lunedì 29 marzo 2010

Tutti ad Alghero

No, non è il carosello del lunedì, che come proposi si è trasformato in rubrica quindicinale.
Questo è un semplice videopost, perchè non resisto e devo condividere tale perla.
Flo: non odiarmi, ritorno su Tutti pazzi per amore, ma attendo il tuo post con fremente eccitazione.
Jeanne: spoiler. Visto che non hai ancora guardato la nuova serie questo è un video inedito per te!
Luci: già sai di che parlo.

Mia madre non lo deve sapere.
Sto incentrando le mie fantasie presogno su Adriano, al secolo Alessio Boni. Preoccupante.

venerdì 26 marzo 2010

La macchina del tempo

Avevo deciso di seguire l'esempio della veterana Ophelia e di fissare un giorno della settimana da dedicare alla crescita di questo amato blog. Il venerdi mi sembrava la scelta più opportuna: giorno in cui l'impegno profuso nei doveri personali di studio e quant'altro è ormai giunto alla fine della riserva...e quindi ogni scusa è buona per perdere una mezz'oretta a fare altro; giorno in cui il pensiero del finesettimana imminente può regalare qualche raggio di ottimismo e entusiasmo in più, giorno in cui alla fine una si può sentire abbastanza soddisfatta per essere sopravvissuta anche stavolta alle insidie della settimana... -oh Ophy, ma come cavolo fai a scrivere di lunedi?!? Sei inumana, madre de dios!
Tornando a noi, ho passato la settimana cercando intensamente un argomento. Ma allo scoccare delle 18 di oggi ero ancora a secco di idee e mi ero già rassegnata a dover infrangere il mio neonato voto del venerdi (la stessa sorte subita a suo tempo dal voto di castità e da quello di morigeratezza nei consumi di cioccolata).
Salgo in macchina per tornare a casa con la coda tra le gambe ed ecco che la risposta si materializza nella forma di un cd: un cimelio storico che tenevo in macchina senza ricordarmi minimamente della sua esistenza, una compilation creata da me medesima e risalente - come ho stimato da valutazioni successive - al lontano 2004.
Eh sì cari, 6 anni potrebbero sembrare pochi, ma possono essere colmi di eventi importanti e ricchi di cambiamenti. E direi che la riscoperta di questo cd me l'ha confermato in modo fin troppo evidente!
L'ho ascoltato come se fosse la prima volta (io posso arrivare a cancellare completamente interi capitoli della mia vita in breve tempo, figurarsi se mi tengo a mente il contenuto di una compilation per un periodo di sei anni!)
Insomma, inizio l'ascolto con la track 1: November rain. "Beh, un classico che si adatta bene a questo tempo uggioso", penso. Me la ascolto tutta soddisfatta, fino ad arrivare alle prime note della track 2: una canzone che penso nessuno ricordi (men che meno io!): Gente che spera, degli Articolo 31 in collaborazione con qualche giovane rapper dal marcato accento napoletano... una sorpresa che mi sbalordisce parecchio, ma mi dico: "Ma sì, evidentemente a quel tempo era in voga...". Ma ecco giungere un duro, durissimo colpo per la mia autostima: come ho mai potuto apprezzare Celine Dion!? tra l'altro con una canzone di cui non riesco a ricordare nemmeno il titolo (l'ho cercato adesso, pare si chiami "A new day has come". Ah che cosa imbarazzante...)
Io ormai guidavo sopraffatta da mille dubbi sul mio passato: possibile che fossi a questi livelli di miseria? Chi era quella persona che portava il mio nome?! In piena crisi di identità, grazie a Celine!
Fortunatamente la quarta traccia mi viene in soccorso: Bohemian like you "ah ecco, allora non ero proprio un caso così disperato! Questa è carina, è allegra. Aspetta chi è che la cantava? Maah vai a sapere (centro della memoria, ndr)". La riascolto , rinfrancata. L'inizio della track 5 mi lascia assai perplessa: il primo impatto mi fa pensare istintivamente al mondo dei cartoni animati...che fosse la colonna sonora di qualche anime che seguivo al tempo? No, via via che la canzone prosegue, con una energica chitarra elettrica che la fa da padrone, mi sovviene che me l'aveva passata un'amica, che a sua volta l'aveva sentita in un videogioco di rally (o qualcosa di simile) a cui era solito giocare il suo -allora- ragazzo. "Beh, pensa te...si vede che mi dava una bella carica". A questo punto però sono troppo curiosa di scoprire cosa mi riserva il brano successivo: decido quindi di mandare avanti. Sono pronta a tutto, ma non posso che scoppiare in una fragorosa risata quando sento intonare con grande serietà e pathos:
Fra le maschere che un uomo può indossare ricordiamo l'argilla. Fra le maschere che l'uomo può indossare come non citare il bronzo. C'è la maschera di ferro. C'è la maschera di Pippo...ma la maschera di me**a te la fa solo Shpalman!
Che dire... un gran bel pezzo, sicuramente intramontabile. Ma insomma, un attimo fuori luogo forse, in questo cd. Ah illusa! Non sai cosa ti aspetta!
Vai con la track 7: una delle più obliabili canzoni di Elisa: Una poesia anche per te..no dico, non so voi ma io non l'ho MAI più sentita in radio nè altrove dal lontano 2004! E poi con Elio suvvia... non lega proprio! La 8 invece è una gran bella canzone: Gocce di memoria di Giorgia. Bella, non mi potete dire nulla. "Beh-mi dico-con questa sono riuscita a mettere ben due canzoni dello stesso genere vicine, incredibile. Dai che forse adesso questo album inizia a prendere la sua strada." Ahaha! Giammai! Quando credevo di aver finalmente completato la rosa dei possibili generi musicali, mi piomba addosso come un macigno la traccia numero 9. Ho quasi paura a rivelarla, ma ormai sono in ballo...E "ballo" è proprio l'indizio da seguire: si tratta di...rullo di tamburi...una versione dance di Take me home country roads. Ma proprio uno dei più beceri remix anni 90, quelli da festa della birra con tanto di coretti vari. Tragico, veramente tragico. Mentre la ascolto con un groppo alla gola mi chiedo "ma non potevo almeno mettere la versione originale??" Eccomi accontentata! Track 10: medesimo brano questa volta in una bella interpretazione classica: voce limpida di donna, doppia voce in falsetto, chitarra e benjo. Faccio finta di essere sul palchetto di legno in una cittadina texana durante il 4 luglio e mi metto a cantare in macchina tutta contenta. Ma cavolo, sono quasi arrivata a destinazione e non ho scoperto tutti i segreti che questo cd racchiude in sè! Procedo rapidamente, con ansia crescente, sempre incredula nel riconoscere quanto stessi messa male solo qualche anno fa (sono cose che fanno pensare, cari lettori! credetemi! è dura, scoprirlo così senza averlo programmato!)
Torn, della Natalie Imbruglia. Non so, pare che ci sia stato un tempo in cui questa canzone non mi nauseava come invece fa adesso. Non mi dispiace dove scorrere avanti, in attesa di nuovi colpi al cuore e alla dignità personale.
Ma tu guarda! Non vorrai mica tralasciare le colonne sonore? Track 12: Eye of the tiger. Ebbene sì, proprio quella di Rocky e Adriana. Non commentiamo, cari lettori, vi dispiace?
"Ma quante canzoni ho buttato dentro sto cd?! Non finisce più!" Ormai ho parcheggiato, ma non posso lasciare tutto in sospeso. Chiusa in macchina mando avanti le ultime, giusto per mettere fine a tutto questo.
Una canzone che è un tuffo nel passato liceale: Sole spento. E mi rivedo con i compagni di classe in una stanza parigina densa di fumo. Si dai, la lacrimuccia nostalgica la verserò un altro giorno. Tiriamo avanti.
Una canzonetta estiva che al tempo trovavo molto piacevole (ma che ho scordato senza grandi rimorsi poco dopo l'arrivo dell'autunno, credo): Ja sei namorar, dei Tribalistas. -Chi...? Dai che è carina, andate a riascoltarla, su!
La canzone successiva mi fa definitivamente concludere che ero sotto qualche effetto quando ho creato questa playlist priva di ogni coerenza: Hotel California. Certo, è un classico che è sempre bello incontrare. Ma cazzuola, come cavolo ho fatto a metterla dopo i Tribalistas e Rocky?
Vasco Rossi non poteva mica mancare, signori miei. Ogni volta: oh che bella, che struggente, la ascolto da quando ero bambina, col 33 giri. Peccato che ormai è compromessa da tutta l'accozzaglia precedente.
Bene, direi che sarebbe un ottimo momento per chiudere la compilation, no, cara Jeanne del passato? Che te ne pare di masterizzare e non pensarci più?
Oppure, cara la mia Jeanne del presente, potresti mentire ai tuoi lettori e fingere che l'ultima traccia non esista. Che quell'ultimo attacco di schizofrenia non sia mai avvenuto. Ma no, devo andare fino in fondo a questa storia, costi quel che costi (molto eroico tutto ciò). Ebbene, la Jeanne del passato ha ritenuto che non ci fosse modo migliore di concludere un cd che con....ah che momento difficile... la Forza sia con me mentre lo dichiaro: La colonna sonora di Guerre Stellari.
Esattamente questa:


Bene. Il tuffo nel passato è finito. Mi sento sollevata, ora che mi sono sfogata con voi. Mentre la musica di Star Wars risuona ancora negli auricolari, vi saluto. Ho riconosciuto quanta pacchianità fosse insita in me. Credo di essere una donna migliore oggi. Un po' migliore. E guardate, il mio audace intento di scrivere questo post entro la mezzanotte è stato realizzato... e questo è l'importante.

Viviamo il presente, guardiamo al futuro! (che è meglio...)

lunedì 22 marzo 2010

Carosello col gonnello - quarta puntata ~ varie ed eventuali

*premessa*

Questa rubrica settimanale sta iniziando a diventare ingombrante. Pesante per me, pesante per voi, quindi dopo lunga meditazione nella posizione del loto, ho deciso di trasformarla in una rubrica bisettimanale (o quindicinale, come preferite), così da lasciare più spazio a VOI volenterose blogger con i denti da latte, ed a ME navigata blogger con le rughe d'espressione (se sa ben) che mi sento imprigionata nella pubblicità, non scrivendo praticamente d'altro. So che sarete amareggiate.

*fine premessa*

*preambolo non pertinente*

Domenica l'ho passata davanti al pc (non contando il pomeriggio lieto e gioioso passato tra i bancali della Coop cercando uova di pasqua, germogli di soia e bastoncini al cocco per il canarino amante del lusso, schivando al contempo carrelli guidati da signore indemoniate con addosso ancora l'animo intrapredente utile per affrontare la ressa della fiera di San Giuseppe).
L'ho cercato. La pop star israeliana, intendo. L'ho anche trovato subito grazie al fide San Gugol.
Ma è famosissimo!!! A parte la sensazione di ignoranza musicale che mi attanaglia, sono preda da due giorni di una sorta d'ansia frenetica per aver realizzato la figuraccia fatta sabato.. con un musicista internazionalmente noto (da chi? a quanto pare da tutti tranne noi, ad eccezione della nostra ben più erudita Flordelys che dimostra prontezza). A parte che ha una bellissima voce, il sex symbol più conosciuto d'Israele dopo Mosè  e Abramo (per richiamare i canoni estetici di Jeanne), pare sia piuttosto quotato sullo scenario cultural-intellettuale del medioriente, ma anche negli States e in tutta Europa. Viva.
In quest'immagine che propongo, ben si capisce che stavo cercando di immortalare altro rispetto all'espressione da San Francesco propostaci dal Lupo. Un'intenzione mossa da motivazioni che sono ben lontane da ciò che mi ha fatto guadagnare un occhiolino con sorriso ammiccante a mo' di  compatimento dal Tiziano Ferro di Terra Santa. Diciamoci la verità, voi non l'avete visto quindi è un piccolo piacere che custodisco per me soltanto!


