mercoledì 6 ottobre 2010

NY - Doganieri e immigrazione

Oh dear, it has been a long time since my last post...anyway, come back e quindi torniamo alla lingua natia dove il sì suona!!!
Già, dopo 5 mesi in terre straniere, devo un aggiornamento ai miei 5 (forse 3) lettori e allora via, piccola sintesi di un episodio molto MARS!
Hai deciso di partire per il nuovo mondo e vivi nella vecchia Europa? Hai due vie: la prima è chiedere aiuto a Doc per un esilarante viaggio sulla mitica DeLorean verso il XV secolo così, da moderno Colombo in gonnella, convincere i reali spagnoli a fornirti equipaggio e tre graziose caravelle. La seconda, che mi vede francamente più favorevole, richiede l'ausilio di un aereo o di un qualsiasi moderno mezzo di trasporto come un pratico, lussureggiante, confortevole, non umido transatlantico, in grado di evitare ingombranti iceberg sparsi nell'oceano.
Tutti favorevoli per quest'ultima risposta, ok, allora proseguiamo la preparazione del nostro viaggio controllando di avere passaporto e visto. Allora via alla fase burocratica: siamo cittadini residenti in uno dei paesi aventi diritto al viaggio senza visto o no? Facciamo di sì, quindi procediamo compilando una simpatica intervista online che dovrebbe (e dico dovrebbe perchèsi viene ammoniti che il giudizio è comunque rimesso all'ufficiale di frontiera) darci la chiave del nuovo mondo. Cominciamo: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, ok, ok, tutto facile fin qui, no, aspetta adesso mi chiede il nome del vettore, eh??? L'indirizzo che avrò negli USA? Ma che domanda è, io non conosco nessuno, c'è anche l'opzione Under a bridge??? Ah no, fermi, c'è "in transito", ok! Prossime domande...Wow, solo sì o no, queste sono facili, dunque mi chiede se soffro di ulcera molle, sifilide, tubercolosi, gonnorrea...ma porti sfiga??? Se sono mai stata arrestata o ammonita per reati contro la morale? No, direi di no, ma conta la volta del karaoke per le strade cittadine? No, beh io dico di no...Sono stata coinvolta in attività di spionaggio? Facebook, conta? Cerco lavoro negli USA? Io? Nooooooo, mai! Ok ci siamo, mi sembra di essere pulita, vediamo se dopo il pagamento ho il via per Ellis Island...suspance...oh yes, just print your request!!!
Wow, beh ci siamo, la burocrazia è sistemata, adesso valigie, embarking e Liza Minelli nel cuore!
No, scherzavo la burocrazia non è finita, a bordo, il giorno prima di approdare a Brooklyn, viene recapitato un simpatico cartoncino blu su cui la nostra Cristofora dovrà elencare dati personali, famiglia che si intende trasportare negli USA, beni importati e indirizzo statunitense (ma senti è un invito a stanziarsi a questo punto, poi non mi sembra onesto prendersela con questa povera gente che cerca di sistemarsi!), ma di nuovo utilizziamo la famosa formula "IN TRANSIT".
A questo punto tutti convinti che le scartoffie sono sistemate, non ci resta che convincere l'ufficiale che la felpa H&M un po' abbondante serve per nascondere quell'attimo di pancia da un mese all'ozio totale e non un mitra a telescopio! Certo per fare questo ci serve un'autentica lecture made by a worldwide experienced man che ci metta in guardia sulle tricky questions che il doganiere ci farà: "Ti piacerebbe vivere negli Usa? Ti piacerebbe lavorare a NY? Vorresti fermarti negli USA?" etc...ovviamente la risposta DEVE essere sempre NO, altrimenti l'aria respirata dalla statua della libertà non potrà mai essere respirata da noi poveri mortali europei. Ok, sono pronta ad affrontare uno psichiatra con master in immigrazione psicologica mascherato da doganiere pur di portare i piedi al di là del molo di Brooklyn!
Ore 6.00, colazione con pretty much american Blueberry pancakes with maple syrup, passaporto, cartoncino blu (ok, confesso non ricordo il nome tecnico!) e palettina da accompagnatrice gruppo escursione numero 6!
Welcome to USA! Scritta che trionfa appena percorsa la gangway, voce di donna molto afroamericana "Please, follow the queue! No, no...Miss, no picture area!" Ottimo, devo ancora arrivare al doganiere e già riesco a farmi riprendere, oh dear, America is not waiting for me!
