venerdì 8 aprile 2011

Stronza e cesso: il binomio del successo!

Stronzamente innamorabili.
Nel senso, il luogo comune per cui agli uomini piacciono le stronze e alle donne gli stronzi, con la conseguenza che chi non è stronzo, di entrambi i generi, rimane fregato ad interpretare la parte dell'inseguitore oppure a passare i sabati sera facendo otto volte il giro al sas (come si suol chiamare il centro storico di Trento, copribile interamente - viuzze cieche comprese - in nemmeno quaranta minuti) con un gelato in mano e guardare curiosamente la gente seduta al bar Pasi, chiedendosi perchè sono li, visto che essendo stronzi, o stronze, o inseguitori, potrebbero starsene beatamente a casa a far ciò che i restanti umani non stronzi-non vittime non possono fare.
Sì, è un inizio tragico.
Ricomincio.
Nota è la teoria per cui le donne sarebbero attratte dai ragazzi cattivi. Nota è la teoria, d'altra parte, per cui gli uomini sarebbero attratti dalle Roie (eh, altri eufemismi non renderebbero l'idea, perdonatemi).
Ora, per quanto riguarda le donne, non so esprimermi.
Non sto evitando il problema, nè prendendo le parti della categoria, per carità, ma semplicemente non so se generalizzare perchè io non sono tra loro, davvero, giuro. Non sono attratta da uno che mi tratta come un coprisedile dell'auto su cui appiccica con pacifica disinvoltura le caccole mentre nessuno lo vede, anzi, quando riscontro in una persona (che sia uomo o donna) un atteggiamento simile di solito reagisco con scontrosità: posiziono quella persona nell'altra metà dell'universo, su cui prima o poi voleranno bombe e pestilenza, e per me la questione è chiusa e sigillata... nessuno può mettere Baby in un angolo!, per dirla come la buon anima di Patrick Swayze, sempre con noi in spirito, pettorali e canottiera nera. A me, ma penso anche a un sacco di donzelle twenty-something (com'è figo dire in Ammmerica), un ragazzo rispettoso, che risponde se chiamo, che mi tiene la borsa se mi devo allacciare una scarpa, che pensa almeno cinque minuti al giorno a ciò che piacerebbe a me, che sa cosa significa compromesso (almeno alla lontana) e fedeltà, e che si rende conto di non essere Gesù sceso in terra (di cui per altro immagino non avrebbe nemmeno l'addominale scolpito, che Gesù era un falegname e si teneva in forma a forza di pialla di qua e pialla di là), insomma, un tipo normale con i suoi difetti, i suoi pregi, un'educazione (se è Fc l'educazione la ha di sicuro visto il devastante attaccamento materno) e un cervello funzionante e che non gioca al trattarmi male per attirare l'attenzione, non dispiacerebbe.
Vero è anche, d'altra parte, che molte delle mie colleghe di categoria hanno una propensione naturale a cercarsi il maschio tipo anni '50, bruto, padrone, stronzo fino al midollo, probabilmente un po' burino e assolutamente immeritevole, a volte affetto da deficit mentale avanzato, o semplicemente idiota. Io non so che dirvi, non le difendo ma non mi esprimo, perchè non so cosa possa succedere in alcune menti femminili. Forse un trauma freudiano irrisolto? L'autostima che è svanita nel nulla? Forse hanno come modello d'uomo ideale Barbablù?
Ma che ne so!
Detto questo.. non so nemmeno cosa dire dell'altra metà del cielo, perchè da valutazioni socio-relazionali discese da osservazioni dirette di un campione rappresentativo di popolazione (detto anche spettegolare sui conoscenti, ex compagne di classe in particolare), beh, il luogo comune per cui agli uomini piacciono le stronze un po' è vero.
Chiariamo. Non tutti.
Di solito sono i ragazzi carini, dolci, simpatici, brillanti, disponibili quelli che mostrano una sinistra propensione a farsi abbindolare dalla stronza. E giuro che non ne comprendo la ragione.. eppure questi ragazzi vengono trattati come i sopracitati coprisediti scaccolati da delle acide streghe. 
La cosa straordinaria, poi, è che la maggior parte delle volte queste streghe sono pure dei cessi.
E qui il mistero si infittisce.. perchè se è la straordinaria bellezza della ragazza la ragione di questo martirio passivo, in cui il malcapitato deve sopportarsi tempeste ormonali, scatti isterici, periodi di digiuno nervoso, sfuriate immotivate, pratiche di stracciacoglionamento persistente per la frequentazione degli amici/visione del calcio/spedizione perlustrativa al Trony reparto tecnologico.. beh allora potrei anche lontanamente capire, partendo dal presupposto che questo povero ragazzo sia rapito da cotanta beltà. Ma spesso non è questo il caso...
Il potere del magico triangolo dorato, mi direte voi. Può essere, ma non è che io non ce l'abbia, il magico triangolo dorato.. e sicuramente non tratterei il mio lui come un bidone dell'umido.

