venerdì 8 aprile 2011

Stronza e cesso: il binomio del successo!

Stronzamente innamorabili.
Nel senso, il luogo comune per cui agli uomini piacciono le stronze e alle donne gli stronzi, con la conseguenza che chi non è stronzo, di entrambi i generi, rimane fregato ad interpretare la parte dell'inseguitore oppure a passare i sabati sera facendo otto volte il giro al sas (come si suol chiamare il centro storico di Trento, copribile interamente - viuzze cieche comprese - in nemmeno quaranta minuti) con un gelato in mano e guardare curiosamente la gente seduta al bar Pasi, chiedendosi perchè sono li, visto che essendo stronzi, o stronze, o inseguitori, potrebbero starsene beatamente a casa a far ciò che i restanti umani non stronzi-non vittime non possono fare.
Sì, è un inizio tragico.
Ricomincio.
Nota è la teoria per cui le donne sarebbero attratte dai ragazzi cattivi. Nota è la teoria, d'altra parte, per cui gli uomini sarebbero attratti dalle Roie (eh, altri eufemismi non renderebbero l'idea, perdonatemi).
Ora, per quanto riguarda le donne, non so esprimermi.
Non sto evitando il problema, nè prendendo le parti della categoria, per carità, ma semplicemente non so se generalizzare perchè io non sono tra loro, davvero, giuro. Non sono attratta da uno che mi tratta come un coprisedile dell'auto su cui appiccica con pacifica disinvoltura le caccole mentre nessuno lo vede, anzi, quando riscontro in una persona (che sia uomo o donna) un atteggiamento simile di solito reagisco con scontrosità: posiziono quella persona nell'altra metà dell'universo, su cui prima o poi voleranno bombe e pestilenza, e per me la questione è chiusa e sigillata... nessuno può mettere Baby in un angolo!, per dirla come la buon anima di Patrick Swayze, sempre con noi in spirito, pettorali e canottiera nera. A me, ma penso anche a un sacco di donzelle twenty-something (com'è figo dire in Ammmerica), un ragazzo rispettoso, che risponde se chiamo, che mi tiene la borsa se mi devo allacciare una scarpa, che pensa almeno cinque minuti al giorno a ciò che piacerebbe a me, che sa cosa significa compromesso (almeno alla lontana) e fedeltà, e che si rende conto di non essere Gesù sceso in terra (di cui per altro immagino non avrebbe nemmeno l'addominale scolpito, che Gesù era un falegname e si teneva in forma a forza di pialla di qua e pialla di là), insomma, un tipo normale con i suoi difetti, i suoi pregi, un'educazione (se è Fc l'educazione la ha di sicuro visto il devastante attaccamento materno) e un cervello funzionante e che non gioca al trattarmi male per attirare l'attenzione, non dispiacerebbe.
Vero è anche, d'altra parte, che molte delle mie colleghe di categoria hanno una propensione naturale a cercarsi il maschio tipo anni '50, bruto, padrone, stronzo fino al midollo, probabilmente un po' burino e assolutamente immeritevole, a volte affetto da deficit mentale avanzato, o semplicemente idiota. Io non so che dirvi, non le difendo ma non mi esprimo, perchè non so cosa possa succedere in alcune menti femminili. Forse un trauma freudiano irrisolto? L'autostima che è svanita nel nulla? Forse hanno come modello d'uomo ideale Barbablù?
Ma che ne so!
Detto questo.. non so nemmeno cosa dire dell'altra metà del cielo, perchè da valutazioni socio-relazionali discese da osservazioni dirette di un campione rappresentativo di popolazione (detto anche spettegolare sui conoscenti, ex compagne di classe in particolare), beh, il luogo comune per cui agli uomini piacciono le stronze un po' è vero.
Chiariamo. Non tutti.
Di solito sono i ragazzi carini, dolci, simpatici, brillanti, disponibili quelli che mostrano una sinistra propensione a farsi abbindolare dalla stronza. E giuro che non ne comprendo la ragione.. eppure questi ragazzi vengono trattati come i sopracitati coprisediti scaccolati da delle acide streghe. 
La cosa straordinaria, poi, è che la maggior parte delle volte queste streghe sono pure dei cessi.
E qui il mistero si infittisce.. perchè se è la straordinaria bellezza della ragazza la ragione di questo martirio passivo, in cui il malcapitato deve sopportarsi tempeste ormonali, scatti isterici, periodi di digiuno nervoso, sfuriate immotivate, pratiche di stracciacoglionamento persistente per la frequentazione degli amici/visione del calcio/spedizione perlustrativa al Trony reparto tecnologico.. beh allora potrei anche lontanamente capire, partendo dal presupposto che questo povero ragazzo sia rapito da cotanta beltà. Ma spesso non è questo il caso...
Il potere del magico triangolo dorato, mi direte voi. Può essere, ma non è che io non ce l'abbia, il magico triangolo dorato.. e sicuramente non tratterei il mio lui come un bidone dell'umido.