*fine preambolo non pertinente*

A me le fiction italiane fanno schifo.
Ma di uno schifo che nemmeno l'ispettore Derrick travestito da odalisca può suscitare. Ho un rifiuto. I vari telefilm-film tv-fiction che trattano le storie di nonni, cugini, medici, suore, commesse, carabinieri, liceali, famiglie incestuose, non fanno altro che farmi cambiare canale all'istante o spegnere perfino la tv.
Attori cani, ma cani cani, non come Rex o Rin Tin Tin che erano dei signori attori pagati a Chappi. Enfatiche conversazioni che nella vita reale le persone non hanno mai, intrecci amorosi da far rivoltare nella tomba il povero Boccaccio, scene pietose di finta tragedia, inseguimenti polizieschi al limite del ridicolo (che poi i carabinieri di Trento prendono esempio e mi si incastrano nel fango in qualche campo di vigne da vin santo con la Punto del 1987). Gli europei proprio non ce la fanno. Ammetto di essere un'amante dei telefim americani, ammetto anche di avere un certo pregiudizio verso tutto ciò che è italiano e commercializzato su mediaset e compagnia cantando, ammetto di non sopportare Boldi Cipollino e Amendola par di palle.
Ci sono tuttavia delle eccezioni.
Piccole serie tv che hanno, ahimè - lo ammetto -, attirato la mia attenzione con giochi perversi di canzonette, situazioni assurde, attori non del tutto scarsi, personaggi ben riusciti e un po' di originalità.
Esatto, parlo di Tutti pazzi per amore.
Scena: io, zitella acida, con la mia copertina con su i gatti, rannicchiata sul divano a cantarmela - che tanto non mi sente nessuno - e a ridermela, al buio, rosicchiando confetti comprati all'Eurospin. Qualcosa che farebbe scuotere la testa anche alla più sfigata delle Bridget Jones (e i confetti sono forse la parte più triste della cosa... però bisogna dire che sono buoni).
Ma torniamo al telefilm.
Mi aveva catturato alla prima serie... erodendo lentamente il mio implacabile scetticismo.
C'è da dire che molte situazioni, scene, dialoghi, trovate comiche sono spudoratamente copie all'amatriciana di altre situazioni, scene, dialoghi e trovate comiche di telefilm USA o commedie romantiche di vario genere. Da "Love Actually" a "Friends" (quest'ultimo saccheggiato come un supermercato in giorno prima di Natale), "Scrubs" e la già citata "Bridget Jones", fino a "27 volte in bianco". Insomma, basta avere un'infarinatura di questo genere di commedie ed è facile individuare citazioni più o meno apprezzabili.
Però, che volete... c'è Neri Marcorè (almeno c'era...), c'è Solfrizzi, c'è Angeletti, attori che io apprezzo anche se italiani e ridotti a prestare il culo all'Enel (ah Neri, ma che mi combini??). Adesso c'è pure  Alessio Boni che da quando ha interpretato il Caravaggio me lo sogno semi nudo, sporco di colore ad olio che corre su una spiaggia (verso di me, possibilmente).
Sono quattro le cose che mi piacciono di questa serie.
1 - L'apparente originalità. Anche se apparente, almeno c'è e non è il solito polpettone nostrano che ti fa venir voglia di organizzare una marcia su Roma per radere al suolo Cinecittà.
2 - L'uso della musica, dei flash, del caos totale. Una sceneggiatura secondo me realistica (a parte quando parte la musica mielosa e si lanciano in frasi fatte da famiglia del Mulino Bianco che non convincono nemmeno i gatti).
3 - I personaggi, quasi tutti. Pieni di difetti e una sana ombra di follia.

4 - Questo video.


Altro faro nella notte è l'ispettore Coliandro, o per gli amici Corinaldo. Pure Morelli ha il suo bel perchè... che io stimo principalmente per quest'informazione da wikipedia: "si iscrive a un corso di laurea in Giurisprudenza e, a soli cinque esami prima della tesi di laurea, si trasferisce a un corso di laurea in Psicologia". Chissà perchè tutti i migliori attori/comici/artisti vengono da Giurisprudenza?
Una luce di speranza anche per me.
E poi ha un bel culetto.
Parlo un po' troppo di culetti.

La prossima volta parlerò dei suoi occhi....

venerdì 19 marzo 2010

Benedetta primavera!

Sì ragazze, possiamo finalmente che l'inverno è finito! (ed era oraaa)
La sentite nell'aria, quella sensazione? Come se i colori fossero più vivi, i sapori più intensi, i suoni più armoniosi... i ragazzi più affascinanti?
Penso che per ognuno l'arrivo della primavera si manifesti in modo diverso, ma di sicuro è un evento che si fa notare (prima o poi!)
Nel mio organismo di giovane adulta noto -oltre a una voglia di dormire tragicamente superiore al normale- anche una scioltezza nel camminare, una tendenza a canticchiare e soprattutto un aumento della distrazione. Il problema è che tutto quello che mi sta attorno attira con prepotenza la mia attenzione: il colore delle foglie, la velocità di una ruota che gira, la nuvola di polvere che sale da uno zerbino sbattuto (quello della mia torpedo magenta, per la precisione...aveva proprio bisogno di un intervento rigenerante, poverina!).
E non vale a niente chiudermi in biblioteca, anche lì mi raggiungono i piccoli dettagli che esigono di essere notati: una penna che tenta la fuga rotolando sul tavolo e che viene salvata dal precipizio solo per un soffio, i pettegolezzi a bassa voce tra due ragazzi che io -finta di niente- mi spremo per cogliere, un riflesso che ondeggia sulla parete bianca...e via che le ore passano!
Anche quando riesco a tenere a bada i cinque sensi esterni, ecco che mi si attiva il juke-box mentale: un'intera compilation, ma che dico, cofanetto da 3 cd! Che casino, tutte queste canzoni che mi vorticano nella testa, e appena ne porto a termine una, non arrivo a pigiare il pulsante dello stop che subito ne parte un'altra. Eccone una tra le più gettonate.



Bella bella, ma vi assicuro che al cinquantesimo ascolto la gente che vi sta intorno inizia ad assomigliare a quadri di Picasso!
Nei giorni scorsi, appellandomi alle ultime scorte di severità dell'inverno, ho combattuto per arginare questo desiderio di libertà e svago. Ma ormai ho gettato la spugna (non è stata una battaglia così sofferta, lo ammetto).
Così mi lascio beatamente pervadere dalle vibrazioni positive che la nuova stagione diffonde e cammino sorridendo, sognando nuovi incontri, feste balli risate...vestiti leggeri, scarpe estive!