No problem, mesta, mesta rimettiamoci in fila e seguiamo le direttive della seconda donna che ci indica il doganiere a cui sottoporre tutte le scartoffie. Veloce occhiattina complessiva per inquadrare i doganieri: donna massiccia modello cane da guardia ore 2; uomo mezz'età, ancora 7 anni alla pensione ore 10, OMG, mexican-american boy, con un sorriso strepitoso ore 12; fingers cross, fingers cross, fingers cross..."Miss, please...Miss...MIIIISSS"..."Oh Sorry", concentrata nel fingers cross, apro gli occhi è lui il mio doganiere, oh dear, devo parlare in inglese, devo pensare al mio nome...sì, sì me lo ricordo. "Hi welcome to united States!Are you number 6 this morning?""Ehm, pardon me?!""Number 6, your paddle!" Ovvio, ho in mano una paletta di 50 cm con scritto numero 6...SVEEEEGLIAAAA! "From Italy? What do you do in Italy""To be honest I spent last 4 months in England on a working experience!"(oh god, oh god, oh god, una delle domande del foglietto blu richiedeva gli stati visitati prima degli USA e io ho barrato la casella nessuno, oh dear, perchè devo essere honest proprio adesso che non lo sono mai, no, su concentrazione, mio caro morettino, sarai anche carino e uno psichiatra mascherato da immigration boy, ma non mi freghi! CONCENTRAZIONE!!!)"So, how long are you staying in NY?""Just one day, with the ship, tonight I'll be back on board!""Do you work on the ship?""No, I'm a passenger""So, why have you got that paddle, number 6?!"(ok, sei carino, abbiamo capito, ma questa paletta è mia e non te la do, va bene?!, perchè qui mi pare che ce l'hai un attimino con la paddle #6!)...spiego la ragione della mia paletta e la ragione del mio ruolo di escort e anche del mio soggiorno inglese, dopo di che l'immigration boy mi rivolge questa domanda:"But, would you like to stay here in New York?"ok, deglutire, respirare e mentire, non è difficile:"No, no, I want to come back to Italy, find a good job, and so on, you know....", non sono lacrime quelle che mi stanno appannando la vista, sono i neon!!! Are you sure you are happy?"Ok, è Scherzi a parte, sono alla frontiera americana, un ragazzo latino americano bellissimo mi chiede se voglio stare a New York e se sono felice?!? Adesso confesso: gli dico che voglio stare a NY, che non sono felice e che mi sposi all'istante; è pieno di ufficiali, uno ci potrà pure sposare! No, no che dico, ritorno in me, mentre appoggio la mano sinistra sullo scanner delle impronte digitali, just breath:"Yes, I am...Of course I am, I am in NY, right now! But are these tricky questions?!"(bene il premio risposta idiota è mio, seguito da rifiuto di visto per l'ingresso per offesa a immigration boy!)"No, darling, I'm stuck here from this mornign, 5 o'clock, I saw elderly women all day long, you are young and it was so nice talking to you!" OMG,darling, nice?! sto sognando?! Ok adesso gli dico "Marry me!", invece esce: "Oh sorry, it is so nice talking to you too!""So, do you think you'll like New York?""Yes, I will, especially if everybody is like you!""Oh thanks, I can speak just on my behalf, but I really hope you will enjoy!""Me too, thank you!""It was a pleasure to talk with you!Take care and enjoy your day in NY! See you!""My pleasure, bye!"
Io e la mia paddle #6 siamo così giunte al di là della frontiera, ma avremmo voluto stare alla frontiera tutto il giorno, chi lo avrebbe mai detto! Un immigration boy che ha illuminato di immenso la visita alla grande mela, come se il solo essere all'ombra dell'Empire State Building non fosse di per sè immenso. Assicuro che con quello sfarfallio nello stomaco è stato straordinario, MARS stuff, girls you know, don't you ;-)! That's it, 30 minuti, non so come si chiama, chi sia in realtà l'immigration boy, però sono certa che quando penserò alla prima volta negli States l'immigration boy sarà il MIO ricordo! E poi, siamo sinceri la Statua della Libertà e i grattacieli sono over, solo da cartolina!!!
Now, Carràmba che sorpresa, Raffaella Carrà & Sergio Japino, you have a new mission: find my immigration boy!