Se qualcuno avesse qualche logica spiegazione e possibilmente fosse in grado di avanzare un consiglio alla sottoscritta per essere almeno competitiva sul campo stronze da rimorchio.. si faccia avanti!

mercoledì 2 febbraio 2011

Sai già come vestirti a San Valentino? Assoreta!

Non v'è scampo.
Ovunque: peggio del Natale. Peggio di Halloween. Peggio di Pasqua.
Cioccolatini in scatole a cuore. Cuori in scatole di cioccolata.
I ristoratori già pubblicizzano i menù degli innamorati: scaloppine alle corna di bue, spaghettini adulteri, panna cotta "amore mio staremo insieme per sempre... ops, magari anche no". Che bravi.
La città è invasa dai palloncini gonfiati con fiato e saliva dei commercianti che sono senza dubbio grati a quel misero personaggio che quel giorno ha deciso di votare il 14 febbraio a festa senza fondamento, costringendo millllioni, ma che dico, milllliardi di persone a spendere e spandere denari sudati in fiori e palloncini, o gioielli a chi è più fortunato (gigantesche e fastidiose scimmie in altalena nel mio caso passato).
Non azzardiamoci a dar la colpa a quel poveraccio di San Valentino, che lui, martire del primo cristianesimo, non ne aveva proprio l'intenzione di diventare un'icona di marketing del XXI secolo. Un po' come quel poveraccio di San Nicklaus, che da vescovo è diventato fauno del natale e da fauno a testimonial della Coca Cola. Viva il paganesimo, che ci aiuta sempre.
Torniamo a Valentino. Se avesse saputo che lui, vescovo, ma confuso con cupido, cioè un bocia con le ali e il pistolino di fuori, sarebbe stato sfruttato per vendere baci perugina, beh, credo si sarebbe fatto volentieri un'altra reputazione. Altro che mettere in salvo innamorati. Altro che guarire dalla cecità la sua amata.
No, la colpa è di qualcun'altro. Forse qualche pubblicitario molto abile. Forse lo stesso che ha messo un vescovo su un camion della Coca Cola trainata da renne. Forse uno che aveva un conto in sospeso, chessò, con una zitella che lo aveva respinto: "Thò brutta befana, adesso rimpiangerai di non avermi voluto!".
Che poi, non che io sia mai stata particolarmente insofferente a questo tartassamento subcosciente di rosa, cuori, glitter e bacini, ma quando iniziano ad arrivarmi otto email tra newsletters e promozioni di siti che mi chiedono ripetutamente cosa farò per San Valentino, come mi vestirò, dove andrò, cosa regalerò, perchè mangerò, mi depilerò, con cosa mi pettinerò, se farò la cacca rosa con i cuoricini.. ecco.. inizio a non essere più tanto indifferente alla questione.
Che ne è del "tu non dai fastidio a me, io non do fastidio a te?"?
Anche perchè San Valentino è il modo più veloce e diretto di far sentire una ragazza sola (temporaneamente sola) in colpa per questa (temporanea) situazione. Ma perchè io (temporaneamente sola) devo sentirmi in difetto se, temporaneamente, non ho con chi celebrare una festa che, temporaneamente, considero solo un' "espressione del superficiale consumismo"? Non ci sto, non lo accetto e non è giusto.
Mi rifiuto anche di festeggiare il fantomatico 15 febbraio, tristissima "festa dei single" che ha un patetico risvolto di disperato autoconvincimento.
Scusate, chi l'ha detto che San Valentino è una festa di coppia? Se credo nell'innamoramento, nella speranza di un'unione soddisfaciente e, perchè no, spettacolare e sessualmente vivace, perchè non posso festeggiare la festa dell'amore? Si chiama ipocrisia. Anzi, si chiama ghettizzazione, da parte di quegli innamorati snob, che solo in virtù del fatto che sono accompagnati , magari da tristi compagni senza personalità, si sentono il diritto di discriminare chi, temporaneamente, non lo è.
Allora sapete che vi dico? Che io quest'anno San Valentino lo festeggio. Io e me, perchè mi voglio un gran bene e voglio un gran bene anche alla speranza amorosa, e voglio bene a quel disgraziato di Valentino che il difetto storico ha trasformato solo in un clichè ma che ai suoi tempi deve aver saputo il fatto suo.
Siete con me MARS girls (una esclusa, che non si senta chiamata in causa per l'espressione "innamorati snob")?
Festeggiamo?

Voglio concludere con un poco di poesia:


martedì 18 gennaio 2011

Ehi tu, ragazzo, in che squadra giochi?

