei ma non succederà mai nemmeno se canto in ebraico) e qui ci infiliamo tutti quegli uomini che ci piacerebbe tanto avere attorno ma la dura realtà è che non succederà mai perchè sono oggettivamente fuori dalla nostra portata (pop star israeliane o attori più o meno famosi compresi), "NPEVSDR" (Non può essere vero, sono da ricovero) quando l'attrazione c'è malgrado il buon senso (ed il resto del mondo) dica esattamente il contrario, "PAG" (Potenziale Anima Gemella) universalmente ciò che cerchiamo tutti, che ci si creda o meno.
Ce ne sono altre? A voi la parola, esimie studiose delle dinamiche uomo-donna e del fenomeno di ricerca dell'excalibur da sogno con aroma di anguria.
Aggiungo: buona fortuna.
giovedì 1 aprile 2010
Via col...telefilm!
Oggi è decisamente il mio non giorno...piove e fa freddo (ma confidiamo sia soltanto uno scherzone da primo aprile che presto svanirà riportando la primavera!). Sì oggi è il mio non giorno dicevo, con quasi zero cose da fare praticamente, così ho deciso di decorare la maison per Pasqua e di guardare la tv!Già, guardare la tv di pomeriggio: beh è stato come essere trascinata in un vortice spazio temporale che è cominciato con un ricordo che risale ad almeno 12 anni fa, anche di più forse, vabeh (tempo despota!)...
io:-"Mamma, ma secondo te, quando sarò grande, guarderò ancora i telefilm, o dopo ti passa la voglia e dici che sono stupidate?"
mamma:-"mah, io penso che lo capisci anche adesso che sono stupidate, ma tra 10 anni non avrai il tempo, quindi il problema si risolverà da solo..."
io:-"sì, ma non hai risposto però, io intendo: mi piaceranno ancora? anche se ho capito che non avrò il tempo di guardarli!"
mamma:-"..."(silenzio)
io:-"hai capito?"
mamma:-"sì ma non so cosa dirti, a me non sono mai piaciuti, è evidente che non mi piacciono nemmeno adesso"
Questo è un ricordo scolpito nella mia mente, che potrebbe benissimo ripetersi anche adesso, infatti, oggi pomeriggio ho scoperto che dopo 10 anni io sono uguale!!!I telefilm un po' scemotti, tipicamente adolescenziali mi piacciono ancora e anche tanto!eh sì, la scena pomeridiana mi vedeva alle prese con la bollitura delle uova nel colorante per la preparazione del cestino pasquale stracolmo di ovetti al cioccolato, che richiede almeno 10 minuti. Ovviamente, allora, ho lasciato sul fuoco la pentola e ho alzato il volume della tv. Era un telefilm su italia 1, non ricordo nemmeno il nome, qualcosa come Mike (no, un altro nome, boh) XY, la storia non potrei raccontarla, perchè da una puntata non ho capito nulla, però sono rimasta imbambolata a guardarlo. Risultato: le uova CREPATE, e io ho abusato delle mitiche figurine adesive per coprire le faglie di San Andreas che accidentalmente dopo più di 30 minuti di bollore si sono formate...ma torniamo alla pietra dello scandalo, il telefilm:i protagonisti erano degli adolescentissimi, quelli lì che negli Usa fanno la patente (eh sì uno l'aveva presa nella puntata di oggi), quindi sedicenni o poco lontani...bene io mi stavo immedesimando benissimo nell' amica che sbavava dietro al giovane perfetto, quando mi arriva un sms che recita "Sai che la Titti (ventiseienne collega universitaria n.d.r.) il primo maggio si sposa?!". Eh!?!Presente quando si dice "cadere dal mondo delle nuvole!?", beh peggio, io sono caduta dalla mia bella nuvola un po' rosa puff puff, (come quella degli adolescenti proprio) in cui beatamente costruivo il ritorno alla bella giovinezza parte prima...Beh io vi dico, Care Ragazze, dopo l'iniziale caduta, ho ripreso la mia scala di margherite e ohlè, mi sono riarrampicata sulla nuvola puff puff! Infondo è giusto attendere il nostro personalissimo Excalibur, ma, oltre ad essere necessario il profumo d'anguria in sua presenza, costui dovrà superare un difficile provino cinematografico che rivelerà se saprà essere all'altezza di telefilm come Zac o Mike XY!
io:-"Mamma, ma secondo te, quando sarò grande, guarderò ancora i telefilm, o dopo ti passa la voglia e dici che sono stupidate?"
mamma:-"mah, io penso che lo capisci anche adesso che sono stupidate, ma tra 10 anni non avrai il tempo, quindi il problema si risolverà da solo..."
io:-"sì, ma non hai risposto però, io intendo: mi piaceranno ancora? anche se ho capito che non avrò il tempo di guardarli!"
mamma:-"..."(silenzio)
io:-"hai capito?"
mamma:-"sì ma non so cosa dirti, a me non sono mai piaciuti, è evidente che non mi piacciono nemmeno adesso"
Questo è un ricordo scolpito nella mia mente, che potrebbe benissimo ripetersi anche adesso, infatti, oggi pomeriggio ho scoperto che dopo 10 anni io sono uguale!!!I telefilm un po' scemotti, tipicamente adolescenziali mi piacciono ancora e anche tanto!eh sì, la scena pomeridiana mi vedeva alle prese con la bollitura delle uova nel colorante per la preparazione del cestino pasquale stracolmo di ovetti al cioccolato, che richiede almeno 10 minuti. Ovviamente, allora, ho lasciato sul fuoco la pentola e ho alzato il volume della tv. Era un telefilm su italia 1, non ricordo nemmeno il nome, qualcosa come Mike (no, un altro nome, boh) XY, la storia non potrei raccontarla, perchè da una puntata non ho capito nulla, però sono rimasta imbambolata a guardarlo. Risultato: le uova CREPATE, e io ho abusato delle mitiche figurine adesive per coprire le faglie di San Andreas che accidentalmente dopo più di 30 minuti di bollore si sono formate...ma torniamo alla pietra dello scandalo, il telefilm:i protagonisti erano degli adolescentissimi, quelli lì che negli Usa fanno la patente (eh sì uno l'aveva presa nella puntata di oggi), quindi sedicenni o poco lontani...bene io mi stavo immedesimando benissimo nell' amica che sbavava dietro al giovane perfetto, quando mi arriva un sms che recita "Sai che la Titti (ventiseienne collega universitaria n.d.r.) il primo maggio si sposa?!". Eh!?!Presente quando si dice "cadere dal mondo delle nuvole!?", beh peggio, io sono caduta dalla mia bella nuvola un po' rosa puff puff, (come quella degli adolescenti proprio) in cui beatamente costruivo il ritorno alla bella giovinezza parte prima...Beh io vi dico, Care Ragazze, dopo l'iniziale caduta, ho ripreso la mia scala di margherite e ohlè, mi sono riarrampicata sulla nuvola puff puff! Infondo è giusto attendere il nostro personalissimo Excalibur, ma, oltre ad essere necessario il profumo d'anguria in sua presenza, costui dovrà superare un difficile provino cinematografico che rivelerà se saprà essere all'altezza di telefilm come Zac o Mike XY!
lunedì 29 marzo 2010
Tutti ad Alghero
No, non è il carosello del lunedì, che come proposi si è trasformato in rubrica quindicinale.
Questo è un semplice videopost, perchè non resisto e devo condividere tale perla.
Flo: non odiarmi, ritorno su Tutti pazzi per amore, ma attendo il tuo post con fremente eccitazione.
Jeanne: spoiler. Visto che non hai ancora guardato la nuova serie questo è un video inedito per te!
Luci: già sai di che parlo.
Mia madre non lo deve sapere.