lunedì 15 marzo 2010

Carosello col gonnello - terza puntata

Oh, eh, è lunedì.
E voi siete pigre, care amichette Mars, e perfezioniste.
Quindi, vi tocca subire in silenzio il doppio post di seguito da parte di Ophelia, che a causa del forzato riposo ha avuto modo di farsi una scorpacciata di tv e pubblicità inumana. *Indigestione*
Care amichette Mars, oggi mi soffermerò su qualcosa di lieto, qualcosa di leggero, qualcosa che so  incontrerà il vostro gusto. Qualcosa di buono, morbido, coccoloso, succulento, gustoso, che fa venire una gola come poco altro, rotondo, sodo, di cioccolato, tutto da mordicchiare senza sensi di colpa: sì, oggi parlerò del culetto di Andrew Howe.
Per forza di cose però, anche per mantenere un minimo di decenza ed eleganza, sono costretta a partire dal Kinder Bueno.
Ora, a noi del Kinder Bueno frega poco e qui credo siamo tutte d'accordo. Ogni volta che decido di prenderlo dalla macchinetta mangiasoldi in facoltà maledico me stessa in svedese ed in aramaico almeno quindici volte, perchè finisce che me lo devo mangiare come uscito dal freezer. Kinder Pinguì? No, proprio il Kinder Bueno, duro come un mattore, pesante come una vasca piena di cemento armato.
Però dobbiamo partire parlando del Kinder Bueno.
Ah, come si rimpiangono i tempi del "ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?", e del "Kinder Bueno bontà a cuor leggero". Carino, orecchiabile, sobrio, memorizzabile, innocente. Oggi infatti, il celebre prodotto della Ferrero si è macchiato di un orribile colpa: istigazione al reato, e la buena vecchia merendina a gobbette di cioccolato e waffer ripiena di crema a qualcosa che ricordava la nocciola ed il latte, assume un profilo criminale, oscuro, malvagio.
Kinder Bueno, merendina degli stalker.
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a credo, ad occhio, un paio d'anni fa.
Erano tempi felici e gioiosi, colmi di viaggi ed aspettative. Movimento, dinamismo, chi partiva, chi tornava.
Tra chi partiva anche Andrew Howe, il giovine atleta azzurro. Ma ecco che Andy (che fa più confidenza), sente un leggero laguorino, e non avendo Ambrogio con la limo ed i cioccolatini a portata di braccio, essendo il culetto d'oro in mezzo all'aeroporto, decide di dirigersi verso apparentemente l'unica macchinetta disponibile per prendersi un bel Kinder Bueno. Soddisfatto, sorridente (eeeh!!), muscoloso, scolpito.. ehm.. scusate, devo essermi fatta trasportare per un secondo dalla scena, dicevo, sorridente  si appresta a prendere l'agognata merendina dal distributore ma ecco che una smorfiosetta che, a giudicare dai capelli, aveva appena finito di pulir i bagni del terminal, lo supera in corsa, in modo del tutto maleducato e gli ruba l'ultimo kinder bueno. Lui che fa? Povera stella, lui che è uno educato (al primo spot della serie ancora si spera che sia eduzazione, si capirà in seguito che questo povero fanciullo mi è un pochinino lento), le fa pure l'autografo sulla smemo delle medie e si rassegna.


Passa un po' di tempo. Olimpiadi di Pechino 2008. Altro volo, altro languorino, stesso distributore, stessa merendina (però bianca).... stessa patetica scenetta, stessa fastidiosa ragazzuncola che, superata la fase coda per la palestra sfoggia un più sicuro look da vacanziera indipendente con fascietta e singolo orecchino gitano. Stesso giogione vestito di bianco (Andy, il bianco ti sta benissimo, risalti) che si fa fregare nello stesso identico modo (no Andy, eri sottopressione per le Olimpiadi, io ti capisco, amami!). Lei però, ormai emancipata e pronta ad avventure estive, è probabilmente venuta a sapere certe leggende sui ragazzi di colore e questa volta non se lo vuole far sfuggire. Consapevole di essere stata un'acida arpia l'ultima volta, questa nuova lei, piena di sorrisi, perline e cameratismo, mira alla merendina al cioccolato... no... non il Kinder Bueno... ok, devo andare avanti ancora molto con le allusioni ed i doppi sensi o è abbastanza chiaro? Beh insomma, la squinzia si è fatta signorina, furba e un po' zoccoletta... e decide che condividere la merendina la possa portare verso terre inesplorate, fatte di cioccolato, culetti, muscoli, tartarughe scolpite, marmorei lineamenti... ehm, scusate, ho difficoltà di concentrazione (Andy, chiamami...)..!


Passa dell'altro tempo, Andrew si fa crescere i capelli, compra casa, ha desiderio di un po' di stabilità, eè li col suo bel pc che archivia con excel le bollette del gas (Andy, ho fatto ragioneria, posso aiutarti con la contabilità, sono molto versatile, in tutti i sensi!), ma continua ad amare alla follia il Kinder Bueno.
Ma ecco che suonano alla porta mi correggo, ma ecco che inizia la molestia persistente e maniacale della squinzia, che cresciuta e ormai conscia dell'importanza del parrucchiere, ha indossato i panni della ragazza bon ton che va alla Bocconi, e che la sera si ritira in cameretta a venerare un piccolo altare fai da te Ikea pieno di foto di Andrew, suoi scatti rubati, lumini rossi fregati nei cimiteri e amuleti magici.
La squinzia l'ha seguito, si è trasferita da lui e, con la solita scusa del Kinder Bueno si fa strada dentro casa sua.
(ahimè chi ha postato il video non ha permesso che venisse visualizzato su altri siti)

"Che cos'hai li?? - Kinder Bueno - Ah, ci stavi provando!". Pazza, completamente andata via di testa. Uno, in casa sua, da solo, ha fame, si prende una merendina dalla credenza, gli suonano alla porta... e lei in tutto questo cosa legge? Uhuh uno scherzetto architettato ad arte da parte di Andrew per non offrirle in Kinder Bueno! Visionaria con disturbo della personalità e distorsione della realtà.
Ciccia, si era offerto di prepararti un piccolo toast!!! Ti stava offrendo l'ultima fetta di torta.. e tu te la tiri così?? Ti autoinviti in casa altrui, pretendendo che ti venga offerto quello che vuoi tu, fai la difficile e poi vuoi anche passare per la "buona vicina" che divide lo snack??
Ah.
Ho capito. Ora è tutto chiaro e nitido.
La squinzia, la stalker, la persecutrice, in camera non ha un altarino Ikea dedicato a Andrew... ce l'ha dedicato al Kinder Buenooooooooooooo!
"Ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?" .
Ah, l'invidia!
(Andy, sono tua!)

