sabato 6 marzo 2010

Horses and Flowers

Benvenuti alla prima puntata di “Eye on Mars”, approfondimento cultural-statistico su e per il Mars Blog.
Ma andiamo senza indugio ad introdurre l’argomento odierno.
Dall’accurata analisi statistica svolta da “noi” (che significa “me”) sui primi freschi e ridenti post delle Mars Girls, è emersa la presenza di un argomento più frequente, un argomento principe direi, che le ragazze hanno con grande spontaneità trasferito nel web direttamente dai loro flussi di coscienza. Suvvia, non c’è bisogno di pensarci più di tanto, si tratta dell’ammmoooore! O meglio, dei segreti per riconoscerlo.
Andiamo prontamente al cuore statistico della nostra rubrica, riportando l’elenco degli oggetti caratteristici che un vero innamorato deve portare con sé:
- Un borsello fatto di budello (diffidare da quelli in finto bue)
- Due biglietti per il concerto di un ben preciso mito del rock
- Un ramo di palma d’estate e pezzi di torrone d’inverno
- Un cesto di ingredienti per sbizzarrirsi in cucina (essenziale la ricotta)
- Una smisurata cultura cinematografica e televisiva (non si disdegna una certa esperienza su campo in qualità di sceneggiatore-attore-regista…)
- Una o più fette di anguria profumatissima
Benissimo, non si può dire certo che queste ragazze siano delle sprovvedute! È evidente che tutti questi elementi a prima vista privi di senso e logica vadano in realtà a miscelarsi armoniosamente l’uno con l’altro, confluendo in un sopraffino disegno. Come dite? Cosa rappresenta questo disegno? Beh ora non vi sembra di voler sapere un po’ troppo..?
Dunque, passiamo ora alla fase che possiamo definire “approfondimento” opportunamente introdotta dalla corrispondente frase di rito: approfondiamo.
Dovete sapere che esiste un altro simbolo che rappresenta per noi Mars il sopracitato ammoore: ci è stato segnalato tempo fa da Pumpy (sempre lei, ebbene sì!). Quella sera ci sottopose a un gioco di fantasia con successiva interpretazione psicologica. Noi Mars (purtroppo solo i 3 quarti di noi presenti, a dire il vero) ci lanciammo subito con entusiasmo e scatenammo la nostra immaginazione sulla scia delle indicazioni che via via ci venivano date.
Prima di tutto: immaginate un deserto.
Poi, nel deserto, un cubo.
Oltre al cubo, una scala.
Ora ecco un cavallo.
E per finire, dei fiori.

Fermatevi un istante e provate anche voi, prima di proseguire nella lettura, a chiudere gli occhi e visualizzare il vostro personale mondo.
Semplice, no? Certamente! Ma quando ad immaginare ci sono delle menti come le nostre, che sfuggono alle leggi della fisica e del senso comune , non si sa mai cosa può succedere.
E infatti ecco scaturire dal nostro subconscio, nell’ordine:
1) un cubo di vetro tranquillamente sospeso in aria -senza alcun tipo di sostegno o aggancio- con una scala a pioli che lo collega al deserto.
2) un cubo rosso di un materiale non definito (probabilmente non esistente in natura) con una maestosa scala di fianco che sembra arrivare direttamente da un palazzo rinascimentale.
3) un cubo di marmo proveniente da un’antica civiltà scomparsa, con una scala grande e austera, di marmo anch’essa.
Tenendo presente che questa è solo la prima parte della prova, ecco l’interpretazione da attribuire ai vari elementi: il deserto rappresenta la vita e la nostra visione della stessa: tutte noi abbiamo immaginato un deserto dolce, luminoso e bello. Il cubo rappresenta noi stessi e come ci vediamo, mentre la scala rappresenta gli amici e l’amicizia. I commenti sarebbero molteplici, ma li lasciamo a voi e passiamo al cavallo e ai fiori.
Il cavallo rappresenta il partner, l’anima gemella, colui con in quale siamo destinate a vivere, o meglio colui con cui ci immaginiamo. I fiori simboleggiano invece i nostri figli (tema sul quale, sinceramente, noi Mars non ci siamo ancora mai soffermate più di tanto).
Cosa mai poteva emergere da tre giovani menti disturbate?
Un cavallo di bronzo che sta fiero sopra al cubo di marmo (che infatti si scoprì essere il piedistallo di un’antica statua) e un povero ciuffo di fiori che cresce in una zona di mezzo metro quadro dove pare fosse presente una riserva d’acqua fossile.
Un cavallo simpatico e allegro, che pascola placido nel deserto, e che giustamente non trovando altro nel raggio di chilometri pensa bene di cibarsi dei fiori stessi.
Un cavallo elegante e con folta criniera bianca al vento e delle rose rosse a stelo lungo sparse sui gradini del palazzo, come nel più romantico sogno che una ragazza possa fare.
A questo punto, signori miei, non mi rimane che salutarvi… non pretenderete mica che mi metta a fare delle interpretazioni psicologiche serie su queste basi?! Via, siamo realisti, l’unica cosa che si può fare è lanciarsi in una sonora risata liberatoria e continuare ad amare le Mars per quello che sono (cioè delle splendide spostate).

PS: già che ci siamo metto (...forse ho capito come si fa!) una canzone che mi pare si addica benissimo al tema.

4 commenti:

Ophelia ha detto...

"Una smisurata cultura cinematografica e televisiva (non si disdegna una certa esperienza su campo in qualità di sceneggiatore-attore-regista…)" <-- qui immagino che ogni riferimento a luoghi e persone realmente esistenti sia puramente INTENZIONALE! ;-) Mio mio miooooo!!! Per amor di cronaca.. quella col cubo per aria non potevo che essere io! Comunque siamo un bel gruppo! Luci, devi farlo anche tu!! I want more "Eye on Mars"!!

Jeanne ha detto...

Eheh era effettivamente intenzionale, si ;)
E sempre per amor di cronaca, ammetto di essere io quella col cavallo di bronzo che mi pone gli amati zoccoli sulla testa! Ma vorrei precisare che sul momento ho solo pensato che non potevo mettere un vero cavallo nel deserto: avrebbe sofferto la sete!

Flordelys ha detto...

A questo punto rivelo che io sono quella della scala rinascimentale (studiare a volte porta a certe conseguenze mentali tipo questa), però preciso che il cubo era rosso e non bianco :-)...e il mio bel cavallo era il rockettaro dolce col capello al vento e le rose rosse, eheh! Quanta fantasia!!!

Jeanne ha detto...

Rosso!? caspio, ero convintissima fosse bianco! Invoco per la centesima volta il centro della memoria e provvedo subito alla correzione. Certo, pensandoci il cubo rosso ci sta anche meglio, è in tinta con le rose!