Care ragazze...
fra di voi c'è qualcuno che pratica uno sport di squadra? Penso di sì...ebbene non è il mio caso, almeno non in senso, diciamo tecnico, tuttavia mi sento parte di una squadra. Eh già, quella squadra con la t-shirt rosa che insegue quella con la t-shirt blu. Ultimamente, mio, anzi nostro, malgrado, dobbiamo ammettere di essere di fronte ad una sfida alquanto impari. A onor del vero, dalla notte dei tempi la sfida è stata impari, si tramanda...sì dai avete capito, noi GIRLS siamo, e a quanto pare siamo sempre state, un numero inferiore rispetto ai BOYS, precisamente in proprorzione 7:1. Mah, a me questa non va mica tanto giù, perchè qualcuno mi deve spiegare dove sta l'errore di sbaglio; quando ero giovane, giovane si era abituati ad andare a catechesi e a me dicevano che il buon Dio ha creato Adamo poi Eva e poi loro hanno procreato, da cui Caino e Abele, tutti uomini giusto? 3:1, allora dov'erano tutte ste donne??? Quand'è che è cominciata la moltiplicazione esponenziale del clone di Eva? Dove sono andati sti due a trovare le consorti? No guardate, non so che dire: misteri della fede, dogmi...ma sì chiamiamoli così...fatto sta che sono qualche migliaia d'anni che lo spermatozoo con cromosomi XX è diventato superpotente...
Bel problema, perchè la concorrenza, sleale e non, è all'ordine del giorno, ma amen, una si adegua a fare l'amante, se non che c'è qualcos'altro che non va: cos'è successo qua?! A questo divario numerico si è aggiunta un' ulteriore difficoltà, ben più seria e problematica: molti dei componenti della squadra blu, BOYS, hanno cominciato a giocare in questa nuova squadra CELESTE che non è interessata ai ROSA, bensì ai BLU...bella roba!
Già erano pochi, adesso si diradano, perchè oltre a questi che migrano verso i celesti, c'è un folto numero di blu che, inseguiti da rosa e celesti, non san mica che fare e una volta van di qua e una di là...Per di più, dico e mi chiedo, avete visto voi qualcuno dei celesti?! Se sì, sono sicura che concorderete con me, se no, ve lo dico io, questi giocatori sono i migliori, e dall'altra restano (da questo computo escludo quelli già associati ad una rosa) i modelli homer simpson, panzuti birromani (almeno fossero vinomani) e mononeurone, oltre ai già ben conosciuti FC...Perchè voi lo sapete qual è la percentuale di questa ondata migratoria? Da stime ufficiose (di membri della squadra celeste) si arriva al 30% dell'intera squadra blu divenuta celeste e, se si considerano i blu che giocano a volte con i rosa, a volte con i celesti, si toccano punte del 50%.
Io care mie, ribadisco che vive il libero arbitrio e ogni scelta è degna di sommo rispetto e insindacabile moralmente, però vorrei fare una petizione alle forze soprannaturali, al buon Dio, a Maria Maddalena - se per caso Dan Brown ci avesse visto giusto - che venga fortificato nei blu lo spermatozoo XY, così da rinfoltire l'intero compartimento. In teoria aumentando il numero, si può sperare che ci sia un'equa partizione di celesti-blu-rosa! A ciascuno il suo o la sua, ma si rivedano le proporzioni e si incrementino le cicogne blu!
Tuttavia ho studiato un rimedio anche per il breve periodo, la cura transitoria insomma, da far valere fino al ripristino delle corrette proporzioni: corsi istruttivi con ipnosi regressiva e ricostruzione di parte delle membrane celebrali degli FC!
Riflettete Girls, riflettete!