Sto incentrando le mie fantasie presogno su Adriano, al secolo Alessio Boni. Preoccupante.
venerdì 26 marzo 2010
La macchina del tempo
Avevo deciso di seguire l'esempio della veterana Ophelia e di fissare un giorno della settimana da dedicare alla crescita di questo amato blog. Il venerdi mi sembrava la scelta più opportuna: giorno in cui l'impegno profuso nei doveri personali di studio e quant'altro è ormai giunto alla fine della riserva...e quindi ogni scusa è buona per perdere una mezz'oretta a fare altro; giorno in cui il pensiero del finesettimana imminente può regalare qualche raggio di ottimismo e entusiasmo in più, giorno in cui alla fine una si può sentire abbastanza soddisfatta per essere sopravvissuta anche stavolta alle insidie della settimana... -oh Ophy, ma come cavolo fai a scrivere di lunedi?!? Sei inumana, madre de dios!
Tornando a noi, ho passato la settimana cercando intensamente un argomento. Ma allo scoccare delle 18 di oggi ero ancora a secco di idee e mi ero già rassegnata a dover infrangere il mio neonato voto del venerdi (la stessa sorte subita a suo tempo dal voto di castità e da quello di morigeratezza nei consumi di cioccolata).
Salgo in macchina per tornare a casa con la coda tra le gambe ed ecco che la risposta si materializza nella forma di un cd: un cimelio storico che tenevo in macchina senza ricordarmi minimamente della sua esistenza, una compilation creata da me medesima e risalente - come ho stimato da valutazioni successive - al lontano 2004.
Eh sì cari, 6 anni potrebbero sembrare pochi, ma possono essere colmi di eventi importanti e ricchi di cambiamenti. E direi che la riscoperta di questo cd me l'ha confermato in modo fin troppo evidente!
L'ho ascoltato come se fosse la prima volta (io posso arrivare a cancellare completamente interi capitoli della mia vita in breve tempo, figurarsi se mi tengo a mente il contenuto di una compilation per un periodo di sei anni!)
Insomma, inizio l'ascolto con la track 1: November rain. "Beh, un classico che si adatta bene a questo tempo uggioso", penso. Me la ascolto tutta soddisfatta, fino ad arrivare alle prime note della track 2: una canzone che penso nessuno ricordi (men che meno io!): Gente che spera, degli Articolo 31 in collaborazione con qualche giovane rapper dal marcato accento napoletano... una sorpresa che mi sbalordisce parecchio, ma mi dico: "Ma sì, evidentemente a quel tempo era in voga...". Ma ecco giungere un duro, durissimo colpo per la mia autostima: come ho mai potuto apprezzare Celine Dion!? tra l'altro con una canzone di cui non riesco a ricordare nemmeno il titolo (l'ho cercato adesso, pare si chiami "A new day has come". Ah che cosa imbarazzante...)
Tornando a noi, ho passato la settimana cercando intensamente un argomento. Ma allo scoccare delle 18 di oggi ero ancora a secco di idee e mi ero già rassegnata a dover infrangere il mio neonato voto del venerdi (la stessa sorte subita a suo tempo dal voto di castità e da quello di morigeratezza nei consumi di cioccolata).
Salgo in macchina per tornare a casa con la coda tra le gambe ed ecco che la risposta si materializza nella forma di un cd: un cimelio storico che tenevo in macchina senza ricordarmi minimamente della sua esistenza, una compilation creata da me medesima e risalente - come ho stimato da valutazioni successive - al lontano 2004.
Eh sì cari, 6 anni potrebbero sembrare pochi, ma possono essere colmi di eventi importanti e ricchi di cambiamenti. E direi che la riscoperta di questo cd me l'ha confermato in modo fin troppo evidente!
L'ho ascoltato come se fosse la prima volta (io posso arrivare a cancellare completamente interi capitoli della mia vita in breve tempo, figurarsi se mi tengo a mente il contenuto di una compilation per un periodo di sei anni!)
Insomma, inizio l'ascolto con la track 1: November rain. "Beh, un classico che si adatta bene a questo tempo uggioso", penso. Me la ascolto tutta soddisfatta, fino ad arrivare alle prime note della track 2: una canzone che penso nessuno ricordi (men che meno io!): Gente che spera, degli Articolo 31 in collaborazione con qualche giovane rapper dal marcato accento napoletano... una sorpresa che mi sbalordisce parecchio, ma mi dico: "Ma sì, evidentemente a quel tempo era in voga...". Ma ecco giungere un duro, durissimo colpo per la mia autostima: come ho mai potuto apprezzare Celine Dion!? tra l'altro con una canzone di cui non riesco a ricordare nemmeno il titolo (l'ho cercato adesso, pare si chiami "A new day has come". Ah che cosa imbarazzante...)
Io ormai guidavo sopraffatta da mille dubbi sul mio passato: possibile che fossi a questi livelli di miseria? Chi era quella persona che portava il mio nome?! In piena crisi di identità, grazie a Celine!
Fortunatamente la quarta traccia mi viene in soccorso: Bohemian like you "ah ecco, allora non ero proprio un caso così disperato! Questa è carina, è allegra. Aspetta chi è che la cantava? Maah vai a sapere (centro della memoria, ndr)". La riascolto , rinfrancata. L'inizio della track 5 mi lascia assai perplessa: il primo impatto mi fa pensare istintivamente al mondo dei cartoni animati...che fosse la colonna sonora di qualche anime che seguivo al tempo? No, via via che la canzone prosegue, con una energica chitarra elettrica che la fa da padrone, mi sovviene che me l'aveva passata un'amica, che a sua volta l'aveva sentita in un videogioco di rally (o qualcosa di simile) a cui era solito giocare il suo -allora- ragazzo. "Beh, pensa te...si vede che mi dava una bella carica". A questo punto però sono troppo curiosa di scoprire cosa mi riserva il brano successivo: decido quindi di mandare avanti. Sono pronta a tutto, ma non posso che scoppiare in una fragorosa risata quando sento intonare con grande serietà e pathos:
Fra le maschere che un uomo può indossare ricordiamo l'argilla. Fra le maschere che l'uomo può indossare come non citare il bronzo. C'è la maschera di ferro. C'è la maschera di Pippo...ma la maschera di me**a te la fa solo Shpalman!
Che dire... un gran bel pezzo, sicuramente intramontabile. Ma insomma, un attimo fuori luogo forse, in questo cd. Ah illusa! Non sai cosa ti aspetta!
Vai con la track 7: una delle più obliabili canzoni di Elisa: Una poesia anche per te..no dico, non so voi ma io non l'ho MAI più sentita in radio nè altrove dal lontano 2004! E poi con Elio suvvia... non lega proprio! La 8 invece è una gran bella canzone: Gocce di memoria di Giorgia. Bella, non mi potete dire nulla. "Beh-mi dico-con questa sono riuscita a mettere ben due canzoni dello stesso genere vicine, incredibile. Dai che forse adesso questo album inizia a prendere la sua strada." Ahaha! Giammai! Quando credevo di aver finalmente completato la rosa dei possibili generi musicali, mi piomba addosso come un macigno la traccia numero 9. Ho quasi paura a rivelarla, ma ormai sono in ballo...E "ballo" è proprio l'indizio da seguire: si tratta di...rullo di tamburi...una versione dance di Take me home country roads. Ma proprio uno dei più beceri remix anni 90, quelli da festa della birra con tanto di coretti vari. Tragico, veramente tragico. Mentre la ascolto con un groppo alla gola mi chiedo "ma non potevo almeno mettere la versione originale??" Eccomi accontentata! Track 10: medesimo brano questa volta in una bella interpretazione classica: voce limpida di donna, doppia voce in falsetto, chitarra e benjo. Faccio finta di essere sul palchetto di legno in una cittadina texana durante il 4 luglio e mi metto a cantare in macchina tutta contenta. Ma cavolo, sono quasi arrivata a destinazione e non ho scoperto tutti i segreti che questo cd racchiude in sè! Procedo rapidamente, con ansia crescente, sempre incredula nel riconoscere quanto stessi messa male solo qualche anno fa (sono cose che fanno pensare, cari lettori! credetemi! è dura, scoprirlo così senza averlo programmato!)
