Oh, eh, è lunedì.
E voi siete pigre, care amichette Mars, e perfezioniste.
Quindi, vi tocca subire in silenzio il doppio post di seguito da parte di Ophelia, che a causa del forzato riposo ha avuto modo di farsi una scorpacciata di tv e pubblicità inumana. *Indigestione*
Care amichette Mars, oggi mi soffermerò su qualcosa di lieto, qualcosa di leggero, qualcosa che so incontrerà il vostro gusto. Qualcosa di buono, morbido, coccoloso, succulento, gustoso, che fa venire una gola come poco altro, rotondo, sodo, di cioccolato, tutto da mordicchiare senza sensi di colpa: sì, oggi parlerò del culetto di Andrew Howe.
Per forza di cose però, anche per mantenere un minimo di decenza ed eleganza, sono costretta a partire dal Kinder Bueno.
Ora, a noi del Kinder Bueno frega poco e qui credo siamo tutte d'accordo. Ogni volta che decido di prenderlo dalla macchinetta mangiasoldi in facoltà maledico me stessa in svedese ed in aramaico almeno quindici volte, perchè finisce che me lo devo mangiare come uscito dal freezer. Kinder Pinguì? No, proprio il Kinder Bueno, duro come un mattore, pesante come una vasca piena di cemento armato.
Però dobbiamo partire parlando del Kinder Bueno.
Ah, come si rimpiangono i tempi del "ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?", e del "Kinder Bueno bontà a cuor leggero". Carino, orecchiabile, sobrio, memorizzabile, innocente. Oggi infatti, il celebre prodotto della Ferrero si è macchiato di un orribile colpa: istigazione al reato, e la buena vecchia merendina a gobbette di cioccolato e waffer ripiena di crema a qualcosa che ricordava la nocciola ed il latte, assume un profilo criminale, oscuro, malvagio.
Kinder Bueno, merendina degli stalker.
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a credo, ad occhio, un paio d'anni fa.
Erano tempi felici e gioiosi, colmi di viaggi ed aspettative. Movimento, dinamismo, chi partiva, chi tornava.
Tra chi partiva anche Andrew Howe, il giovine atleta azzurro. Ma ecco che Andy (che fa più confidenza), sente un leggero laguorino, e non avendo Ambrogio con la limo ed i cioccolatini a portata di braccio, essendo il culetto d'oro in mezzo all'aeroporto, decide di dirigersi verso apparentemente l'unica macchinetta disponibile per prendersi un bel Kinder Bueno. Soddisfatto, sorridente (eeeh!!), muscoloso, scolpito.. ehm.. scusate, devo essermi fatta trasportare per un secondo dalla scena, dicevo, sorridente si appresta a prendere l'agognata merendina dal distributore ma ecco che una smorfiosetta che, a giudicare dai capelli, aveva appena finito di pulir i bagni del terminal, lo supera in corsa, in modo del tutto maleducato e gli ruba l'ultimo kinder bueno. Lui che fa? Povera stella, lui che è uno educato (al primo spot della serie ancora si spera che sia eduzazione, si capirà in seguito che questo povero fanciullo mi è un pochinino lento), le fa pure l'autografo sulla smemo delle medie e si rassegna.
Passa un po' di tempo. Olimpiadi di Pechino 2008. Altro volo, altro languorino, stesso distributore, stessa merendina (però bianca).... stessa patetica scenetta, stessa fastidiosa ragazzuncola che, superata la fase coda per la palestra sfoggia un più sicuro look da vacanziera indipendente con fascietta e singolo orecchino gitano. Stesso giogione vestito di bianco (Andy, il bianco ti sta benissimo, risalti) che si fa fregare nello stesso identico modo (no Andy, eri sottopressione per le Olimpiadi, io ti capisco, amami!). Lei però, ormai emancipata e pronta ad avventure estive, è probabilmente venuta a sapere certe leggende sui ragazzi di colore e questa volta non se lo vuole far sfuggire. Consapevole di essere stata un'acida arpia l'ultima volta, questa nuova lei, piena di sorrisi, perline e cameratismo, mira alla merendina al cioccolato... no... non il Kinder Bueno... ok, devo andare avanti ancora molto con le allusioni ed i doppi sensi o è abbastanza chiaro? Beh insomma, la squinzia si è fatta signorina, furba e un po' zoccoletta... e decide che condividere la merendina la possa portare verso terre inesplorate, fatte di cioccolato, culetti, muscoli, tartarughe scolpite, marmorei lineamenti... ehm, scusate, ho difficoltà di concentrazione (Andy, chiamami...)..!
Passa dell'altro tempo, Andrew si fa crescere i capelli, compra casa, ha desiderio di un po' di stabilità, eè li col suo bel pc che archivia con excel le bollette del gas (Andy, ho fatto ragioneria, posso aiutarti con la contabilità, sono molto versatile, in tutti i sensi!), ma continua ad amare alla follia il Kinder Bueno.
Ma ecco che suonano alla porta mi correggo, ma ecco che inizia la molestia persistente e maniacale della squinzia, che cresciuta e ormai conscia dell'importanza del parrucchiere, ha indossato i panni della ragazza bon ton che va alla Bocconi, e che la sera si ritira in cameretta a venerare un piccolo altare fai da te Ikea pieno di foto di Andrew, suoi scatti rubati, lumini rossi fregati nei cimiteri e amuleti magici.
La squinzia l'ha seguito, si è trasferita da lui e, con la solita scusa del Kinder Bueno si fa strada dentro casa sua.
(ahimè chi ha postato il video non ha permesso che venisse visualizzato su altri siti)
"Che cos'hai li?? - Kinder Bueno - Ah, ci stavi provando!". Pazza, completamente andata via di testa. Uno, in casa sua, da solo, ha fame, si prende una merendina dalla credenza, gli suonano alla porta... e lei in tutto questo cosa legge? Uhuh uno scherzetto architettato ad arte da parte di Andrew per non offrirle in Kinder Bueno! Visionaria con disturbo della personalità e distorsione della realtà.
Ciccia, si era offerto di prepararti un piccolo toast!!! Ti stava offrendo l'ultima fetta di torta.. e tu te la tiri così?? Ti autoinviti in casa altrui, pretendendo che ti venga offerto quello che vuoi tu, fai la difficile e poi vuoi anche passare per la "buona vicina" che divide lo snack??
Ah.
Ho capito. Ora è tutto chiaro e nitido.
La squinzia, la stalker, la persecutrice, in camera non ha un altarino Ikea dedicato a Andrew... ce l'ha dedicato al Kinder Buenooooooooooooo!
"Ma mi vuoi tutta ciccia e brufoli?" Sì.
Ah, l'invidia!
(Andy, sono tua!)