giovedì 6 gennaio 2011

Un anno da MARS e l'oracolo infallibile

Ebbene ragazze, lettori, amici, sconosciuti, hacker, potenziali uomini da sogno, il 2010 è passato e ormai da quasi una settimana è giunto tra noi questo nuovo anno, iniziato con un carico considerevole di aspettative e buoni propositi.
Il gruppo MARS spera. Il gruppo MARS aspetta. Il gruppo MARS scruta il futuro. Il gruppo MARS si da all'esoterismo.
In realtà i tarocchi ci hanno suggerito di non disperare, di stare all'erta, di imbatterci in più angoli possibili perchè LUI, il pizzettaro è proprio dietro l'angolo, per ognuna di noi, e se proprio non c'è lui, almeno qualcuno che ci assomiglia, o più semplicemente un postino che porti il tanto atteso pacco contenente soddisfazione e serenità.
Pizzettaro, mi chiedete?
Sì, il 2010 è stato un anno votato alla mutua creazione della figura dell'uomo perfetto, e relativi nomi in codice. Partendo dal sempiterno excalibur, che ci fa fremere i cuori, siamo inizialmente approdate a "colui che profuma d'anguria", perchè, si sa, quando quello giusto arriva ogni senso viene risvegliato, compreso l'olfatto da cane da tartufi. Quando è arrivato tra noi anche il chewing gum al sapore di anguria, ecco, abbiamo deciso di cambiare, inconsciamente.  Siamo dunque arrivati al pizzettaro. Lui.
Immaginate una fredda, cupa, potenzialmente deprimente cornice da suicidio emotivo, serata invernale. Immaginate Trento durante questa fredda, cupa e deprimente serata invernale. Immaginate la desolazione, il luccichio sui sampietrini dovuto alla brina di inizio serata, immaginate l'assenza di locali aperti, immaginate il parcheggio semivuoto, i cumuli di neve sporca, le luci delle case accese e magari immaginatevi anche una musica e delle risate che provengono da quelle finestre. Che è freddo l'ho già detto?
Bene, ora, invece di prendere un pacchetto di fazzoletti dell'eurospin e piangere tutti i vostri amari dispiaceri da single avvolgendovi nella copertina della disperazione con su le bestie (e Luci non sto parlando del tuo meraviglioso plaid), pensate al pizzettaro, ma non solo a lui, a tutto un mondo fatto di coppie di amici che si scaldano il cuore a vicenda, facendo aderire la propria personale serenità di coppia con quella dei propri amici.
Una casa calda, accogliente, colorata, probabilmente incasinata (se pensiamo alla mia). Una bella tavolata, con tovaglioli di carta, i bicchieri della nutella - perchè tanto tra amici non c'è bisogno di essere formali -, la televisione accesa su Carlo Conti che più nero della pece sta proponendo la ghigliottina e persiste nel pronunciare la parola "gol" con l'umlaut. Il campanello ed ecco che una alla volta arrivano le coppie, ognuna delle quali porta qualcosa da mangiare, o da bere per la serata.




(girls.. queste sono immagini puramente esemplificative)

Il pizzettaro, ecco, è il tuo pezzo, meritato, di felicità, con cui si condivide una tranquilla serata tra amici e che ti accompagna a prendere la pizza d'asporto per portarla agli altri, mentre mangiando e ridendo si mortifica l'abbronzatura di Carlo Conti. C'è chi porta la pizza, chi porta il gelato (sì, ok, panna a parte), chi il vino, chi un fan di Carlo Conti, e a quel punto magari si cambia canale e si mette su Jerry Scotti.

Buon inizio anno adepte Mars, che il 2011 possa volgere in MARP (Mutuo aiuto ragazze pizzettariate)!