sabato 13 marzo 2010

Lettera aperta al mio corpo: siamo fatti così, siamo proprio fatti così

Spett. Corpo Umano,
ammasso informe di componenti umanoidi, Le scrivo in quest'occasione per sottoporLe una problematica che mi sta a cuore  e per segnalarLe altresì alcune lamentele giuntemi da parte di alcuni Suoi associati: la signora Pazienza ed il signor Entusiasmo, entrambi soffocati dalle Sue recenti decisioni in fatto di salute pubblica.
Sono cosciente del difficile ed a tratti aspramente conflittuale rapporto intercorso tra noi negli ultimi venticinque anni (possiamo dire ventisei oramai), attraversando fasi di disagio, imbarazzo, falsa sopportazione, cordiale convivenzia stentata, fino alla recente quasi accettazione ed amabile rapporto di superficiale amicizia in corso di approfondimento. Molte sono le vicissitudini che io e Lei abbiamo attraversato assieme, molti i momenti di vicendevole smarrimento e reciproco appoggio ed incoraggiamento. Innumerevoli gli insulti che  Le rivolsi, specialmente nella face cd adolescenziale, incalcolabili le volte che Lei si è concesso non condivise ribellioni nei miei confronti condannandomi a momenti di gratuita sofferenza: momenti passati assieme che, dopo tutto, non hanno fatto altro che rinsaldare il nostro rapporto.
Certo, a volte le difficoltà sembrano insormontabili ed alcuni Suoi atteggiamenti mi costringono a rimedi drastici. Pensiamo ad esempio alla Sua fastidiosa tendenza a ricoprirsi di peluria indesiderata: come può pretendere che io rimanga silenziosa e tranquilla mentre mi trasforma in un abitante del pianeta delle scimmie? Comprenderà l'esigenza di evitare tale conseguenza ed il mio ricorrere a strumenti che Lei ha definito più volte "tortura legalizzata", come rasori e cerette. O ancora, la Sua progressiva e sempre più frequente tendenza a non reggere l'alcool che va a minare seriamente la vita socioculturale/conoscitiva di giovini excalibur di entrambi (mia e Sua)? O il recente affaticamento nel rimanere alzato tutta la notte, tanto da classificarci tra le "nonne precoci"?
Una convivenza forzata ed imprescindibile che, condivisa o meno, dovremo portare avanti per tutta la vita, sia la mia, che la Sua, almeno.. diciamo che questa è una discussione ancora aperta ed è meglio non iniziare con il solito stremante dibattito.
Per questo oggi Le scrivo, per chiederLe i motivi di un simile accanimento nei miei confronti. Quattro settimane, quattro motivi per farmi sentire uno straccio... e io che Le avevo anche promesso un regime alimentare più sano, ginnastica quotidiana e visite ad outlet di moda per donarLe la richiesta valorizzazione. Le ho comprato scarpe in quantità industriali, Le ho concesso anche dei piccoli riconoscimenti con leccornie misurate, L'ho fatta riposare il giusto... e mi perdoni se La sottopongo a stress continuo, ma in questa fase della convivenza non ci posso fare nulla. Adesso pure malattie infettive va a cercare per ostacolarmi dal passare lieto tempo libero con liete persone Mars e non?
Formalmente chiedo di procedere ad un ciclo di numero dodici sedute virtuali di terapia di coppia presso il Dr. House, in cui assieme potremo sviscerare i motivi di conflittualità che ci hanno portati a questo punto. In alternativa chiedo un consulto a Paolo Fox per conoscere il futuro prossimo in campo salute, amore e lavoro (amore e lavoro è ormai evidente che vanno a incidere non poco sull'ambito salute). Chiedo inoltre la possibilità di contattare i Fantastici Quattro per valutare la possibilità di acquisire superpoteri in comodato gratuito fino ad esaurimento sintomi di malessere.

La ringrazio per l'attenzione concessami,
cordialmente

Anima di Ophelia

mercoledì 10 marzo 2010

La Terra del Pre-sonno

-"Sono diventata matta?"-"Temo di si, sei assolutamente svitata! Ma ti rivelerò un segreto...tutti i migliori sono matti !!"-
Iniziamo con queste parole che, io credo, qualcuno di voi avrà già riconosciuto, per gli altri svelo subito il mistero: sono quelle pronunciate dal padre di Alice, quando la bambina si è risvegliata all'inizio dell'ultimo film di Tim Burton, che noi ragazze Mars più una (la saggia Pumpy) e meno una (già la nostra povera Flordelys non vuole separarsi dall'influenza) abbiamo visto in occasione della festa della donna, perciò va fatta una riflessione.
Recensioni del film a parte (comunque io confido fin da subito di averlo molto apprezzato), vi dirò che queste parole, a mio parere sono una grande verità; infatti, un pazzo è in fin dei conti un creatore di una realtà alternativa. Ma per creare una realtà alternativa si deve immaginare qualcosa che non c'è, cosa assai difficile rispetto al trovare già tutto pronto da applicare e basta! Bene, allora, credo che se le cose stanno così, noi mars girls possiamo a ragione definirci pazze, Perchè vi domandate?!Beh, semplice, almeno due di noi, e lo dico per certo, hanno uno strano modo di "contare le pecorelle per addormentarsi"...sì, sì, invece di liberare il gregge e far saltare ogni singolo capo ovino sopra ad un simpatico ostacolo decorato con fiori di campo (che magari qualche pecorella Opheliana si divertirebbe a mangiare, seguendo gli insegnamenti di un certo suo collega cavallo nel deserto) danno libero sfogo alla fantasia. Di solito tutto parte da un dettaglio di vita normale, routine quotidiana, più o meno soddisfacente a seconda dei giorni, e in poco più di due minuti si tramuta in un pacco regalo che contiene un viaggio spettacolare verso mete più o meno vicine con Exacalibur principeschi,ma non troppo, con un profumo di anguria di sottofondo, il tutto avvolto da una carta regalo sbrilluccicosa che ha il colore della gioia...è così che inizia la notte e finisce il giorno: con un'illusione, una meravigliosa illusione! Il contenuto di queste elucubrazioni mentali spazia dal realismo (ciò che potrebbe essere, ma non è) alla fantasia più estrema( ciò che non potrebbe mai essere), l'unico filo conduttore è la serenità dei sensi che permette di incontrare con piacere le ore del sonno, modellando la vita onirica come più aggrada. Certamente, ahimè, vi sono alcune occasioni in cui qualche elemento disturbatore della vita reale prevale e impedisce alle magnifiche illusioni di intrufolarsi nei sogni, però, fortunatamente, essendo questo mondo plasmato da noi stesse, sono solo sporadici episodi che si possono scacciar via da una notte all'altra...
Insomma questo luogo del pre-sonno per citare il cappellaio matto "è un luogo unico al mondo, una terra colma di meraviglie, mistero e pericolo… si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti come un cappellaio, e per fortuna noi lo siamo…”
Questa semplice attività è un evidente sintomo di pazzia che mi sento di consigliare vivamente per alcuni semplicissimi motivi:
- favorisce il sonno spensierato
- rasserena l'animo
- stimola la fantasia
- aiuta quell'esercizio di costruzione di una realtà alternativa che, come affermavo nel primo post, aiuta a disincagliarsi dai ghiacci della realtà quotidiana.
Insomma, benedetta pazzia!!!