Torn, della Natalie Imbruglia. Non so, pare che ci sia stato un tempo in cui questa canzone non mi nauseava come invece fa adesso. Non mi dispiace dove scorrere avanti, in attesa di nuovi colpi al cuore e alla dignità personale.
Ma tu guarda! Non vorrai mica tralasciare le colonne sonore? Track 12: Eye of the tiger. Ebbene sì, proprio quella di Rocky e Adriana. Non commentiamo, cari lettori, vi dispiace?
"Ma quante canzoni ho buttato dentro sto cd?! Non finisce più!" Ormai ho parcheggiato, ma non posso lasciare tutto in sospeso. Chiusa in macchina mando avanti le ultime, giusto per mettere fine a tutto questo.
Una canzone che è un tuffo nel passato liceale: Sole spento. E mi rivedo con i compagni di classe in una stanza parigina densa di fumo. Si dai, la lacrimuccia nostalgica la verserò un altro giorno. Tiriamo avanti.
Una canzonetta estiva che al tempo trovavo molto piacevole (ma che ho scordato senza grandi rimorsi poco dopo l'arrivo dell'autunno, credo): Ja sei namorar, dei Tribalistas. -Chi...? Dai che è carina, andate a riascoltarla, su!
La canzone successiva mi fa definitivamente concludere che ero sotto qualche effetto quando ho creato questa playlist priva di ogni coerenza: Hotel California. Certo, è un classico che è sempre bello incontrare. Ma cazzuola, come cavolo ho fatto a metterla dopo i Tribalistas e Rocky?
Vasco Rossi non poteva mica mancare, signori miei. Ogni volta: oh che bella, che struggente, la ascolto da quando ero bambina, col 33 giri. Peccato che ormai è compromessa da tutta l'accozzaglia precedente.
Bene, direi che sarebbe un ottimo momento per chiudere la compilation, no, cara Jeanne del passato? Che te ne pare di masterizzare e non pensarci più?
Oppure, cara la mia Jeanne del presente, potresti mentire ai tuoi lettori e fingere che l'ultima traccia non esista. Che quell'ultimo attacco di schizofrenia non sia mai avvenuto. Ma no, devo andare fino in fondo a questa storia, costi quel che costi (molto eroico tutto ciò). Ebbene, la Jeanne del passato ha ritenuto che non ci fosse modo migliore di concludere un cd che con....ah che momento difficile... la Forza sia con me mentre lo dichiaro: La colonna sonora di Guerre Stellari.
Esattamente questa:
Bene. Il tuffo nel passato è finito. Mi sento sollevata, ora che mi sono sfogata con voi. Mentre la musica di Star Wars risuona ancora negli auricolari, vi saluto. Ho riconosciuto quanta pacchianità fosse insita in me. Credo di essere una donna migliore oggi. Un po' migliore. E guardate, il mio audace intento di scrivere questo post entro la mezzanotte è stato realizzato... e questo è l'importante.
Viviamo il presente, guardiamo al futuro! (che è meglio...)
lunedì 22 marzo 2010
Carosello col gonnello - quarta puntata ~ varie ed eventuali
*premessa*
Questa rubrica settimanale sta iniziando a diventare ingombrante. Pesante per me, pesante per voi, quindi dopo lunga meditazione nella posizione del loto, ho deciso di trasformarla in una rubrica bisettimanale (o quindicinale, come preferite), così da lasciare più spazio a VOI volenterose blogger con i denti da latte, ed a ME navigata blogger con le rughe d'espressione (se sa ben) che mi sento imprigionata nella pubblicità, non scrivendo praticamente d'altro. So che sarete amareggiate.
*fine premessa*
*preambolo non pertinente*
Domenica l'ho passata davanti al pc (non contando il pomeriggio lieto e gioioso passato tra i bancali della Coop cercando uova di pasqua, germogli di soia e bastoncini al cocco per il canarino amante del lusso, schivando al contempo carrelli guidati da signore indemoniate con addosso ancora l'animo intrapredente utile per affrontare la ressa della fiera di San Giuseppe).
L'ho cercato. La pop star israeliana, intendo. L'ho anche trovato subito grazie al fide San Gugol.
Ma è famosissimo!!! A parte la sensazione di ignoranza musicale che mi attanaglia, sono preda da due giorni di una sorta d'ansia frenetica per aver realizzato la figuraccia fatta sabato.. con un musicista internazionalmente noto (da chi? a quanto pare da tutti tranne noi, ad eccezione della nostra ben più erudita Flordelys che dimostra prontezza). A parte che ha una bellissima voce, il sex symbol più conosciuto d'Israele dopo Mosè e Abramo (per richiamare i canoni estetici di Jeanne), pare sia piuttosto quotato sullo scenario cultural-intellettuale del medioriente, ma anche negli States e in tutta Europa. Viva.
In quest'immagine che propongo, ben si capisce che stavo cercando di immortalare altro rispetto all'espressione da San Francesco propostaci dal Lupo. Un'intenzione mossa da motivazioni che sono ben lontane da ciò che mi ha fatto guadagnare un occhiolino con sorriso ammiccante a mo' di compatimento dal Tiziano Ferro di Terra Santa. Diciamoci la verità, voi non l'avete visto quindi è un piccolo piacere che custodisco per me soltanto!
*fine preambolo non pertinente*
A me le fiction italiane fanno schifo.
Ma di uno schifo che nemmeno l'ispettore Derrick travestito da odalisca può suscitare. Ho un rifiuto. I vari telefilm-film tv-fiction che trattano le storie di nonni, cugini, medici, suore, commesse, carabinieri, liceali, famiglie incestuose, non fanno altro che farmi cambiare canale all'istante o spegnere perfino la tv.
Attori cani, ma cani cani, non come Rex o Rin Tin Tin che erano dei signori attori pagati a Chappi. Enfatiche conversazioni che nella vita reale le persone non hanno mai, intrecci amorosi da far rivoltare nella tomba il povero Boccaccio, scene pietose di finta tragedia, inseguimenti polizieschi al limite del ridicolo (che poi i carabinieri di Trento prendono esempio e mi si incastrano nel fango in qualche campo di vigne da vin santo con la Punto del 1987). Gli europei proprio non ce la fanno. Ammetto di essere un'amante dei telefim americani, ammetto anche di avere un certo pregiudizio verso tutto ciò che è italiano e commercializzato su mediaset e compagnia cantando, ammetto di non sopportare Boldi Cipollino e Amendola par di palle.
Ci sono tuttavia delle eccezioni.
Piccole serie tv che hanno, ahimè - lo ammetto -, attirato la mia attenzione con giochi perversi di canzonette, situazioni assurde, attori non del tutto scarsi, personaggi ben riusciti e un po' di originalità.
Esatto, parlo di Tutti pazzi per amore.
Scena: io, zitella acida, con la mia copertina con su i gatti, rannicchiata sul divano a cantarmela - che tanto non mi sente nessuno - e a ridermela, al buio, rosicchiando confetti comprati all'Eurospin. Qualcosa che farebbe scuotere la testa anche alla più sfigata delle Bridget Jones (e i confetti sono forse la parte più triste della cosa... però bisogna dire che sono buoni).
Ma torniamo al telefilm.
Mi aveva catturato alla prima serie... erodendo lentamente il mio implacabile scetticismo.
C'è da dire che molte situazioni, scene, dialoghi, trovate comiche sono spudoratamente copie all'amatriciana di altre situazioni, scene, dialoghi e trovate comiche di telefilm USA o commedie romantiche di vario genere. Da "Love Actually" a "Friends" (quest'ultimo saccheggiato come un supermercato in giorno prima di Natale), "Scrubs" e la già citata "Bridget Jones", fino a "27 volte in bianco". Insomma, basta avere un'infarinatura di questo genere di commedie ed è facile individuare citazioni più o meno apprezzabili.