mercoledì 6 ottobre 2010

NY - Doganieri e immigrazione

Oh dear, it has been a long time since my last post...anyway, come back e quindi torniamo alla lingua natia dove il sì suona!!!
Già, dopo 5 mesi in terre straniere, devo un aggiornamento ai miei 5 (forse 3) lettori e allora via, piccola sintesi di un episodio molto MARS!
Hai deciso di partire per il nuovo mondo e vivi nella vecchia Europa? Hai due vie: la prima è chiedere aiuto a Doc per un esilarante viaggio sulla mitica DeLorean verso il XV secolo così, da moderno Colombo in gonnella, convincere i reali spagnoli a fornirti equipaggio e tre graziose caravelle. La seconda, che mi vede francamente più favorevole, richiede l'ausilio di un aereo o di un qualsiasi moderno mezzo di trasporto come un pratico, lussureggiante, confortevole, non umido transatlantico, in grado di evitare ingombranti iceberg sparsi nell'oceano.
Tutti favorevoli per quest'ultima risposta, ok, allora proseguiamo la preparazione del nostro viaggio controllando di avere passaporto e visto. Allora via alla fase burocratica: siamo cittadini residenti in uno dei paesi aventi diritto al viaggio senza visto o no? Facciamo di sì, quindi procediamo compilando una simpatica intervista online che dovrebbe (e dico dovrebbe perchèsi viene ammoniti che il giudizio è comunque rimesso all'ufficiale di frontiera) darci la chiave del nuovo mondo. Cominciamo: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, ok, ok, tutto facile fin qui, no, aspetta adesso mi chiede il nome del vettore, eh??? L'indirizzo che avrò negli USA? Ma che domanda è, io non conosco nessuno, c'è anche l'opzione Under a bridge??? Ah no, fermi, c'è "in transito", ok! Prossime domande...Wow, solo sì o no, queste sono facili, dunque mi chiede se soffro di ulcera molle, sifilide, tubercolosi, gonnorrea...ma porti sfiga??? Se sono mai stata arrestata o ammonita per reati contro la morale? No, direi di no, ma conta la volta del karaoke per le strade cittadine? No, beh io dico di no...Sono stata coinvolta in attività di spionaggio? Facebook, conta? Cerco lavoro negli USA? Io? Nooooooo, mai! Ok ci siamo, mi sembra di essere pulita, vediamo se dopo il pagamento ho il via per Ellis Island...suspance...oh yes, just print your request!!!
Wow, beh ci siamo, la burocrazia è sistemata, adesso valigie, embarking e Liza Minelli nel cuore!
No, scherzavo la burocrazia non è finita, a bordo, il giorno prima di approdare a Brooklyn, viene recapitato un simpatico cartoncino blu su cui la nostra Cristofora dovrà elencare dati personali, famiglia che si intende trasportare negli USA, beni importati e indirizzo statunitense (ma senti è un invito a stanziarsi a questo punto, poi non mi sembra onesto prendersela con questa povera gente che cerca di sistemarsi!), ma di nuovo utilizziamo la famosa formula "IN TRANSIT".
A questo punto tutti convinti che le scartoffie sono sistemate, non ci resta che convincere l'ufficiale che la felpa H&M un po' abbondante serve per nascondere quell'attimo di pancia da un mese all'ozio totale e non un mitra a telescopio! Certo per fare questo ci serve un'autentica lecture made by a worldwide experienced man che ci metta in guardia sulle tricky questions che il doganiere ci farà: "Ti piacerebbe vivere negli Usa? Ti piacerebbe lavorare a NY? Vorresti fermarti negli USA?" etc...ovviamente la risposta DEVE essere sempre NO, altrimenti l'aria respirata dalla statua della libertà non potrà mai essere respirata da noi poveri mortali europei. Ok, sono pronta ad affrontare uno psichiatra con master in immigrazione psicologica mascherato da doganiere pur di portare i piedi al di là del molo di Brooklyn!
Ore 6.00, colazione con pretty much american Blueberry pancakes with maple syrup, passaporto, cartoncino blu (ok, confesso non ricordo il nome tecnico!) e palettina da accompagnatrice gruppo escursione numero 6!
Welcome to USA! Scritta che trionfa appena percorsa la gangway, voce di donna molto afroamericana "Please, follow the queue! No, no...Miss, no picture area!" Ottimo, devo ancora arrivare al doganiere e già riesco a farmi riprendere, oh dear, America is not waiting for me!
No problem, mesta, mesta rimettiamoci in fila e seguiamo le direttive della seconda donna che ci indica il doganiere a cui sottoporre tutte le scartoffie. Veloce occhiattina complessiva per inquadrare i doganieri: donna massiccia modello cane da guardia ore 2; uomo mezz'età, ancora 7 anni alla pensione ore 10, OMG, mexican-american boy, con un sorriso strepitoso ore 12; fingers cross, fingers cross, fingers cross..."Miss, please...Miss...MIIIISSS"..."Oh Sorry", concentrata nel fingers cross, apro gli occhi è lui il mio doganiere, oh dear, devo parlare in inglese, devo pensare al mio nome...sì, sì me lo ricordo. "Hi welcome to united States!Are you number 6 this morning?""Ehm, pardon me?!""Number 6, your paddle!" Ovvio, ho in mano una paletta di 50 cm con scritto numero 6...SVEEEEGLIAAAA! "From Italy? What do you do in Italy""To be honest I spent last 4 months in England on a working experience!"(oh god, oh god, oh god, una delle domande del foglietto blu richiedeva gli stati visitati prima degli USA e io ho barrato la casella nessuno, oh dear, perchè devo essere honest proprio adesso che non lo sono mai, no, su concentrazione, mio caro morettino, sarai anche carino e uno psichiatra mascherato da immigration boy, ma non mi freghi! CONCENTRAZIONE!!!)"So, how long are you staying in NY?""Just one day, with the ship, tonight I'll be back on board!""Do you work on the ship?""No, I'm a passenger""So, why have you got that paddle, number 6?!"(ok, sei carino, abbiamo capito, ma questa paletta è mia e non te la do, va bene?!, perchè qui mi pare che ce l'hai un attimino con la paddle #6!)...spiego la ragione della mia paletta e la ragione del mio ruolo di escort e anche del mio soggiorno inglese, dopo di che l'immigration boy mi rivolge questa domanda:"But, would you like to stay here in New York?"ok, deglutire, respirare e mentire, non è difficile:"No, no, I want to come back to Italy, find a good job, and so on, you know....", non sono lacrime quelle che mi stanno appannando la vista, sono i neon!!! Are you sure you are happy?"Ok, è Scherzi a parte, sono alla frontiera americana, un ragazzo latino americano bellissimo mi chiede se voglio stare a New York e se sono felice?!? Adesso confesso: gli dico che voglio stare a NY, che non sono felice e che mi sposi all'istante; è pieno di ufficiali, uno ci potrà pure sposare! No, no che dico, ritorno in me, mentre appoggio la mano sinistra sullo scanner delle impronte digitali, just breath:"Yes, I am...Of course I am, I am in NY, right now! But are these tricky questions?!"(bene il premio risposta idiota è mio, seguito da rifiuto di visto per l'ingresso per offesa a immigration boy!)"No, darling, I'm stuck here from this mornign, 5 o'clock, I saw elderly women all day long, you are young and it was so nice talking to you!" OMG,darling, nice?! sto sognando?! Ok adesso gli dico "Marry me!", invece esce: "Oh sorry, it is so nice talking to you too!""So, do you think you'll like New York?""Yes, I will, especially if everybody is like you!""Oh thanks, I can speak just on my behalf, but I really hope you will enjoy!""Me too, thank you!""It was a pleasure to talk with you!Take care and enjoy your day in NY! See you!""My pleasure, bye!"
Io e la mia paddle #6 siamo così giunte al di là della frontiera, ma avremmo voluto stare alla frontiera tutto il giorno, chi lo avrebbe mai detto! Un immigration boy che ha illuminato di immenso la visita alla grande mela, come se il solo essere all'ombra dell'Empire State Building non fosse di per sè immenso. Assicuro che con quello sfarfallio nello stomaco è stato straordinario, MARS stuff, girls you know, don't you ;-)! That's it, 30 minuti, non so come si chiama, chi sia in realtà l'immigration boy, però sono certa che quando penserò alla prima volta negli States l'immigration boy sarà il MIO ricordo! E poi, siamo sinceri la Statua della Libertà e i grattacieli sono over, solo da cartolina!!!
Now, Carràmba che sorpresa, Raffaella Carrà & Sergio Japino, you have a new mission: find my immigration boy!