lunedì 8 marzo 2010

Carosello col gonnello - seconda puntata

Malgrado oggi avessi in mente un bel post sul Risiko e tecniche strategiche di accerchiamento.. ho deciso di non negare quel briciolo di coerenza che ancora sta dietro alle orecchie dei miei neuroni, per dedicarmi alla mia settimanale rubrica incentrata sul mondo dell'intrattenimento/marketing/cinema e tivvù.
Oggi ho deciso, per cause contingenti, di spostare l'attenzione dalla pubblicità alla musica, anzi, ai videoclip. Uh, altro mondo in cui perderci giornate e sinapsi quello dei videoclip musicali, tant'è che esistono fior fiore di registi, anche famosi, che si sono prestati a girare video di artisti altrettanto conosciuti., creando veri e propri gioielli cinematografici.
Non è questo il caso.
Oggi per voi e per il vostro impeccabile gusto del trash, presento Nina Zilli.
Chi è Nina Zilli? Quella giovine pulzella che ha vinto il premio della giuria sezione giovani a Sanremo. Quella che aveva come orecchini i cerchi in cui saltano i leoni al circo, ma più grandi (credo vengano usati per arditi numeri con gli ippopotami funamboli, oppure, nel circo Orfei come hula hoop della leggendaria Moira). Quella che sembrava essere sul punto di svenire da un momento all'altro - unico motivo che mi ha portata a rimanere ad assistere alla sua esibizione: l'insana curiosità di vedere il 118 sul palco di Sanremo... ma niente! -. Quella che si sente una pin up "de' noartri"... Non avete capito? Avete la mia stima ed il mio più sincero rispetto.
Torniamo a noi.
La nostra eclettica Nina, poco prima dell'Ariston (in cui ha presentato una canzone che schifo schifo non fa, almeno confrontata con  quella del bagnino Curcu... ehm... Cau... ehm... Caciucco.... ehm... Custo... ehm.... Cucco... ehm... Canuto... ehm... Scanu.. ah si ecco, Valerio Scanu, che ha setacciato tutti i laghi in cerca di goldoni d'oro) e poco dopo aver collaborato con Giuliano Palma, ha deciso di accettare (non sinonimo di acconsentire, bensì di prendere un'accetta e fare a brandelli qualcosa) la canzone "You can't hurry love" delle Supremes. 
Ma attenzione, diversamente da quel che si può immaginare, non l'ha mortificata con la traduzione, che è in realtà quella originariamente presentata proprio dalle Supremes in una loro versione italiana della canzone stessa, e non lo fa nemmeno con l'interpretazione, che è di tutto rispetto, avendo la popputa (caratteristica peculiare che rileverà anche in seguito) ragazza una voce prodigiosa. No, un classico della canzone mondiale è straziata letteralmente dall'indecente video che accompagna la versione della Zilli, un video talmente brutto da creare dipendenza nei soggetti (come me) particolarmente sensibili al kitch ed alle situazioni comico-demenziali. Un feticcio dei videoclip, in cui l'orrido ipnotizza.
Ma vediamolo insieme.




o_o
O_o
O_O
@_@
Coff, coff... un secondo solo, ho bisogno di respirare.
Ci siamo.
Siamo in un albergo e ci sono due facchini frustrati e sottopagati. Il primo pulisce i pavimenti con in testa le cuffie del mangianastri che gli è stato regalato per l'esame di terza media nel 1992, l'altro sta pensando "che scschifo" (non è un refuso, ndr)!
Inizia la musica e la nostra Nina sta battendo il tempo con il suo piedino di fata (ad occhio un 43 e mezzo buono considerando che ha le calze), mentre, mezza vestita (principalmente nella parte sotto) mangia a letto una brioche (che tanto non è lei che pulisce dalle migole le lenzuola) e con un'espressione indecifrabile... imbocca un orso. Un orso vero. Magari un po' più peloso di un orso ecco... Magari.. un uomo peluche.
Nei seguenti trenta secondi si vede lei che fa la smorfiosa con la massa informe di peli e uomo che le sta accanto: si muove avanti ed indietro (e per una legge fisica non ancora conosciuta la tetta destra non le schizza fuori ogni minimo movimento - e francamente pagherei per sapere come fa -), passa le sue dita (unte di brioche) sul braccio del bigfoot coperto di ciuffi di peli neri, balla per lui, si prova una montagna di roba (che solo quel povero cristo di facchino sa quant'è avendole portato le valige), gioca, il tutto cantando "sì, l'amore verrà.. oh l'amore verrààààà".
Lui è immobile a letto, come un balenottero spiaggiato al tramonto. Sulla sua faccia (che si intravede sotto alla peluria) è innegabile l'espressione da maniaco del voyerismo con piacevoli incursioni nel sadmaso spinto, oppure, più semplicemente, anche lui si sta chiedendo come cavolo fa quella maledetta tetta a non balzargli in faccia.
Ipotesi sul sgnificato:
- in realtà lei sta aspettando l'amore e nel frattempo si accontenta di Chewbecca?
- lei lo sta prendendo bellamente per i fondelli e lo sta facendo guardandolo dritto in faccia e canzonando le sue insoddisfacienti prestazioni sessuali??
- lui a sua volta ride e si sazia di petali di rosa???
Sono rammaricata.
Il video prosegue con la cara Nina che, recuperati i peli del petto dell'uomo lupo per crearne una pelliccia ecologica, esce dall'albergo ballando con un variegato gruppo di altrettanto ambigui personaggi. Ballando, oddio.. diciamo che la povera Zilli ci prova, per carità, ma lo spettacolo è simile a quello che offrirei io con tutti e quattro gli arti ingessati e colpita da diarrea fulminante. Guardando questo agonizzante insieme di movimenti scoordinati e di corpi addossati alla parete a mo' di perquisizione rettale alla dogana , oppure che tentano in modo sofferente di girare su se stessi e saltellare alla Christina Aguilera, l'unica sensazione che affiora in me è IMBARAZZO. Io sono imbarazzata per loro. Talmente imbarazzata che, aiutata dalla mia natura empatica, arrivo a percepire una sensazione di tenerezza ed il tutto acquista un sapore di omogeneizzato alla banana, con retrogusto di cerume. Una sensazione molto strana.
Ma come si conclude il video?
Con il povero inseriviente-facchino che continua a pulire i pavimenti dai peli del cane uomo (che se poi piove immaginiamoci l'odore di cane bagnato), ma, colpo di scena, senza le cuffie 1992.
Che fine avranno fatto?
Gliele ha pestate con i tacchi quella brutta stronza della Zilli, ecco cos'è successo!


ps: auguri Mars Girls, aderenti, simpatizzanti, visitatrici e contestatrici!