Però, che volete... c'è Neri Marcorè (almeno c'era...), c'è Solfrizzi, c'è Angeletti, attori che io apprezzo anche se italiani e ridotti a prestare il culo all'Enel (ah Neri, ma che mi combini??). Adesso c'è pure Alessio Boni che da quando ha interpretato il Caravaggio me lo sogno semi nudo, sporco di colore ad olio che corre su una spiaggia (verso di me, possibilmente).
Sono quattro le cose che mi piacciono di questa serie.
1 - L'apparente originalità. Anche se apparente, almeno c'è e non è il solito polpettone nostrano che ti fa venir voglia di organizzare una marcia su Roma per radere al suolo Cinecittà.
2 - L'uso della musica, dei flash, del caos totale. Una sceneggiatura secondo me realistica (a parte quando parte la musica mielosa e si lanciano in frasi fatte da famiglia del Mulino Bianco che non convincono nemmeno i gatti).
3 - I personaggi, quasi tutti. Pieni di difetti e una sana ombra di follia.
4 - Questo video.
Altro faro nella notte è l'ispettore Coliandro, o per gli amici Corinaldo. Pure Morelli ha il suo bel perchè... che io stimo principalmente per quest'informazione da wikipedia: "si iscrive a un corso di laurea in Giurisprudenza e, a soli cinque esami prima della tesi di laurea, si trasferisce a un corso di laurea in Psicologia". Chissà perchè tutti i migliori attori/comici/artisti vengono da Giurisprudenza?
Una luce di speranza anche per me.
E poi ha un bel culetto.
Parlo un po' troppo di culetti.
La prossima volta parlerò dei suoi occhi....
venerdì 19 marzo 2010
Benedetta primavera!
Sì ragazze, possiamo finalmente che l'inverno è finito! (ed era oraaa)
La sentite nell'aria, quella sensazione? Come se i colori fossero più vivi, i sapori più intensi, i suoni più armoniosi... i ragazzi più affascinanti?
Penso che per ognuno l'arrivo della primavera si manifesti in modo diverso, ma di sicuro è un evento che si fa notare (prima o poi!)
Nel mio organismo di giovane adulta noto -oltre a una voglia di dormire tragicamente superiore al normale- anche una scioltezza nel camminare, una tendenza a canticchiare e soprattutto un aumento della distrazione. Il problema è che tutto quello che mi sta attorno attira con prepotenza la mia attenzione: il colore delle foglie, la velocità di una ruota che gira, la nuvola di polvere che sale da uno zerbino sbattuto (quello della mia torpedo magenta, per la precisione...aveva proprio bisogno di un intervento rigenerante, poverina!).
E non vale a niente chiudermi in biblioteca, anche lì mi raggiungono i piccoli dettagli che esigono di essere notati: una penna che tenta la fuga rotolando sul tavolo e che viene salvata dal precipizio solo per un soffio, i pettegolezzi a bassa voce tra due ragazzi che io -finta di niente- mi spremo per cogliere, un riflesso che ondeggia sulla parete bianca...e via che le ore passano!
Anche quando riesco a tenere a bada i cinque sensi esterni, ecco che mi si attiva il juke-box mentale: un'intera compilation, ma che dico, cofanetto da 3 cd! Che casino, tutte queste canzoni che mi vorticano nella testa, e appena ne porto a termine una, non arrivo a pigiare il pulsante dello stop che subito ne parte un'altra. Eccone una tra le più gettonate.
Bella bella, ma vi assicuro che al cinquantesimo ascolto la gente che vi sta intorno inizia ad assomigliare a quadri di Picasso!
Nei giorni scorsi, appellandomi alle ultime scorte di severità dell'inverno, ho combattuto per arginare questo desiderio di libertà e svago. Ma ormai ho gettato la spugna (non è stata una battaglia così sofferta, lo ammetto).
Così mi lascio beatamente pervadere dalle vibrazioni positive che la nuova stagione diffonde e cammino sorridendo, sognando nuovi incontri, feste balli risate...vestiti leggeri, scarpe estive!
La sentite nell'aria, quella sensazione? Come se i colori fossero più vivi, i sapori più intensi, i suoni più armoniosi... i ragazzi più affascinanti?
Penso che per ognuno l'arrivo della primavera si manifesti in modo diverso, ma di sicuro è un evento che si fa notare (prima o poi!)
Nel mio organismo di giovane adulta noto -oltre a una voglia di dormire tragicamente superiore al normale- anche una scioltezza nel camminare, una tendenza a canticchiare e soprattutto un aumento della distrazione. Il problema è che tutto quello che mi sta attorno attira con prepotenza la mia attenzione: il colore delle foglie, la velocità di una ruota che gira, la nuvola di polvere che sale da uno zerbino sbattuto (quello della mia torpedo magenta, per la precisione...aveva proprio bisogno di un intervento rigenerante, poverina!).
E non vale a niente chiudermi in biblioteca, anche lì mi raggiungono i piccoli dettagli che esigono di essere notati: una penna che tenta la fuga rotolando sul tavolo e che viene salvata dal precipizio solo per un soffio, i pettegolezzi a bassa voce tra due ragazzi che io -finta di niente- mi spremo per cogliere, un riflesso che ondeggia sulla parete bianca...e via che le ore passano!
Anche quando riesco a tenere a bada i cinque sensi esterni, ecco che mi si attiva il juke-box mentale: un'intera compilation, ma che dico, cofanetto da 3 cd! Che casino, tutte queste canzoni che mi vorticano nella testa, e appena ne porto a termine una, non arrivo a pigiare il pulsante dello stop che subito ne parte un'altra. Eccone una tra le più gettonate.
Bella bella, ma vi assicuro che al cinquantesimo ascolto la gente che vi sta intorno inizia ad assomigliare a quadri di Picasso!
Nei giorni scorsi, appellandomi alle ultime scorte di severità dell'inverno, ho combattuto per arginare questo desiderio di libertà e svago. Ma ormai ho gettato la spugna (non è stata una battaglia così sofferta, lo ammetto).
Così mi lascio beatamente pervadere dalle vibrazioni positive che la nuova stagione diffonde e cammino sorridendo, sognando nuovi incontri, feste balli risate...vestiti leggeri, scarpe estive!
lunedì 15 marzo 2010
Carosello col gonnello - terza puntata
Oh, eh, è lunedì.
E voi siete pigre, care amichette Mars, e perfezioniste.
Quindi, vi tocca subire in silenzio il doppio post di seguito da parte di Ophelia, che a causa del forzato riposo ha avuto modo di farsi una scorpacciata di tv e pubblicità inumana. *Indigestione*
Care amichette Mars, oggi mi soffermerò su qualcosa di lieto, qualcosa di leggero, qualcosa che so incontrerà il vostro gusto. Qualcosa di buono, morbido, coccoloso, succulento, gustoso, che fa venire una gola come poco altro, rotondo, sodo, di cioccolato, tutto da mordicchiare senza sensi di colpa: sì, oggi parlerò del culetto di Andrew Howe.
Per forza di cose però, anche per mantenere un minimo di decenza ed eleganza, sono costretta a partire dal Kinder Bueno.
Ora, a noi del Kinder Bueno frega poco e qui credo siamo tutte d'accordo. Ogni volta che decido di prenderlo dalla macchinetta mangiasoldi in facoltà maledico me stessa in svedese ed in aramaico almeno quindici volte, perchè finisce che me lo devo mangiare come uscito dal freezer. Kinder Pinguì? No, proprio il Kinder Bueno, duro come un mattore, pesante come una vasca piena di cemento armato.
Però dobbiamo partire parlando del Kinder Bueno.
Ah, come si rimpiangono i tempi del "ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?", e del "Kinder Bueno bontà a cuor leggero". Carino, orecchiabile, sobrio, memorizzabile, innocente. Oggi infatti, il celebre prodotto della Ferrero si è macchiato di un orribile colpa: istigazione al reato, e la buena vecchia merendina a gobbette di cioccolato e waffer ripiena di crema a qualcosa che ricordava la nocciola ed il latte, assume un profilo criminale, oscuro, malvagio.
Kinder Bueno, merendina degli stalker.