venerdì 24 settembre 2010

Beh!

Bello esordire così con questo titolo, soprattutto dopo un silenzio durato ere geologiche, nelle quali peraltro non si può dire che non si siano “fatte cose” (nel termine più generico possibile, vista- per l’appunto- la vastità dello spazio alle nostre spalle). Tutte noi abbiamo fatto un sacco di “cose” negli ultimi mesi, chiaramente.
Ma questa esclamazione è ciò che mi è scaturito dal profondo… e non ci posso fare niente, anche se risulta poco raffinato (d’altra parte è noto che non appartiene a me il primo posto in raffinatezza, qua dentro). Il fatto è che in questo periodo in cui certo le incombenze non mancano e tempus fugit, sento il bisogno di condividere con voi, Voi care amiche, il più profondo dei miei… beh!
Quando mi è successo ciò che mi accingo a raccontare ho cercato di voltare pagina, dicendo tra me la sempreverde frase “sai, la gente è strana”.. che nella mia mente equivale a “non farti domande, che è meglio”.
Ma più i giorni venivano dilapidati in attività cerebrali, più questa cosa continuava a strisciare nella mia mente, pretendendo attenzione. Fino a che non ho deciso: “e va bene, va bene! Adesso ti considero, ti guardo, ok? Anzi, ti dirò di più, ti condivido in quel simposio filosofico che è il nostro adorato blog Mars. Contento?!?” …sì, credo che nella mia mente questa questione abbia acquisito sesso maschile, considerandone le prerogative tipiche: inesauribile richiesta di considerazione, ammirazione, gratificazione.
Innanzitutto c’è di mezzo un uomo. Uno che appartiene alla categoria (su ispirazione dei rinomati Canoni di Ophelia) del “che spreco…”. Ma attenzione, lo spreco del giovane in questione non è dovuto al fatto che “abita dall’altro lato del fiume” come qualcuno ha poeticamente formulato, ma bensì a un forse ancor più triste “non ha ancora lontanamente capito cosa sia una relazione amorosa, e probabilmente mai ci arriverà”.
Ecco la metafora fiabesca con cui potrei rappresentare la nostra relazione (per chi non conoscesse l’antefatto): un’amicizia che cresce a vista d’occhio, come la pianta di fagioli magici di Giacomino. È bello esserci sopra, farsi portare sempre più in alto, sognando quello che ti aspetta nel Paese delle nuvole. E quando sei ben bene arrivata in cima, ultimo piano signori, è il momento di scendere!, è bello prenderlo per mano e guardarlo con trepidazione aspettando di fare il primo passo insieme… e sentirsi dire: ma no, perché mai entrare? Suvvia, si sta così bene qua fuori, sulla pianta in mezzo al verde a guardare il panorama e a giocare a scala quaranta! Ma no, tranquilla, non buttarti giù nella precipitosa discesa in solitaria, che non c’è motivo! Visto che sei arrivata da queste parti, puoi restare qui con me, cara, così potremo ballare e parlare… solo, non andiamo oltre dai, che sulle nuvole si sta scomodi.
E va bene, dico io. Può capitare anche questo nella vita, noi siamo donne forti e si accetta tutto con dignità.
Ed ecco che, dopo qualche tempo, arriva il famoso Beh dell’incipit. Allora tenetevi forti ragazze: parlando da buoni amici di progetti futuri, arrivo a dire che per me è ormai tempo di andare a vivere da sola. E lui, da caro buon amico, si lancia in una profusione di consigli. Siccome mi conosce bene, mi dice subito che non dovrei stare con una coinquilina troppo casalinga: “tu hai bisogno di qualcuno di focoso, che ti dica di uscire, di andare, di fare”. E io da brava femminuccia penso anche “ma guarda che dolce, si preoccupa sempre per la mia felicità”. Fino a che lui, procedendo tranquillamente lungo il labirinto dei suoi pensieri (che a lui appare come un ameno viale alberato) giunge alla sua altrettanto serena soluzione: “dai, facciamo che trovo lavoro in zona e vengo io a vivere con te”.
… …
… ... ...
Che altro aggiungere, ragazze? Meglio non dire niente…? Vi eviterò l’excursus di tutto ciò che ho pensato nei giorni scorsi. Dico solo che una delle frasi che più frequentemente mi si ripresentano ogni volta che ci ripenso è: ma sì, e che facciamo i Will e Grace dei poveri? (Che poi Will aveva un buon motivo, quantomeno, per non andare a letto con Grace!)
Solo come esempio. Ma veramente, le reazioni sono state di tutti i generi e hanno coperto tutta la gamma dei sentimenti femminili, per non parlare delle fantasie più o meno patetiche che sono scaturite! (colpa anche dello stress eh, che si applica sempre come scusante).
Presa in giro? Inconsapevolmente incastrata dal destino dentro una candid camera di durata illimitata? O solamente legata a qualcuno in modo così sinceramente platonico da sfuggire alla mia comprensione? Perché dai, una cosa è certa: non lo capirò mai!