Se qualcuno avesse qualche logica spiegazione e possibilmente fosse in grado di avanzare un consiglio alla sottoscritta per essere almeno competitiva sul campo stronze da rimorchio.. si faccia avanti!

mercoledì 2 febbraio 2011

Sai già come vestirti a San Valentino? Assoreta!

Non v'è scampo.
Ovunque: peggio del Natale. Peggio di Halloween. Peggio di Pasqua.
Cioccolatini in scatole a cuore. Cuori in scatole di cioccolata.
I ristoratori già pubblicizzano i menù degli innamorati: scaloppine alle corna di bue, spaghettini adulteri, panna cotta "amore mio staremo insieme per sempre... ops, magari anche no". Che bravi.
La città è invasa dai palloncini gonfiati con fiato e saliva dei commercianti che sono senza dubbio grati a quel misero personaggio che quel giorno ha deciso di votare il 14 febbraio a festa senza fondamento, costringendo millllioni, ma che dico, milllliardi di persone a spendere e spandere denari sudati in fiori e palloncini, o gioielli a chi è più fortunato (gigantesche e fastidiose scimmie in altalena nel mio caso passato).
Non azzardiamoci a dar la colpa a quel poveraccio di San Valentino, che lui, martire del primo cristianesimo, non ne aveva proprio l'intenzione di diventare un'icona di marketing del XXI secolo. Un po' come quel poveraccio di San Nicklaus, che da vescovo è diventato fauno del natale e da fauno a testimonial della Coca Cola. Viva il paganesimo, che ci aiuta sempre.
Torniamo a Valentino. Se avesse saputo che lui, vescovo, ma confuso con cupido, cioè un bocia con le ali e il pistolino di fuori, sarebbe stato sfruttato per vendere baci perugina, beh, credo si sarebbe fatto volentieri un'altra reputazione. Altro che mettere in salvo innamorati. Altro che guarire dalla cecità la sua amata.
No, la colpa è di qualcun'altro. Forse qualche pubblicitario molto abile. Forse lo stesso che ha messo un vescovo su un camion della Coca Cola trainata da renne. Forse uno che aveva un conto in sospeso, chessò, con una zitella che lo aveva respinto: "Thò brutta befana, adesso rimpiangerai di non avermi voluto!".
Che poi, non che io sia mai stata particolarmente insofferente a questo tartassamento subcosciente di rosa, cuori, glitter e bacini, ma quando iniziano ad arrivarmi otto email tra newsletters e promozioni di siti che mi chiedono ripetutamente cosa farò per San Valentino, come mi vestirò, dove andrò, cosa regalerò, perchè mangerò, mi depilerò, con cosa mi pettinerò, se farò la cacca rosa con i cuoricini.. ecco.. inizio a non essere più tanto indifferente alla questione.
Che ne è del "tu non dai fastidio a me, io non do fastidio a te?"?
Anche perchè San Valentino è il modo più veloce e diretto di far sentire una ragazza sola (temporaneamente sola) in colpa per questa (temporanea) situazione. Ma perchè io (temporaneamente sola) devo sentirmi in difetto se, temporaneamente, non ho con chi celebrare una festa che, temporaneamente, considero solo un' "espressione del superficiale consumismo"? Non ci sto, non lo accetto e non è giusto.
Mi rifiuto anche di festeggiare il fantomatico 15 febbraio, tristissima "festa dei single" che ha un patetico risvolto di disperato autoconvincimento.
Scusate, chi l'ha detto che San Valentino è una festa di coppia? Se credo nell'innamoramento, nella speranza di un'unione soddisfaciente e, perchè no, spettacolare e sessualmente vivace, perchè non posso festeggiare la festa dell'amore? Si chiama ipocrisia. Anzi, si chiama ghettizzazione, da parte di quegli innamorati snob, che solo in virtù del fatto che sono accompagnati , magari da tristi compagni senza personalità, si sentono il diritto di discriminare chi, temporaneamente, non lo è.
Allora sapete che vi dico? Che io quest'anno San Valentino lo festeggio. Io e me, perchè mi voglio un gran bene e voglio un gran bene anche alla speranza amorosa, e voglio bene a quel disgraziato di Valentino che il difetto storico ha trasformato solo in un clichè ma che ai suoi tempi deve aver saputo il fatto suo.
Siete con me MARS girls (una esclusa, che non si senta chiamata in causa per l'espressione "innamorati snob")?
Festeggiamo?