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a credo, ad occhio, un paio d'anni fa.
Erano tempi felici e gioiosi, colmi di viaggi ed aspettative. Movimento, dinamismo, chi partiva, chi tornava.
Tra chi partiva anche Andrew Howe, il giovine atleta azzurro. Ma ecco che Andy (che fa più confidenza), sente un leggero laguorino, e non avendo Ambrogio con la limo ed i cioccolatini a portata di braccio, essendo il culetto d'oro in mezzo all'aeroporto, decide di dirigersi verso apparentemente l'unica macchinetta disponibile per prendersi un bel Kinder Bueno. Soddisfatto, sorridente (eeeh!!), muscoloso, scolpito.. ehm.. scusate, devo essermi fatta trasportare per un secondo dalla scena, dicevo, sorridente si appresta a prendere l'agognata merendina dal distributore ma ecco che una smorfiosetta che, a giudicare dai capelli, aveva appena finito di pulir i bagni del terminal, lo supera in corsa, in modo del tutto maleducato e gli ruba l'ultimo kinder bueno. Lui che fa? Povera stella, lui che è uno educato (al primo spot della serie ancora si spera che sia eduzazione, si capirà in seguito che questo povero fanciullo mi è un pochinino lento), le fa pure l'autografo sulla smemo delle medie e si rassegna.
Passa un po' di tempo. Olimpiadi di Pechino 2008. Altro volo, altro languorino, stesso distributore, stessa merendina (però bianca).... stessa patetica scenetta, stessa fastidiosa ragazzuncola che, superata la fase coda per la palestra sfoggia un più sicuro look da vacanziera indipendente con fascietta e singolo orecchino gitano. Stesso giogione vestito di bianco (Andy, il bianco ti sta benissimo, risalti) che si fa fregare nello stesso identico modo (no Andy, eri sottopressione per le Olimpiadi, io ti capisco, amami!). Lei però, ormai emancipata e pronta ad avventure estive, è probabilmente venuta a sapere certe leggende sui ragazzi di colore e questa volta non se lo vuole far sfuggire. Consapevole di essere stata un'acida arpia l'ultima volta, questa nuova lei, piena di sorrisi, perline e cameratismo, mira alla merendina al cioccolato... no... non il Kinder Bueno... ok, devo andare avanti ancora molto con le allusioni ed i doppi sensi o è abbastanza chiaro? Beh insomma, la squinzia si è fatta signorina, furba e un po' zoccoletta... e decide che condividere la merendina la possa portare verso terre inesplorate, fatte di cioccolato, culetti, muscoli, tartarughe scolpite, marmorei lineamenti... ehm, scusate, ho difficoltà di concentrazione (Andy, chiamami...)..!
Passa dell'altro tempo, Andrew si fa crescere i capelli, compra casa, ha desiderio di un po' di stabilità, eè li col suo bel pc che archivia con excel le bollette del gas (Andy, ho fatto ragioneria, posso aiutarti con la contabilità, sono molto versatile, in tutti i sensi!), ma continua ad amare alla follia il Kinder Bueno.
La squinzia l'ha seguito, si è trasferita da lui e, con la solita scusa del Kinder Bueno si fa strada dentro casa sua.
(ahimè chi ha postato il video non ha permesso che venisse visualizzato su altri siti)
"Che cos'hai li?? - Kinder Bueno - Ah, ci stavi provando!". Pazza, completamente andata via di testa. Uno, in casa sua, da solo, ha fame, si prende una merendina dalla credenza, gli suonano alla porta... e lei in tutto questo cosa legge? Uhuh uno scherzetto architettato ad arte da parte di Andrew per non offrirle in Kinder Bueno! Visionaria con disturbo della personalità e distorsione della realtà.
Ciccia, si era offerto di prepararti un piccolo toast!!! Ti stava offrendo l'ultima fetta di torta.. e tu te la tiri così?? Ti autoinviti in casa altrui, pretendendo che ti venga offerto quello che vuoi tu, fai la difficile e poi vuoi anche passare per la "buona vicina" che divide lo snack??
Ah.
Ho capito. Ora è tutto chiaro e nitido.
La squinzia, la stalker, la persecutrice, in camera non ha un altarino Ikea dedicato a Andrew... ce l'ha dedicato al Kinder Buenooooooooooooo!
"Ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?" Sì.
Ah, l'invidia!
(Andy, sono tua!)
sabato 13 marzo 2010
Lettera aperta al mio corpo: siamo fatti così, siamo proprio fatti così
Spett. Corpo Umano,
ammasso informe di componenti umanoidi, Le scrivo in quest'occasione per sottoporLe una problematica che mi sta a cuore e per segnalarLe altresì alcune lamentele giuntemi da parte di alcuni Suoi associati: la signora Pazienza ed il signor Entusiasmo, entrambi soffocati dalle Sue recenti decisioni in fatto di salute pubblica.
Sono cosciente del difficile ed a tratti aspramente conflittuale rapporto intercorso tra noi negli ultimi venticinque anni (possiamo dire ventisei oramai), attraversando fasi di disagio, imbarazzo, falsa sopportazione, cordiale convivenzia stentata, fino alla recente quasi accettazione ed amabile rapporto di superficiale amicizia in corso di approfondimento. Molte sono le vicissitudini che io e Lei abbiamo attraversato assieme, molti i momenti di vicendevole smarrimento e reciproco appoggio ed incoraggiamento. Innumerevoli gli insulti che Le rivolsi, specialmente nella face cd adolescenziale, incalcolabili le volte che Lei si è concesso non condivise ribellioni nei miei confronti condannandomi a momenti di gratuita sofferenza: momenti passati assieme che, dopo tutto, non hanno fatto altro che rinsaldare il nostro rapporto.
Certo, a volte le difficoltà sembrano insormontabili ed alcuni Suoi atteggiamenti mi costringono a rimedi drastici. Pensiamo ad esempio alla Sua fastidiosa tendenza a ricoprirsi di peluria indesiderata: come può pretendere che io rimanga silenziosa e tranquilla mentre mi trasforma in un abitante del pianeta delle scimmie? Comprenderà l'esigenza di evitare tale conseguenza ed il mio ricorrere a strumenti che Lei ha definito più volte "tortura legalizzata", come rasori e cerette. O ancora, la Sua progressiva e sempre più frequente tendenza a non reggere l'alcool che va a minare seriamente la vita socioculturale/conoscitiva di giovini excalibur di entrambi (mia e Sua)? O il recente affaticamento nel rimanere alzato tutta la notte, tanto da classificarci tra le "nonne precoci"?
Una convivenza forzata ed imprescindibile che, condivisa o meno, dovremo portare avanti per tutta la vita, sia la mia, che la Sua, almeno.. diciamo che questa è una discussione ancora aperta ed è meglio non iniziare con il solito stremante dibattito.
Per questo oggi Le scrivo, per chiederLe i motivi di un simile accanimento nei miei confronti. Quattro settimane, quattro motivi per farmi sentire uno straccio... e io che Le avevo anche promesso un regime alimentare più sano, ginnastica quotidiana e visite ad outlet di moda per donarLe la richiesta valorizzazione. Le ho comprato scarpe in quantità industriali, Le ho concesso anche dei piccoli riconoscimenti con leccornie misurate, L'ho fatta riposare il giusto... e mi perdoni se La sottopongo a stress continuo, ma in questa fase della convivenza non ci posso fare nulla. Adesso pure malattie infettive va a cercare per ostacolarmi dal passare lieto tempo libero con liete persone Mars e non?
Formalmente chiedo di procedere ad un ciclo di numero dodici sedute virtuali di terapia di coppia presso il Dr. House, in cui assieme potremo sviscerare i motivi di conflittualità che ci hanno portati a questo punto. In alternativa chiedo un consulto a Paolo Fox per conoscere il futuro prossimo in campo salute, amore e lavoro (amore e lavoro è ormai evidente che vanno a incidere non poco sull'ambito salute). Chiedo inoltre la possibilità di contattare i Fantastici Quattro per valutare la possibilità di acquisire superpoteri in comodato gratuito fino ad esaurimento sintomi di malessere.