venerdì 21 maggio 2010

24... eh??

Di questa sconcertante teoria, se n'è già discusso a voce con alcune, ma la vorrei riprendere qui, visto che punto primo questo blog è fermo da quasi un mese.. e l'è en pecà (è un peccato, per i non malgari.. le caprette, se volete, vi fanno comunque ciao!), punto secondo perchè mi sono imbattuta in un articolo che parla proprio di questo: ogni donna, prima di trovare Mr. Right (come dicono oltre Manica, e dove noi Mars abbiamo attualmente un corrispondente estero), cioè il Signor Giusto, deve passarne in rassegna ben 24! VENTIQUATTRO, sì, non due o quattro.. macchè, suorine dalle gambe strette.. ben ventiquattro uomini sbagliati! E avanti con l'insulto.
L'articolo è in realtà un calderone di richiami a libri sull'argomento generale "trovati un uomo, povera sfigata!" soprattutto di origine americana o inglese, dove pare che la ricerca di Mr. Perfect o Mr. Right assorba quasi tutte le energie mentali e fisiche delle donne sotto i trent'anni (perchè, come dicono nell'articolo, se l'uomo giusto non si trova entro i 30, si può anche buttar via abitini di lustrini e trucchi di abbellimento.. che tanto quello non arriva più.. insomma.. dopo i 30 bisogna accontentarsi in un "così così"... per la serie, viva Dio che non abito a Chicago!).
Ma torniamo al topic principale: il tortuoso percorso fatto da 24 poveri disgraziati che, loro malgrado, sono sbagliati. Ora, non è per far la moralista di turno eh, a Londra sarà una media accettabile, ma da queste parti se si "fa un giro" con 24 uomini diversi prima dei 30 anni, l'aggettivo più utilizzato di norma è uno: donna di facili costumi, meretrice non agonistica, Maria Maddalena pre redenzione.. insomma.. zoccola. Ma io non giudico.
Almeno.. questo è quello che si capisce inizialmente, ma, scorrendo le righe di quest'opera d'alto livello giornalistico (snob, lo so), si apprende che lo studio è stato condotto su donne inglesi alle prese con "primi appuntamenti", cioè cene o incontri, spesso non portati neppure a termine! Aaaaaaah! Bigotte che non siete altro, boni tutti così!
Boni? Chi ha detto Boni? Ma e ora, Alessio Boni, cosa c'entra? Ma se Alessio Boni fosse stato incluso nella lista dei miei 24, fosse stato anche alla terza posizione io personalmente mi sarei già fermata li da un pezzo! Adrianooooooo! Pettoraliiiiiiii!