Voglio concludere con un poco di poesia:


martedì 18 gennaio 2011

Ehi tu, ragazzo, in che squadra giochi?

Care ragazze...
fra di voi c'è qualcuno che pratica uno sport di squadra? Penso di sì...ebbene non è il mio caso, almeno non in senso, diciamo tecnico, tuttavia mi sento parte di una squadra. Eh già, quella squadra con la t-shirt rosa che insegue quella con la t-shirt blu. Ultimamente, mio, anzi nostro, malgrado, dobbiamo ammettere di essere di fronte ad una sfida alquanto impari. A onor del vero, dalla notte dei tempi la sfida è stata impari, si tramanda...sì dai avete capito, noi GIRLS siamo, e a quanto pare siamo sempre state, un numero inferiore rispetto ai BOYS, precisamente in proprorzione 7:1. Mah, a me questa non va mica tanto giù, perchè qualcuno mi deve spiegare dove sta l'errore di sbaglio; quando ero giovane, giovane si era abituati ad andare a catechesi e a me dicevano che il buon Dio ha creato Adamo poi Eva e poi loro hanno procreato, da cui Caino e Abele, tutti uomini giusto? 3:1, allora dov'erano tutte ste donne??? Quand'è che è cominciata la moltiplicazione esponenziale del clone di Eva? Dove sono andati sti due a trovare le consorti? No guardate, non so che dire: misteri della fede, dogmi...ma sì chiamiamoli così...fatto sta che sono qualche migliaia d'anni che lo spermatozoo con cromosomi XX è diventato superpotente...
Bel problema, perchè la concorrenza, sleale e non, è all'ordine del giorno, ma amen, una si adegua a fare l'amante, se non che c'è qualcos'altro che non va: cos'è successo qua?! A questo divario numerico si è aggiunta un' ulteriore difficoltà, ben più seria e problematica: molti dei componenti della squadra blu, BOYS, hanno cominciato a giocare in questa nuova squadra CELESTE che non è interessata ai ROSA, bensì ai BLU...bella roba!
Già erano pochi, adesso si diradano, perchè oltre a questi che migrano verso i celesti, c'è un folto numero di blu che, inseguiti da rosa e celesti, non san mica che fare e una volta van di qua e una di là...Per di più, dico e mi chiedo, avete visto voi qualcuno dei celesti?! Se sì, sono sicura che concorderete con me, se no, ve lo dico io, questi giocatori sono i migliori, e dall'altra restano (da questo computo escludo quelli già associati ad una rosa) i modelli homer simpson, panzuti birromani (almeno fossero vinomani) e mononeurone, oltre ai già ben conosciuti FC...Perchè voi lo sapete qual è la percentuale di questa ondata migratoria? Da stime ufficiose (di membri della squadra celeste) si arriva al 30% dell'intera squadra blu divenuta celeste e, se si considerano i blu che giocano a volte con i rosa, a volte con i celesti, si toccano punte del 50%.
Io care mie, ribadisco che vive il libero arbitrio e ogni scelta è degna di sommo rispetto e insindacabile moralmente, però vorrei fare una petizione alle forze soprannaturali, al buon Dio, a Maria Maddalena - se per caso Dan Brown ci avesse visto giusto - che venga fortificato nei blu lo spermatozoo XY, così da rinfoltire l'intero compartimento. In teoria aumentando il numero, si può sperare che ci sia un'equa partizione di celesti-blu-rosa! A ciascuno il suo o la sua, ma si rivedano le proporzioni e si incrementino le cicogne blu!
Tuttavia ho studiato un rimedio anche per il breve periodo, la cura transitoria insomma, da far valere fino al ripristino delle corrette proporzioni: corsi istruttivi con ipnosi regressiva e ricostruzione di parte delle membrane celebrali degli FC!
Riflettete Girls, riflettete!