La ringrazio per l'attenzione concessami,
cordialmente
Anima di Ophelia
mercoledì 10 marzo 2010
La Terra del Pre-sonno
-"Sono diventata matta?"-"Temo di si, sei assolutamente svitata! Ma ti rivelerò un segreto...tutti i migliori sono matti !!"-
Iniziamo con queste parole che, io credo, qualcuno di voi avrà già riconosciuto, per gli altri svelo subito il mistero: sono quelle pronunciate dal padre di Alice, quando la bambina si è risvegliata all'inizio dell'ultimo film di Tim Burton, che noi ragazze Mars più una (la saggia Pumpy) e meno una (già la nostra povera Flordelys non vuole separarsi dall'influenza) abbiamo visto in occasione della festa della donna, perciò va fatta una riflessione.
Recensioni del film a parte (comunque io confido fin da subito di averlo molto apprezzato), vi dirò che queste parole, a mio parere sono una grande verità; infatti, un pazzo è in fin dei conti un creatore di una realtà alternativa. Ma per creare una realtà alternativa si deve immaginare qualcosa che non c'è, cosa assai difficile rispetto al trovare già tutto pronto da applicare e basta! Bene, allora, credo che se le cose stanno così, noi mars girls possiamo a ragione definirci pazze, Perchè vi domandate?!Beh, semplice, almeno due di noi, e lo dico per certo, hanno uno strano modo di "contare le pecorelle per addormentarsi"...sì, sì, invece di liberare il gregge e far saltare ogni singolo capo ovino sopra ad un simpatico ostacolo decorato con fiori di campo (che magari qualche pecorella Opheliana si divertirebbe a mangiare, seguendo gli insegnamenti di un certo suo collega cavallo nel deserto) danno libero sfogo alla fantasia. Di solito tutto parte da un dettaglio di vita normale, routine quotidiana, più o meno soddisfacente a seconda dei giorni, e in poco più di due minuti si tramuta in un pacco regalo che contiene un viaggio spettacolare verso mete più o meno vicine con Exacalibur principeschi,ma non troppo, con un profumo di anguria di sottofondo, il tutto avvolto da una carta regalo sbrilluccicosa che ha il colore della gioia...è così che inizia la notte e finisce il giorno: con un'illusione, una meravigliosa illusione! Il contenuto di queste elucubrazioni mentali spazia dal realismo (ciò che potrebbe essere, ma non è) alla fantasia più estrema( ciò che non potrebbe mai essere), l'unico filo conduttore è la serenità dei sensi che permette di incontrare con piacere le ore del sonno, modellando la vita onirica come più aggrada. Certamente, ahimè, vi sono alcune occasioni in cui qualche elemento disturbatore della vita reale prevale e impedisce alle magnifiche illusioni di intrufolarsi nei sogni, però, fortunatamente, essendo questo mondo plasmato da noi stesse, sono solo sporadici episodi che si possono scacciar via da una notte all'altra...
Insomma questo luogo del pre-sonno per citare il cappellaio matto "è un luogo unico al mondo, una terra colma di meraviglie, mistero e pericolo… si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti come un cappellaio, e per fortuna noi lo siamo…”
Questa semplice attività è un evidente sintomo di pazzia che mi sento di consigliare vivamente per alcuni semplicissimi motivi:
- favorisce il sonno spensierato
- rasserena l'animo
- stimola la fantasia
- aiuta quell'esercizio di costruzione di una realtà alternativa che, come affermavo nel primo post, aiuta a disincagliarsi dai ghiacci della realtà quotidiana.
Insomma, benedetta pazzia!!!
Iniziamo con queste parole che, io credo, qualcuno di voi avrà già riconosciuto, per gli altri svelo subito il mistero: sono quelle pronunciate dal padre di Alice, quando la bambina si è risvegliata all'inizio dell'ultimo film di Tim Burton, che noi ragazze Mars più una (la saggia Pumpy) e meno una (già la nostra povera Flordelys non vuole separarsi dall'influenza) abbiamo visto in occasione della festa della donna, perciò va fatta una riflessione.
Recensioni del film a parte (comunque io confido fin da subito di averlo molto apprezzato), vi dirò che queste parole, a mio parere sono una grande verità; infatti, un pazzo è in fin dei conti un creatore di una realtà alternativa. Ma per creare una realtà alternativa si deve immaginare qualcosa che non c'è, cosa assai difficile rispetto al trovare già tutto pronto da applicare e basta! Bene, allora, credo che se le cose stanno così, noi mars girls possiamo a ragione definirci pazze, Perchè vi domandate?!Beh, semplice, almeno due di noi, e lo dico per certo, hanno uno strano modo di "contare le pecorelle per addormentarsi"...sì, sì, invece di liberare il gregge e far saltare ogni singolo capo ovino sopra ad un simpatico ostacolo decorato con fiori di campo (che magari qualche pecorella Opheliana si divertirebbe a mangiare, seguendo gli insegnamenti di un certo suo collega cavallo nel deserto) danno libero sfogo alla fantasia. Di solito tutto parte da un dettaglio di vita normale, routine quotidiana, più o meno soddisfacente a seconda dei giorni, e in poco più di due minuti si tramuta in un pacco regalo che contiene un viaggio spettacolare verso mete più o meno vicine con Exacalibur principeschi,ma non troppo, con un profumo di anguria di sottofondo, il tutto avvolto da una carta regalo sbrilluccicosa che ha il colore della gioia...è così che inizia la notte e finisce il giorno: con un'illusione, una meravigliosa illusione! Il contenuto di queste elucubrazioni mentali spazia dal realismo (ciò che potrebbe essere, ma non è) alla fantasia più estrema( ciò che non potrebbe mai essere), l'unico filo conduttore è la serenità dei sensi che permette di incontrare con piacere le ore del sonno, modellando la vita onirica come più aggrada. Certamente, ahimè, vi sono alcune occasioni in cui qualche elemento disturbatore della vita reale prevale e impedisce alle magnifiche illusioni di intrufolarsi nei sogni, però, fortunatamente, essendo questo mondo plasmato da noi stesse, sono solo sporadici episodi che si possono scacciar via da una notte all'altra...
Insomma questo luogo del pre-sonno per citare il cappellaio matto "è un luogo unico al mondo, una terra colma di meraviglie, mistero e pericolo… si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti come un cappellaio, e per fortuna noi lo siamo…”
Questa semplice attività è un evidente sintomo di pazzia che mi sento di consigliare vivamente per alcuni semplicissimi motivi:
- favorisce il sonno spensierato
- rasserena l'animo
- stimola la fantasia
- aiuta quell'esercizio di costruzione di una realtà alternativa che, come affermavo nel primo post, aiuta a disincagliarsi dai ghiacci della realtà quotidiana.
Insomma, benedetta pazzia!!!
lunedì 8 marzo 2010
Carosello col gonnello - seconda puntata
Malgrado oggi avessi in mente un bel post sul Risiko e tecniche strategiche di accerchiamento.. ho deciso di non negare quel briciolo di coerenza che ancora sta dietro alle orecchie dei miei neuroni, per dedicarmi alla mia settimanale rubrica incentrata sul mondo dell'intrattenimento/marketing/cinema e tivvù.
Oggi ho deciso, per cause contingenti, di spostare l'attenzione dalla pubblicità alla musica, anzi, ai videoclip. Uh, altro mondo in cui perderci giornate e sinapsi quello dei videoclip musicali, tant'è che esistono fior fiore di registi, anche famosi, che si sono prestati a girare video di artisti altrettanto conosciuti., creando veri e propri gioielli cinematografici.
Non è questo il caso.
Oggi per voi e per il vostro impeccabile gusto del trash, presento Nina Zilli.