sabato 6 marzo 2010

Horses and Flowers

Benvenuti alla prima puntata di “Eye on Mars”, approfondimento cultural-statistico su e per il Mars Blog.
Ma andiamo senza indugio ad introdurre l’argomento odierno.
Dall’accurata analisi statistica svolta da “noi” (che significa “me”) sui primi freschi e ridenti post delle Mars Girls, è emersa la presenza di un argomento più frequente, un argomento principe direi, che le ragazze hanno con grande spontaneità trasferito nel web direttamente dai loro flussi di coscienza. Suvvia, non c’è bisogno di pensarci più di tanto, si tratta dell’ammmoooore! O meglio, dei segreti per riconoscerlo.
Andiamo prontamente al cuore statistico della nostra rubrica, riportando l’elenco degli oggetti caratteristici che un vero innamorato deve portare con sé:
- Un borsello fatto di budello (diffidare da quelli in finto bue)
- Due biglietti per il concerto di un ben preciso mito del rock
- Un ramo di palma d’estate e pezzi di torrone d’inverno
- Un cesto di ingredienti per sbizzarrirsi in cucina (essenziale la ricotta)
- Una smisurata cultura cinematografica e televisiva (non si disdegna una certa esperienza su campo in qualità di sceneggiatore-attore-regista…)
- Una o più fette di anguria profumatissima
Benissimo, non si può dire certo che queste ragazze siano delle sprovvedute! È evidente che tutti questi elementi a prima vista privi di senso e logica vadano in realtà a miscelarsi armoniosamente l’uno con l’altro, confluendo in un sopraffino disegno. Come dite? Cosa rappresenta questo disegno? Beh ora non vi sembra di voler sapere un po’ troppo..?
Dunque, passiamo ora alla fase che possiamo definire “approfondimento” opportunamente introdotta dalla corrispondente frase di rito: approfondiamo.
Dovete sapere che esiste un altro simbolo che rappresenta per noi Mars il sopracitato ammoore: ci è stato segnalato tempo fa da Pumpy (sempre lei, ebbene sì!). Quella sera ci sottopose a un gioco di fantasia con successiva interpretazione psicologica. Noi Mars (purtroppo solo i 3 quarti di noi presenti, a dire il vero) ci lanciammo subito con entusiasmo e scatenammo la nostra immaginazione sulla scia delle indicazioni che via via ci venivano date.
Prima di tutto: immaginate un deserto.
Poi, nel deserto, un cubo.
Oltre al cubo, una scala.
Ora ecco un cavallo.
E per finire, dei fiori.

Fermatevi un istante e provate anche voi, prima di proseguire nella lettura, a chiudere gli occhi e visualizzare il vostro personale mondo.
Semplice, no? Certamente! Ma quando ad immaginare ci sono delle menti come le nostre, che sfuggono alle leggi della fisica e del senso comune , non si sa mai cosa può succedere.
E infatti ecco scaturire dal nostro subconscio, nell’ordine:
1) un cubo di vetro tranquillamente sospeso in aria -senza alcun tipo di sostegno o aggancio- con una scala a pioli che lo collega al deserto.
2) un cubo rosso di un materiale non definito (probabilmente non esistente in natura) con una maestosa scala di fianco che sembra arrivare direttamente da un palazzo rinascimentale.
3) un cubo di marmo proveniente da un’antica civiltà scomparsa, con una scala grande e austera, di marmo anch’essa.
Tenendo presente che questa è solo la prima parte della prova, ecco l’interpretazione da attribuire ai vari elementi: il deserto rappresenta la vita e la nostra visione della stessa: tutte noi abbiamo immaginato un deserto dolce, luminoso e bello. Il cubo rappresenta noi stessi e come ci vediamo, mentre la scala rappresenta gli amici e l’amicizia. I commenti sarebbero molteplici, ma li lasciamo a voi e passiamo al cavallo e ai fiori.
Il cavallo rappresenta il partner, l’anima gemella, colui con in quale siamo destinate a vivere, o meglio colui con cui ci immaginiamo. I fiori simboleggiano invece i nostri figli (tema sul quale, sinceramente, noi Mars non ci siamo ancora mai soffermate più di tanto).
Cosa mai poteva emergere da tre giovani menti disturbate?
Un cavallo di bronzo che sta fiero sopra al cubo di marmo (che infatti si scoprì essere il piedistallo di un’antica statua) e un povero ciuffo di fiori che cresce in una zona di mezzo metro quadro dove pare fosse presente una riserva d’acqua fossile.
Un cavallo simpatico e allegro, che pascola placido nel deserto, e che giustamente non trovando altro nel raggio di chilometri pensa bene di cibarsi dei fiori stessi.
Un cavallo elegante e con folta criniera bianca al vento e delle rose rosse a stelo lungo sparse sui gradini del palazzo, come nel più romantico sogno che una ragazza possa fare.
A questo punto, signori miei, non mi rimane che salutarvi… non pretenderete mica che mi metta a fare delle interpretazioni psicologiche serie su queste basi?! Via, siamo realisti, l’unica cosa che si può fare è lanciarsi in una sonora risata liberatoria e continuare ad amare le Mars per quello che sono (cioè delle splendide spostate).

PS: già che ci siamo metto (...forse ho capito come si fa!) una canzone che mi pare si addica benissimo al tema.

martedì 2 marzo 2010

Quanto è bella la camporella...