giovedì 6 gennaio 2011

Un anno da MARS e l'oracolo infallibile

Ebbene ragazze, lettori, amici, sconosciuti, hacker, potenziali uomini da sogno, il 2010 è passato e ormai da quasi una settimana è giunto tra noi questo nuovo anno, iniziato con un carico considerevole di aspettative e buoni propositi.
Il gruppo MARS spera. Il gruppo MARS aspetta. Il gruppo MARS scruta il futuro. Il gruppo MARS si da all'esoterismo.
In realtà i tarocchi ci hanno suggerito di non disperare, di stare all'erta, di imbatterci in più angoli possibili perchè LUI, il pizzettaro è proprio dietro l'angolo, per ognuna di noi, e se proprio non c'è lui, almeno qualcuno che ci assomiglia, o più semplicemente un postino che porti il tanto atteso pacco contenente soddisfazione e serenità.
Pizzettaro, mi chiedete?
Sì, il 2010 è stato un anno votato alla mutua creazione della figura dell'uomo perfetto, e relativi nomi in codice. Partendo dal sempiterno excalibur, che ci fa fremere i cuori, siamo inizialmente approdate a "colui che profuma d'anguria", perchè, si sa, quando quello giusto arriva ogni senso viene risvegliato, compreso l'olfatto da cane da tartufi. Quando è arrivato tra noi anche il chewing gum al sapore di anguria, ecco, abbiamo deciso di cambiare, inconsciamente.  Siamo dunque arrivati al pizzettaro. Lui.
Immaginate una fredda, cupa, potenzialmente deprimente cornice da suicidio emotivo, serata invernale. Immaginate Trento durante questa fredda, cupa e deprimente serata invernale. Immaginate la desolazione, il luccichio sui sampietrini dovuto alla brina di inizio serata, immaginate l'assenza di locali aperti, immaginate il parcheggio semivuoto, i cumuli di neve sporca, le luci delle case accese e magari immaginatevi anche una musica e delle risate che provengono da quelle finestre. Che è freddo l'ho già detto?
Bene, ora, invece di prendere un pacchetto di fazzoletti dell'eurospin e piangere tutti i vostri amari dispiaceri da single avvolgendovi nella copertina della disperazione con su le bestie (e Luci non sto parlando del tuo meraviglioso plaid), pensate al pizzettaro, ma non solo a lui, a tutto un mondo fatto di coppie di amici che si scaldano il cuore a vicenda, facendo aderire la propria personale serenità di coppia con quella dei propri amici.
Una casa calda, accogliente, colorata, probabilmente incasinata (se pensiamo alla mia). Una bella tavolata, con tovaglioli di carta, i bicchieri della nutella - perchè tanto tra amici non c'è bisogno di essere formali -, la televisione accesa su Carlo Conti che più nero della pece sta proponendo la ghigliottina e persiste nel pronunciare la parola "gol" con l'umlaut. Il campanello ed ecco che una alla volta arrivano le coppie, ognuna delle quali porta qualcosa da mangiare, o da bere per la serata.




(girls.. queste sono immagini puramente esemplificative)

Il pizzettaro, ecco, è il tuo pezzo, meritato, di felicità, con cui si condivide una tranquilla serata tra amici e che ti accompagna a prendere la pizza d'asporto per portarla agli altri, mentre mangiando e ridendo si mortifica l'abbronzatura di Carlo Conti. C'è chi porta la pizza, chi porta il gelato (sì, ok, panna a parte), chi il vino, chi un fan di Carlo Conti, e a quel punto magari si cambia canale e si mette su Jerry Scotti.

Buon inizio anno adepte Mars, che il 2011 possa volgere in MARP (Mutuo aiuto ragazze pizzettariate)!