Chi è Nina Zilli? Quella giovine pulzella che ha vinto il premio della giuria sezione giovani a Sanremo. Quella che aveva come orecchini i cerchi in cui saltano i leoni al circo, ma più grandi (credo vengano usati per arditi numeri con gli ippopotami funamboli, oppure, nel circo Orfei come hula hoop della leggendaria Moira). Quella che sembrava essere sul punto di svenire da un momento all'altro - unico motivo che mi ha portata a rimanere ad assistere alla sua esibizione: l'insana curiosità di vedere il 118 sul palco di Sanremo... ma niente! -. Quella che si sente una pin up "de' noartri"... Non avete capito? Avete la mia stima ed il mio più sincero rispetto.
Torniamo a noi.
La nostra eclettica Nina, poco prima dell'Ariston (in cui ha presentato una canzone che schifo schifo non fa, almeno confrontata con quella del bagnino Curcu... ehm... Cau... ehm... Caciucco.... ehm... Custo... ehm.... Cucco... ehm... Canuto... ehm... Scanu.. ah si ecco, Valerio Scanu, che ha setacciato tutti i laghi in cerca di goldoni d'oro) e poco dopo aver collaborato con Giuliano Palma, ha deciso di accettare (non sinonimo di acconsentire, bensì di prendere un'accetta e fare a brandelli qualcosa) la canzone "You can't hurry love" delle Supremes.
Ma attenzione, diversamente da quel che si può immaginare, non l'ha mortificata con la traduzione, che è in realtà quella originariamente presentata proprio dalle Supremes in una loro versione italiana della canzone stessa, e non lo fa nemmeno con l'interpretazione, che è di tutto rispetto, avendo la popputa (caratteristica peculiare che rileverà anche in seguito) ragazza una voce prodigiosa. No, un classico della canzone mondiale è straziata letteralmente dall'indecente video che accompagna la versione della Zilli, un video talmente brutto da creare dipendenza nei soggetti (come me) particolarmente sensibili al kitch ed alle situazioni comico-demenziali. Un feticcio dei videoclip, in cui l'orrido ipnotizza.
Ma vediamolo insieme.o_o
O_o
O_O
@_@
Coff, coff... un secondo solo, ho bisogno di respirare.
O_o
O_O
@_@
Coff, coff... un secondo solo, ho bisogno di respirare.
Ci siamo.
Siamo in un albergo e ci sono due facchini frustrati e sottopagati. Il primo pulisce i pavimenti con in testa le cuffie del mangianastri che gli è stato regalato per l'esame di terza media nel 1992, l'altro sta pensando "che scschifo" (non è un refuso, ndr)!
Inizia la musica e la nostra Nina sta battendo il tempo con il suo piedino di fata (ad occhio un 43 e mezzo buono considerando che ha le calze), mentre, mezza vestita (principalmente nella parte sotto) mangia a letto una brioche (che tanto non è lei che pulisce dalle migole le lenzuola) e con un'espressione indecifrabile... imbocca un orso. Un orso vero. Magari un po' più peloso di un orso ecco... Magari.. un uomo peluche.
Nei seguenti trenta secondi si vede lei che fa la smorfiosa con la massa informe di peli e uomo che le sta accanto: si muove avanti ed indietro (e per una legge fisica non ancora conosciuta la tetta destra non le schizza fuori ogni minimo movimento - e francamente pagherei per sapere come fa -), passa le sue dita (unte di brioche) sul braccio del bigfoot coperto di ciuffi di peli neri, balla per lui, si prova una montagna di roba (che solo quel povero cristo di facchino sa quant'è avendole portato le valige), gioca, il tutto cantando "sì, l'amore verrà.. oh l'amore verrààààà".
Lui è immobile a letto, come un balenottero spiaggiato al tramonto. Sulla sua faccia (che si intravede sotto alla peluria) è innegabile l'espressione da maniaco del voyerismo con piacevoli incursioni nel sadmaso spinto, oppure, più semplicemente, anche lui si sta chiedendo come cavolo fa quella maledetta tetta a non balzargli in faccia.
Ipotesi sul sgnificato:
- in realtà lei sta aspettando l'amore e nel frattempo si accontenta di Chewbecca?
- lei lo sta prendendo bellamente per i fondelli e lo sta facendo guardandolo dritto in faccia e canzonando le sue insoddisfacienti prestazioni sessuali??
- lui a sua volta ride e si sazia di petali di rosa???
Sono rammaricata.
Il video prosegue con la cara Nina che, recuperati i peli del petto dell'uomo lupo per crearne una pelliccia ecologica, esce dall'albergo ballando con un variegato gruppo di altrettanto ambigui personaggi. Ballando, oddio.. diciamo che la povera Zilli ci prova, per carità, ma lo spettacolo è simile a quello che offrirei io con tutti e quattro gli arti ingessati e colpita da diarrea fulminante. Guardando questo agonizzante insieme di movimenti scoordinati e di corpi addossati alla parete a mo' di perquisizione rettale alla dogana , oppure che tentano in modo sofferente di girare su se stessi e saltellare alla Christina Aguilera, l'unica sensazione che affiora in me è IMBARAZZO. Io sono imbarazzata per loro. Talmente imbarazzata che, aiutata dalla mia natura empatica, arrivo a percepire una sensazione di tenerezza ed il tutto acquista un sapore di omogeneizzato alla banana, con retrogusto di cerume. Una sensazione molto strana.
Ma come si conclude il video?
Con il povero inseriviente-facchino che continua a pulire i pavimenti dai peli del cane uomo (che se poi piove immaginiamoci l'odore di cane bagnato), ma, colpo di scena, senza le cuffie 1992.
Che fine avranno fatto?
Gliele ha pestate con i tacchi quella brutta stronza della Zilli, ecco cos'è successo!
ps: auguri Mars Girls, aderenti, simpatizzanti, visitatrici e contestatrici!
ps: auguri Mars Girls, aderenti, simpatizzanti, visitatrici e contestatrici!
sabato 6 marzo 2010
Horses and Flowers
Benvenuti alla prima puntata di “Eye on Mars”, approfondimento cultural-statistico su e per il Mars Blog.
Ma andiamo senza indugio ad introdurre l’argomento odierno.
Dall’accurata analisi statistica svolta da “noi” (che significa “me”) sui primi freschi e ridenti post delle Mars Girls, è emersa la presenza di un argomento più frequente, un argomento principe direi, che le ragazze hanno con grande spontaneità trasferito nel web direttamente dai loro flussi di coscienza. Suvvia, non c’è bisogno di pensarci più di tanto, si tratta dell’ammmoooore! O meglio, dei segreti per riconoscerlo.
Ma andiamo senza indugio ad introdurre l’argomento odierno.
Dall’accurata analisi statistica svolta da “noi” (che significa “me”) sui primi freschi e ridenti post delle Mars Girls, è emersa la presenza di un argomento più frequente, un argomento principe direi, che le ragazze hanno con grande spontaneità trasferito nel web direttamente dai loro flussi di coscienza. Suvvia, non c’è bisogno di pensarci più di tanto, si tratta dell’ammmoooore! O meglio, dei segreti per riconoscerlo.
Andiamo prontamente al cuore statistico della nostra rubrica, riportando l’elenco degli oggetti caratteristici che un vero innamorato deve portare con sé:
- Un borsello fatto di budello (diffidare da quelli in finto bue)
- Due biglietti per il concerto di un ben preciso mito del rock
- Un ramo di palma d’estate e pezzi di torrone d’inverno
- Un cesto di ingredienti per sbizzarrirsi in cucina (essenziale la ricotta)
- Una smisurata cultura cinematografica e televisiva (non si disdegna una certa esperienza su campo in qualità di sceneggiatore-attore-regista…)
- Una o più fette di anguria profumatissima
Benissimo, non si può dire certo che queste ragazze siano delle sprovvedute! È evidente che tutti questi elementi a prima vista privi di senso e logica vadano in realtà a miscelarsi armoniosamente l’uno con l’altro, confluendo in un sopraffino disegno. Come dite? Cosa rappresenta questo disegno? Beh ora non vi sembra di voler sapere un po’ troppo..?