Leggendo il post di Luci mi è balzato alla mente un ridente episodio accaduto più di due mesi fa. In una fredda sera di dicembre, io e altre due girls of MARS assistemmo ad una scena che certo non si dimentica in fretta. Non abbiamo visto nulla di così eclatante, nessun Ufo fare i cerchi nel grano o rapire bambini, e nemmeno mostri marini emergere da un lago per farsi una romantica passeggiata sulla riva! Diciamo che la serata era iniziata seriamente o quasi (come sempre). Andammo ad una delle solite fantastiche riunioni della nostra associazione (siamo donne impegnate, mica pizza e fichi) e lì incontrammo la già citata Pumpy e tutta una serie di nostri amici, che tornano come i peperoni (cit. dotta). Scusate, ma mi pare d'obbligo parlarvi rapidamente di loro prima di proseguire con il racconto.
Innanzitutto partiamo dal nostro amato Marino, il compagno che ha turbato i nostri sogni, l'essere che un tempo avevamo pensato di rapire con un piano andato poi disgraziatamente in fumo. Siccome gli vogliamo tanto bene, ogni volta che lo vediamo cerchiamo di fargli un regalo...gli permettiamo di incontrare l'amata Marina. La poveretta solitamente se ne sta segregata nientemeno che nel cellophane ed in una scatola di cartone, rinchiusa a chiave in un armadio di latta. Lo so, può sembrare una malvagità, ma in fondo è una tizia debole che va protetta dai cattivi e noi cerchiamo di provvedere alla sua incolumità. In compenso, concediamo alla augusta coppia gran copulate con le quali pare recuperino bene il tempo perso. Passiamo poi al mitico Baton, l'amico viados che lavora sulla strada dei laghi di Varese, normalmente accompagnatore di Ophy. El Baton ha un rivale in amore, lo sborone di Reggio Emilia, alto e grosso che crede di essere sempre il migliore e che non si vergogna di dare spettacolo in pubblico mostrando tutta la sua virilità. Confesso che mi sta assai antipatico, ma d'altronde si sa che ho una predilezione per Little Baton, tanto tenero e caro (se magari fosse un po' più virile non mi dispiacerebbe, ma va beh, lui va bene anche così). Dovete sapere che i due si contendono la giovine Uhu, una tipa un po' appiccicaticcia, dalla carnagione giallastra, insomma non certo una bella figheira, però molto desiderata e davvero non si capisce bene perchè. Ma lasciando perdere il gossip, dulcis in fundo, non posso ovviamente dimenticare la nostra Carmen (divenuta l'alter ego di Jeanne) che allieta le nostre serate con una voce eccezionalmente acuta, fin troppo acuta. Ci sono poi una serie di amici minori, tipo i Fruttini, che ci amano e ci assecondano in tutte le nostre attività, ma ne parleremo in un'altra occasione.
Dopo questa doverosa presentazione di personaggi a noi molto legati, credo sia il caso di proseguire con il racconto clue che titola questo post. Quella fatidica sera, tornando verso casa con la rombante Orsa, auto blu con specchietti bianchi (mi raccomando non dimentichiamoci questo dettaglio) appartenente a Ophy, ci dirigemmo al parcheggio dove ci stava aspettando una seconda auto...il centro della memoria ora non mi aiuta, quindi non ricordo se si trattasse della Torpedo Magenta di Jeanne o della mia Pink Cadillac. In ogni caso, prima di scendere ci fermammo a chiaccherare e ridere per una buona mezz'ora. Si stava cercando di decidere cosa fare a capodanno, per cui vennero elencate una serie di brillanti idee, alla fine rigorosamente non assecondate. Tenete presente che noi ci trovavamo in mezzo al parcheggio, certamente non grande come un campo da calcio, con i fari accesi puntati verso alcune macchine lì posteggiate. Improvvisamente la nostra girl più sveglia, Ophy, vide degli stani movimenti all'interno di una BMW di colore verde. Beh insomma, sembravano proprio quel tipo di movimenti...per la verità, per essere proprio precisi, all'inizio non era chiaro se fossero due maschietti o una coppia etero. Un po' innocentemente (oh, non vi dico che innocenza) pensammo subito che forse forse era in corso una discussione...oddio, un po' strano però che si fosse scelto proprio il sedile posteriore e si fosse deciso di sistemarsi in fondo al parcheggio! Scartata prontamente questa opzione, restammo ovviamente sempre in mezzo al parcheggio, avendo almeno la decenza di spegnere i fari. Mentre i due simpatici amici si stavano divertendo, vi lascio immaginare quanto iniziammo a divertirci pure noi...non pensate subito male, noi non potevamo divertirci allo stesso modo! Il nostro divertimento era decisamente alquanto meno malizioso e partirono battute del tipo "fa decisamente troppo freddo", "ma poi pensa che scomodo", "che vergogna, proprio in un parcheggio così"....certo l'invidia a volte è una brutta bestia, se ci fosse stato un Excalibur nei paraggi non so quanto ci saremmo preoccupate del freddo o della comodità (del luogo decisamente sì)!
Comunque, a cose fatte, i due sono scesi e, dopo una sistematina, sono partiti per tornare a casa da mammà. Orsa intanto, ha cercato di nascondersi furtivamente... e noi in fondo ci siamo lasciate col sorriso, contente per chi può "godersi" la vita! L'invidia non ci ha azzannato, non si è ancora impossessata di noi rendendoci acide e malefiche!

lunedì 1 marzo 2010

Carosello col gonnello - prima puntata

Se perfino il Cioè aveva le buone e vecchie rubriche settimanali non vedo perchè il Mars debba essere da meno. Ho deciso, dopo lunga meditazione, di inaugurare dunque questa rubrica, che tenterò (e nel verbo "tentare" sta la chiave della mia coerenza) di aggiornare ogni lunedì. Un piccolo universo all'interno del grande spazio Mars, per allietarvi con perle televisive e cinematografiche imperdibili. Mi autoproclamo esperta in materia perchè ho un passato da teledipendente (genitori lavoratori a tempo pieno), ed un umorismo generalmente discutibile.
Grande risorsa la pubblicità, uh come ci si diverte.. specie ultimamente che decine, macchè, centinaia di gggiovani pubblicitari freschi di laurea in marketing e comunicazione si stanno accingendo a fare stage e tirocini in aziende.. e a cui sono affidate le campagne più infime della storia della televisione.
Ma potevo forse non iniziare questa rubrica con la pubblicità che più rappresenta il gruppo Mars??
Costipazione, gonfiore, "non so, ultimamente mi sento un po' pffff"? No! Facile smutandamento dietro  al cespuglio del parcogiochi (chè nella vasca della sabbia già c'era un alano che esponeva le proprie "opinioni") causa improvvisa diarrea? No. Forse buccia d'arancia manco fossimo ad Agrigento? No.
Sto parlando del TANTUM ROSA.
Non se ne conosce bene la causa... forse i jeans troppo stretti, forse una candidosi latente, forse la doccia di gruppo a multipli di 3 in palestra, forse quella volta che Romualdo, noto per funghi e piattole, le ha prestato la bici e lei si era detta "che sarà mai? tanto il sellino è pulito". Insomma, la ragazza non dice la causa.. no, lei si limita ad informare le sue care amiche di essere preda di un fastidioso prurito e bruciore intimo.
Ma vediamo la scena.



Ora, fatemi partire da una breve, facile, indolore osservazione. La ragazza con le piattole, che per comodità chiameremo "Viola" (presumibilmente il colore della sua Gina dopo essersi grattata incessantemente tutto il giorno in ufficio, in metro, dal farmacista - che nella confezione le ha lasciato il numero di cellulare -, dal panettiere e allo sportello bancomat), non considera minimamente la possibilità di avvisare, chessò, via sms le amiche che quel giorno, causa stigmate in bassa padania, non se la sente di affrontare la cyclette in palestra. No, lei lascia invece che quelle due stormenite attraversino mezza città, arrivino sotto casa sua e suonino un quindici volte al campanello senza risposta. Questo perchè la nostra cara Viola, un'amica che tutte vorrebbero avere, sente la necessità di informare personalmente le compagne di palestra che in quel momento ha le fiamme nelle mutante, con un gran sorriso malizioso sulle grandi labbra (...). 
Le tre amiche tuttavia, si ritrovano la sera in un'occasione mondana... e Viola, vestita di rosa, gioca amabilmente sul suo piccolo problema di prurito intimo... con qualche battuta a doppio senso.
Bene, amiche Mars, sappiate una cosa: semmai dovessi avere il problema di Viola, non aspettatevi che faccia outing. Se foste invece voi ad avere il problema di Viola, non azzardatevi a farmi attraversare mezza città inutilmente col solo scopo di informarmi che avete posto per sbaglio la Gina sulle ortiche!
Cosciente della bassezza del post, vi lascio alle parole, ben più divertenti della buona Lucianina, che non ne sbaglia una.