Ricomponiamoci! Torniamo a noi!
Dicevo, non si deve "consumare l'atto fisico dell'amore" (cit.) per includere un pretendente nella lista dei 24, no, basta uscirci per un gelato. Il testo dell'articolo recita:
"Lo sanno bene le inglesi, che prima del fatidico incontro con Mr. Right passano in rassegna ben ventiquattro pretendenti. Tutti scartati, e alcuni addirittura abbandonati a metà serata con una scusa qualunque. Al venticinquesimo appuntamento - calcola una ricerca di UKDating.com, portale di incontri - obiettivo centrato. Quasi per tutte, perché il sette per cento delle britanniche, e cioè il gruppetto delle più esigenti o sfortunate, arriva a sfiorare i sessanta.
Con un costo non indifferente. Perché è vero che, almeno alla prima cena, il conto lo paga lui, ma anche lei deve preventivare qualche spesuccia. Circa 100 euro ad appuntamento - è la media - di cui 15 per una messa in piega dal parrucchiere - non in centro, o il prezzo lievita -, 30 per una maglia nuova e almeno 10 un accessorio. Moltiplicato per le 24 chance sfumate fa una bella cifra. Ma per trovare l’uomo giusto, e non dover pagare dopo le conseguenze, ben più salate, di una scelta avventata, in fondo non è molto" (da "Il partner giusto? Le donne devono provarne almeno 24", 03/05/2010, Elisabetta Pagani).
Va beh, a parte de "spesucce pre appuntamento", che per quanto mi riguarda tolto lo smodato uso di deodorante antisudorazione si aggirano attorno allo zero (perchè non serve un uomo per comprare maglie ed accessori e dal parrucchiere gay di turno a farsi la piega ci vanno evidentemente solo le londinesi di un certo livello, che noi qui a Trento, a parte andara al salone "da Franca, mesc e carrè è tutto un perchè" - ove mesc non è un refuso - non possiamo pretendere!), qui i conti potrebbero anche tornare. Dunque, si prendano in considerazione tutti gli spasimanti, anche respinti, amori non corrisposti, compagni di scuola su cui si riempivano pagine di smemoranda, ragazzi con cui si è preso un gelato o un aperitivo, su cui si è fantasticato, con cui si è usciti, con cui si è stati, con cui si sarebbe voluti stare, con cui c'è qualcosa che non è amicizia, avventure estive (il bagnino non conta in quanto clichè).. personalmente, dalle elementari ad oggi arrivo a.. uhm.. 18 o 19 (perchè sono incerta se includere uno che all'asilo mi aveva sputato nel bicchiere in segno di acerbo interesse). Direi che siamo sulla buona strada?
Va bene, facciamo un passo indietro. Concentriamoci solo su quelli con cui si è usciti o stati con intenzioni mature, serie e ragionate di valutare una relazione d'amore duratura. I miei 18 (o 19) crollano miseramente a 6.. che nell'arco dei miei 26 anni è una miseria, almeno secondo i criteri inglesi e/o americani.
Nell'articolo, tuttavia, si dice che "In Italia non è così» rassicura Daniela Brambilla, psicologa e psicanalista «le coppie più durature sono, anzi, quelle che si formano dopo i trent’anni, perché si idealizza meno e si cercano affinità più concrete. Ma anche perché c’è una più profonda condivisione di valori e perché è l’età in cui l’unione, di solito, si rafforza con la nascita di un figlio o la decisione di comprare casa». D’altronde i 30 anni, insieme ai 50, sono l’età delle svolte, professionali e affettive. Quelle in cui ci si chiede dove si vuole andare e con chi".
Bene, corro un attimo in giardino a urlare per l'ansia che mi hanno fatto esplodere queste poche righe (per cui nel giro di 4 anni dovrei decidere il corso dei miei futuri - a Dio piacendo, per citare il cuoco Guerrino - 50 anni.. ottimo).  ~~~~~
Eccomi. Dicevo, considerando che la psiche e le dinamiche sociali italiane, come dice bene la pissicologa Brambilla (che secondo me è finta, e rilancio con il sociologo Giovanni Molinari, tiè!), sono diverse da quelle angosassoni, anche il numero dei pori magri che si deve subire prima di aspirare ad un raggio luminoso di speranza deve essere ridimensionato.
Da 24 a 6, ma non per questioni di mero interesse personale. Facciamo 8, così siamo tutti contenti.
Otto: uno in età adolescenziale, il primo amore, un flirt dopo la fine del primo amore, due amori non corrisposti, uno spasimante respinto, il secondo amore, un flirt dopo la fine del secondo amore (categorie suscettibili di variazioni ed adattamenti).
E poi, come dice l'adagio, la terza è quella buona. Arriva Mr. Right, Mr. Future, Mr. L'era Ora!

Ma son solo opinioni.