Dunque, passiamo ora alla fase che possiamo definire “approfondimento” opportunamente introdotta dalla corrispondente frase di rito: approfondiamo.
Dovete sapere che esiste un altro simbolo che rappresenta per noi Mars il sopracitato ammoore: ci è stato segnalato tempo fa da Pumpy (sempre lei, ebbene sì!). Quella sera ci sottopose a un gioco di fantasia con successiva interpretazione psicologica. Noi Mars (purtroppo solo i 3 quarti di noi presenti, a dire il vero) ci lanciammo subito con entusiasmo e scatenammo la nostra immaginazione sulla scia delle indicazioni che via via ci venivano date.
Prima di tutto: immaginate un deserto.
Poi, nel deserto, un cubo.
Oltre al cubo, una scala.
Ora ecco un cavallo.
E per finire, dei fiori.
Fermatevi un istante e provate anche voi, prima di proseguire nella lettura, a chiudere gli occhi e visualizzare il vostro personale mondo.
Semplice, no? Certamente! Ma quando ad immaginare ci sono delle menti come le nostre, che sfuggono alle leggi della fisica e del senso comune , non si sa mai cosa può succedere.
E infatti ecco scaturire dal nostro subconscio, nell’ordine:
1) un cubo di vetro tranquillamente sospeso in aria -senza alcun tipo di sostegno o aggancio- con una scala a pioli che lo collega al deserto.
2) un cubo rosso di un materiale non definito (probabilmente non esistente in natura) con una maestosa scala di fianco che sembra arrivare direttamente da un palazzo rinascimentale.
3) un cubo di marmo proveniente da un’antica civiltà scomparsa, con una scala grande e austera, di marmo anch’essa.
Tenendo presente che questa è solo la prima parte della prova, ecco l’interpretazione da attribuire ai vari elementi: il deserto rappresenta la vita e la nostra visione della stessa: tutte noi abbiamo immaginato un deserto dolce, luminoso e bello. Il cubo rappresenta noi stessi e come ci vediamo, mentre la scala rappresenta gli amici e l’amicizia. I commenti sarebbero molteplici, ma li lasciamo a voi e passiamo al cavallo e ai fiori.
Il cavallo rappresenta il partner, l’anima gemella, colui con in quale siamo destinate a vivere, o meglio colui con cui ci immaginiamo. I fiori simboleggiano invece i nostri figli (tema sul quale, sinceramente, noi Mars non ci siamo ancora mai soffermate più di tanto).
Cosa mai poteva emergere da tre giovani menti disturbate?
Un cavallo di bronzo che sta fiero sopra al cubo di marmo (che infatti si scoprì essere il piedistallo di un’antica statua) e un povero ciuffo di fiori che cresce in una zona di mezzo metro quadro dove pare fosse presente una riserva d’acqua fossile.
Un cavallo simpatico e allegro, che pascola placido nel deserto, e che giustamente non trovando altro nel raggio di chilometri pensa bene di cibarsi dei fiori stessi.
Un cavallo elegante e con folta criniera bianca al vento e delle rose rosse a stelo lungo sparse sui gradini del palazzo, come nel più romantico sogno che una ragazza possa fare.
A questo punto, signori miei, non mi rimane che salutarvi… non pretenderete mica che mi metta a fare delle interpretazioni psicologiche serie su queste basi?! Via, siamo realisti, l’unica cosa che si può fare è lanciarsi in una sonora risata liberatoria e continuare ad amare le Mars per quello che sono (cioè delle splendide spostate).
PS: già che ci siamo metto (...forse ho capito come si fa!) una canzone che mi pare si addica benissimo al tema.
- Un borsello fatto di budello (diffidare da quelli in finto bue)
- Due biglietti per il concerto di un ben preciso mito del rock
- Un ramo di palma d’estate e pezzi di torrone d’inverno
- Un cesto di ingredienti per sbizzarrirsi in cucina (essenziale la ricotta)
- Una smisurata cultura cinematografica e televisiva (non si disdegna una certa esperienza su campo in qualità di sceneggiatore-attore-regista…)
- Una o più fette di anguria profumatissima
Benissimo, non si può dire certo che queste ragazze siano delle sprovvedute! È evidente che tutti questi elementi a prima vista privi di senso e logica vadano in realtà a miscelarsi armoniosamente l’uno con l’altro, confluendo in un sopraffino disegno. Come dite? Cosa rappresenta questo disegno? Beh ora non vi sembra di voler sapere un po’ troppo..?
Dunque, passiamo ora alla fase che possiamo definire “approfondimento” opportunamente introdotta dalla corrispondente frase di rito: approfondiamo.
Dovete sapere che esiste un altro simbolo che rappresenta per noi Mars il sopracitato ammoore: ci è stato segnalato tempo fa da Pumpy (sempre lei, ebbene sì!). Quella sera ci sottopose a un gioco di fantasia con successiva interpretazione psicologica. Noi Mars (purtroppo solo i 3 quarti di noi presenti, a dire il vero) ci lanciammo subito con entusiasmo e scatenammo la nostra immaginazione sulla scia delle indicazioni che via via ci venivano date.
Prima di tutto: immaginate un deserto.
Poi, nel deserto, un cubo.
Oltre al cubo, una scala.
Ora ecco un cavallo.
E per finire, dei fiori.
Fermatevi un istante e provate anche voi, prima di proseguire nella lettura, a chiudere gli occhi e visualizzare il vostro personale mondo.
Semplice, no? Certamente! Ma quando ad immaginare ci sono delle menti come le nostre, che sfuggono alle leggi della fisica e del senso comune , non si sa mai cosa può succedere.
E infatti ecco scaturire dal nostro subconscio, nell’ordine:
1) un cubo di vetro tranquillamente sospeso in aria -senza alcun tipo di sostegno o aggancio- con una scala a pioli che lo collega al deserto.
2) un cubo rosso di un materiale non definito (probabilmente non esistente in natura) con una maestosa scala di fianco che sembra arrivare direttamente da un palazzo rinascimentale.
3) un cubo di marmo proveniente da un’antica civiltà scomparsa, con una scala grande e austera, di marmo anch’essa.
Tenendo presente che questa è solo la prima parte della prova, ecco l’interpretazione da attribuire ai vari elementi: il deserto rappresenta la vita e la nostra visione della stessa: tutte noi abbiamo immaginato un deserto dolce, luminoso e bello. Il cubo rappresenta noi stessi e come ci vediamo, mentre la scala rappresenta gli amici e l’amicizia. I commenti sarebbero molteplici, ma li lasciamo a voi e passiamo al cavallo e ai fiori.
Il cavallo rappresenta il partner, l’anima gemella, colui con in quale siamo destinate a vivere, o meglio colui con cui ci immaginiamo. I fiori simboleggiano invece i nostri figli (tema sul quale, sinceramente, noi Mars non ci siamo ancora mai soffermate più di tanto).
Cosa mai poteva emergere da tre giovani menti disturbate?
Un cavallo di bronzo che sta fiero sopra al cubo di marmo (che infatti si scoprì essere il piedistallo di un’antica statua) e un povero ciuffo di fiori che cresce in una zona di mezzo metro quadro dove pare fosse presente una riserva d’acqua fossile.
Un cavallo simpatico e allegro, che pascola placido nel deserto, e che giustamente non trovando altro nel raggio di chilometri pensa bene di cibarsi dei fiori stessi.
Un cavallo elegante e con folta criniera bianca al vento e delle rose rosse a stelo lungo sparse sui gradini del palazzo, come nel più romantico sogno che una ragazza possa fare.
A questo punto, signori miei, non mi rimane che salutarvi… non pretenderete mica che mi metta a fare delle interpretazioni psicologiche serie su queste basi?! Via, siamo realisti, l’unica cosa che si può fare è lanciarsi in una sonora risata liberatoria e continuare ad amare le Mars per quello che sono (cioè delle splendide spostate).
PS: già che ci siamo metto (...forse ho capito come si fa!) una canzone che mi pare si addica benissimo al tema.
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